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Incontro con Ministro Bonafede, USPP dichiarare stato emergenza delle carceri

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AgenPress. In occasione dell’incontro con il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede previsto per oggi, l’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (USPP), oltre a chiedere provvedimenti su aggressioni, sanità, caserme, nuovo modello custodiale, equipaggiamenti, chiederà l’apertura di un tavolo permanente che avvii un focus per eliminare le sperequazioni con le altre forze dell’ordine, ristabilire una corretta catena di comando che superi l’attuale scollamento tra base e vertice, istituire senza ulteriori ritardi le due direzioni generali previste dal riordino (anche se non sono certo la panacea per risolvere i problemi del Corpo) e non ultimo per mettere mano al dlgs 449/92 riequilibrando il ruolo difensivo a quello dell’accusa.

Più in generale il nostro obiettivo  è quello di riscrivere l’architettura organizzativa del Corpo di Polizia Penitenziaria implementando i ruoli tecnici e mettendo in atto azioni concrete per prevenire se non intervenire efficacemente nei casi di stress post traumatico e di stress da lavoro correlato.

Occorre lavorare per una polizia penitenziaria che sia riconoscibile per il suo ruolo fondamentale nello sviluppo ordinato della società. Anche la richiesta di ripristinare una sanità penitenziaria che possa dare risposte più efficaci sulla cura dei detenuti, (soprattutto quelli con problemi psichiatrici), prevedendo anche  medici del Corpo, garantirebbe un diverso risultato e una maggior tutela psicofisica da riservare agli agenti che lavorano in trincea, i più esposti ad aggressioni e violenze.

Per queste ragioni, riteniamo sia necessario e non più rinviabile, dichiarare lo stato d’emergenza delle carceri che necessitano di risorse straordinarie per evitare nuove evasioni, rivolte che già hanno compromesso la credibilità dello Stato rispetto al presidio di sicurezza e legalità che esse debbono rappresentare, garantito oggi dell’encomiabile lavoro svolto proprio dalla polizia penitenziaria.

In assenza di provvedimenti tangibili, non esiteremo a scendere nuovamente in piazza per rivendicare i diritti degli agenti che rappresentiamo.

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