Gas. Fonti Ue, governi uniti su no a rubli. Aziende non aderiscano a pagamento

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AgenPress – I governi europei sono compatti nel rifiutare il ricatto di Vladimir Putin di pagare in rubli le forniture di gas e stanno valutando quali siano le vere intenzioni del Cremlino a riguardo. E’ quanto si apprende a Bruxelles da fonti vicine al dossier, che mettono in luce un clima di incertezza e perplessità sul decreto russo.

Questa mattina gli ambasciatori Ue si sono incontrati per discutere la questione e, da quanto riferito, dalla riunione è emersa una chiara indicazione da parti di tutti i 27 sul fatto che i contratti debbano essere osservati e rispettati nelle valute previste, vale a dire euro o dollari.

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 “Con i nostri partner del G7 abbiamo chiaramente espresso la nostra posizione: i contratti concordati devono essere rispettati. Il 97% dei contratti in questione prevede esplicitamente il pagamento in euro o dollari. Le aziende con tali contratti non dovrebbero aderire alle richieste russe”, ha detto un portavoce della Commissione europea.

“Stiamo analizzando il nuovo decreto e siamo in contatto con le imprese energetiche dell’Ue che ne sarebbero interessate, nonché con gli Stati membri. L’Ue risponderà in modo unito a quest’ultimo tentativo della Russia di aggirare le nostre sanzioni”.

Gli esperti degli Stati membri e della Commissione Ue stanno analizzando il decreto di Putin e, a quanto si apprende, non sono ancora giunti a una conclusione sulla reale validità del meccanismo di pagamento e sul suo possibile funzionamento.

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