Il Regno Unito dice addio al Telefono fisso

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Entro il 2025 nel Regno Unito verranno “eliminati” tutti i telefoni fissi, sostituiti dagli smartphone: a pubblicare questa news, lo scorso 13 agosto, è stato il Daily Mail. A “colorare” la notizia c’erano anche le interviste agli esperti, che sottolineavano come le fasce di età più anziane sarebbero state penalizzate da questa scelta.

Come vedremo meglio più avanti, questa notizia non rappresenta una vera e propria bufala, ma una distorsione della realtà (temo fatta solo per ottenere visibilità o qualche clic in più). Peccato che parte della nostra stampa nazionale, specializzata e non, alcune agenzie di stampa e persino trasmissioni televisive del servizio pubblico, abbiano ripreso la notizia del quotidiano inglese senza alcun approfondimento critico o verifica delle fonti.

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E non solo in Italia la notizia è stata riportata tale e quale, ma in alcuni casi si è cavalcata l’onda del “telefono fisso addio: cosa accadrebbe in Italia” con tanto di analisi sul digital divide e sull’impatto che rappresenterebbe l’addio al telefono fisso per la parte di popolazione più fragile (fragile per fascia anagrafica, culturale e geografica).

Il cuore della notizia è ben diverso, molto meno sensazionalistico e molto più banale. In realtà entro fine 2025 i colossi inglesi delle tele-comunicazioni hanno “semplicemente” in programma di dismettere le connessioni tradizionali: per esempio BT (British Telecom) ha in dichiarato che entro dicembre 2025 avrà completato la sostituzione di 14 milioni di connessioni su rame con altrettante connessioni su fibra ottica. Insomma il telefono fisso in UK non è destinato a scomparire, cambierà solo il mezzo su cui verrà veicolata la voce, passando dal rame ai servizi VolP, dall’analogico al digitale.

Questo “addio al rame” non rappresenta certo una novità, visto che è ormai in corso – e da anni – in tutta Europa. Per esempio in Francia è dal 15 novembre 2018 che non è più previsto, per i nuovi clienti, il classico telefono fisso. Ed entro la fine del 2023 Orange conta di completare la sostituzione delle vecchie linee per tutti gli abbonati.

E in Italia cosa succede?

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In Italia lo switch off ha tempi meno certi e più dilatati, visto che Vittorio Colao, il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, ha recentemente auspicato il 2026 come scadenza entro cui portare a tutti gli italiani la banda ultra larga. L’addio al telefono fisso (in UK come altrove) è per fortuna una bufala, quello a cui dovremmo dire addio è il concetto di un telefono “solo voce” L’unica parte, nella notizia riportata dai media italiani, che purtroppo non è una bufala, è il digital divide.

L’ultima ed ennesima – conferma arriva dall’Istat, che l’8 settembre ha pubblicato il suo rapporto sull’andamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (o SDGs Sustainable Development Goals). Limitandoci agli indicatori che riguardano l’ICT (Information and Communications Technology) si nota come l’Italia sia il fanalino di coda dell’Europa: secondo i dati Eurostat siamo quartultimi, appena prima di Romania, Grecia e Bulgaria, come indice di digitalizzazione dell’economia e della società.

E anche se il Covid-19 ha stimolato il processo di transizione digitale, in Italia le famiglie con connessione a banda larga sono il 77,8% (+4,1% rispetto all’anno precedente), con realtà come la Calabria dove si è fermi al 66,3% (addirittura -1% rispetto al 2019). Parafrasando Mina: “Digital divide, se telefonando io potessi dirti addio ti chiamerei”.

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