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Giustizia, Sabella: “Perplesso dal merito del referendum, si rischia di fare danni anziché risolvere i problemi”

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AgenPress. Il magistrato Alfonso Sabella è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

“Il referendum è il miglior mezzo di partecipazione popolare dei cittadini, quello che mi lascia molto perplesso è il merito del referendum –ha affermato Sabella-. Al di là di dichiarazioni spot, questi referendum non risolvono nulla di quello che pensano di risolve, o nella migliore delle ipotesi fanno solo danni. Sull’equa valutazione dei magistrati, sono d’accordo sul fatto che il sistema vada cambiato, perché attualmente non c’è una valutazione equa dei magistrati che vengono valutati sempre positivamente invece non sempre sono tutti belli e bravi.

Nel referendum però si propone di dare diritto di voto ai professori universitari e agli avvocati, dovremmo impedire l’effetto opposto cioè che l’avvocato voti contro il magistrato che gli è andato contro. Sul fatto di rivalersi sul giudice, il cittadino oggi se è vittima di ingiustizia può citare lo Stato e farsi risarcire, col referendum può citare direttamente il giudice, siamo sicuri che così il cittadino sia più garantito? Andrà a finire che il giudice chiamerà in causa lo Stato e quindi alla fine ti andrai a rivalere sempre sullo Stato, con una complicazione in più: il giudice si potrà difendere molto meglio nel procedimento, e molto più difficilmente avrai il risarcimento.

Sulla separazione delle carriere, ammesso e non concesso che ci sia l’avallo della Corte costituzionale e che tutte le modifiche siano in grado di realizzare la separazione delle carriere, occorrerebbe comunque una modifica costituzionale, allora a questo punto se volete farlo fatelo con una legge costituzionale anziché con un referendum. Sulla legge Severino mi trovo relativamente d’accordo perché l’applicazione automatica di questa legge ha minato il voto popolare in presenza di provvedimenti che poi non sono stati confermati in appello. Ma siamo sicuri di voler tornare ai cosiddetti parlamenti di impresentabili?

Una riforma della Severino va fatta, ma l’abolizione totale mi trova leggermente contrario. Sulla custodia cautelare non bisogna prendere in giro i cittadini, bisogna dire: con questa riforma a stupratori, spacciatori seriali non potremmo più applicare una misura cautelare, stessa cosa per quando riguarda gli stalker.

Lo stalker spesso è una persona che di solito non ha commesso gravi reati, ma che acciecato dalla gelosia continua a perseguitare la sua vittima e in questi casi viene applicato il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con il sì al referendum non lo potremmo più fare se non c’è il rischio di reiterazione dello stesso reato.

Noi magistrati ce lo siamo cercati questo referendum, perché abbiamo gestito malissimo il potere, ma sulla custodia cautelare stiamo attenti perché si tratta di un argomento sensibilissimo che riguarda anche tante vittime.

Infine, sul Csm i problemi si possono risolvere solo in un modo: con il sorteggio”.

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