Kissinger: “Mi avete frainteso. L’Ucraina non deve restituire i territori alla Russia per ottenere la pace”

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AgenPress – “Non che l’Ucraina debba cedere parte della sua sovranità alla Russia per conquistare la pace. Quelle frasi sono state fraintese”, spiega Henry Kissinger, durante la videochiamata con i corrispondenti stranieri a Londra organizzata dalla Foreign Press Association (Fpa), “e non ho mai pronunciato nemmeno la parola realpolitik. Riguardo la guerra in Ucraina ho semplicemente detto che la sua fine deve essere contemplata non solo attraverso i mezzi militari ma anche attraverso quelli politici. Non si può continuare a combattere senza un vero obiettivo condiviso da più Paesi.

Alla fine, in un’intervista al Financial Times, il presidente ucraino Zelensky ha detto quello sostengo anche io: la questione del 7% del territorio occupato dai russi potrà essere oggetto di altri negoziati futuri”.

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Per Kissinger però “l’Occidente ha avuto poca sensibilità a far aleggiare l’idea che l’Ucraina entrasse presto nella Nato, riempiendo tutto quel territorio con l’Alleanza atlantica. Questo, nei miei colloqui che ho avuto con lui, è una delle cose che più preoccupava Putin. Per come lo conosco, anche se non lo vedo da 3 anni, il presidente russo è un uomo molto intelligente e accorto calcolatore. Devo dire che anche per questo sono rimasto sorpreso dalla magnitudine dell’aggressione russa in Ucraina, che non può essere affatto giustificata dai timori di Putin”.

Ma ora bisogna guardare a come porre fine al conflitto: “Stiamo arrivando a un momento – afferma – in cui bisogna affrontare la questione della fine della guerra in termini di obiettivi politici altrettanto che militari: non si può semplicemente continuare a combattere senza un obiettivo”.

Kissinger però nega di aver consigliato a Zelensky di cedere territori in cambio della pace, come gli è stato attribuito: lui distingue fra Crimea e Donbass, annessi nel 2014 “con l’acquiescenza di Europa e America”, e i territori occupati dai russi dopo l’invasione del 24 febbraio: “Se l’Ucraina priva la Russia di ogni conquista, allora può partire un negoziato sulla futura relazione”.

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