Il mercato immobiliare italiano chiude il 2021 registrando un incremento delle compravendite pari al 34,64% rispetto al 2020

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AgenPress. Il mercato immobiliare italiano chiude il 2021 registrando un incremento delle compravendite pari al 34,64% rispetto al 2020. In forte incremento anche il numero di mutui concessi che crescono del 23% a/a.
I dati emergono dall’ultimo Rapporto Dati Statistici Notarili (DSN) 2021 relativo alle compravendite di immobili, mutui e donazioni, raccolti e elaborati sulla base dell’attività di tutti gli studi notarili sul territorio nazionale.
Secondo quanto emerge dal report, nel II semestre 2021 le compravendite generalizzate di beni immobili segnano un +6,58% rispetto al I semestre, anche se nel dettaglio questo boom non si è registrato per gli immobili residenziali che invece hanno registrato un calo del 6,68%.
Restano al Nord i maggiori volumi di scambio: la regione nella quale ci sono state più transazioni rimane la Lombardia con il 19,06% del totale nazionale, in aumento rispetto al 2020 e 2019 (erano 219.168 nel 2019, nel 2020 sono scese a 200.018 e nel 2021 sono state 271.034).  Seguono il Veneto con il 9,35% e il Piemonte con il 9,23%.
La fascia d’età in cui viene effettuato il maggior acquisto di fabbricati si conferma quella tra 18-35 anni, con una percentuale nell’intero 2021 pari al 27,09% delle contrattazioni (dato in linea con il 2020 in cui è stato pari al 27,55%).
Il 56,05% degli immobili a uso abitativo è stato acquistato con l’agevolazione prima casa: di questi l’86,09% è stato venduto da privati e i rimanenti dalle imprese. La percentuale si conferma anche per gli immobili a uso strumentale: l’83,12% è venduto dai privati contro il 16,88% dalle imprese.
Aumenta l’acquisto delle seconde case che sale di oltre il 26% rispetto al 2019 (nel 2021 sono state 276.098, nel 2020 erano 200.018, nel 2019 erano 218.502).
I prezzi degli immobili sono cresciuti rispetto al 2020 e si confermano più alti per gli immobili di nuova costruzione venduti dalle imprese rispetto a quelli venduti da privati.
Il prezzo medio della vendita di fabbricati registrato nel 2021 per le compravendite di prima casa tra privati è stato di 115.000 euro (nel 2019 era di circa 110.000 euro). Ben superiore è il prezzo medio delle compravendite di prime case da impresa che si attesta tra i 210 mila euro e i 230 mila euro, in aumento sia rispetto al 2019 sia al 2020. Nel 2021 sono 6.892 gli immobili oggetto di compravendita con un valore superiore a 1 milione di euro, di questi 4.630 sono immobili ad uso abitativo di cui 2.512 acquistati come seconda casa da imprese. Resta confermato che il 42% degli immobili è acquistato a un prezzo inferiore a 99.000 euro e il 36,88% è sotto i 200.000 euro.
In linea con la corsa del mercato immobiliare, il 2021 recupera sul 2020 e segna anche un deciso incremento rispetto al 2019. A fronte di un numero complessivo di mutui pari a più di 396.000 nel 2019, e poco più di 363.000 nel 2020, il 2021 ne fa registrare oltre 448.000, con un incremento pertanto di oltre il 23% rispetto all’anno precedente e di circa il 13% rispetto al 2019. Tra il secondo e il primo semestre dell’anno si registra un rallentamento di -1,31%.
Il capitale complessivo erogato dagli Istituti di credito per finanziamenti ipotecari ha superato i 69 miliardi di euro (quasi +20% rispetto al 2020 e +10% rispetto al 2019). Il maggiore ricorso al credito in Friuli-Venezia Giulia, seguono Lombardia e Emilia Romagna. Il 67,42% delle richieste di mutuo riguardano finanziamenti sotto i 150.000 euro e nel secondo semestre si registra un aumento dei finanziamenti tra 150.000 e 500.000 euro.
Sotto il profilo demografico l’età prevalente appare quella compresa tra i 36 e i 45 anni, dove si registrano circa 2.051 operazioni di finanziamento ogni 100.000 abitanti.
Nel 2021 aumentano le donazioni di denaro che restano al secondo posto per numerosità e raggiungono il 39,65 % del totale degli atti contro il 35,27% del 2020, mentre i beni mobili più donati sono ancora le partecipazioni societarie (41,95%); continuano a scendere su base percentuale (poco più del 7%) le donazioni di azienda.
L’aumento del numero delle donazioni si riscontra anche per i beni immobili: nel 2021 sono state complessivamente 221.642, erano 197.519 nel 2019, mentre sono state 174.754 nel 2020.
Si riceve la donazione tra i 18 e i 55 anni, si dona prevalentemente dai 56 anni in su.
fonte (monitorimmobiliare.it)
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