I camion della morte trasportano migliaia di agnellini e capretti condannati al macello

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AgenPress – Una notizia che arriva nei giorni precedenti alla Pasqua, in cui il trasporto di animali vivi sulle strade italiane si intensifica, in particolare quello di agnelli e capretti provenienti da Paesi come Ungheria, Romania, Spagna e Francia (da cui provengono centinaia di migliaia di animali ogni anno). Anche in questo caso, gli animali giovanissimi, alle volte ancora non svezzati, sono stipati all’interno di camion a quattro piani, spesso trasportati in condizioni irregolari con spazio insufficiente per alzare la testa e con abbeveratoi che non riescono a raggiungere. La destinazione di questi animali è il macello; due in particolare, che si trovano in Lazio e in Puglia, sono i più grandi del nostro Paese e in questo periodo lavorano a pieno regime.

Gli animali stremati, molti arrivano anche senza vita, sono poi costretti ad una attesa fuori dal macello che può arrivare fino a 48 ore, rispetto alle 24 di norma, come previsto dal provvedimento del Ministero della Salute. Tale deroga è prevista nei periodi di maggiore picco di afflusso di camion carichi di agnelli e capretti, come purtroppo accade nei periodi delle festività pasquali e natalizie.

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Il voto dell’Europarlamento dello scorso gennaio sulle raccomandazioni della Commissione ANIT, Commissione d’inchiesta sulla protezione degli animali durante il trasporto , è stato molto deludente”. – dichiara Lorenza Bianchi, responsabile LAV, Animali negli allevamenti – “Noi continueremo ad esporre la crudeltà di questi trasporti e chiedere alla Commissione europea di tenere conto di questa sofferenza e dell’evidenza raccolta sul campo, e di operare una revisione ambiziosa della normativa sulla protezione degli animali allevati, anche in riferimento alle condizioni di trasporto”.

Molto spesso, infatti, sono gli animali fragili ad essere trasportati: non svezzati, in avanzato stato di gravidanza, o ancora con problemi di salute, come i cosiddetti animali “a fine carriera”. È necessaria maggiore tutela, che può avvenire iniziando con il vietare almeno il trasporto di animali cuccioli e il trasporto su lunghe distanze.

Al contempo, rivolgiamo un appello a tutti: per non essere parte di questa crudeltà la soluzione c’è già: smettere di mangiare carne, a partire da questa Pasqua, una scelta alla portata di ciascuno. Optare per un’alimentazione 100% vegetale è una scelta etica win/win, buona con gli animali e con il Pianeta, ma anche con il palato.

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Fonte, Lav

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