“La Bellezza salverà il mondo”: la ricetta Remind per uscire dalle Crisi

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In occasione del Natale di Roma (21 Aprile 2022) e della Giornata Mondiale della Terra (22 Aprile 2022)


AgenPress. Una qualificata partecipazione di rappresentanti del Governo, del Parlamento Italiano ed Europeo, delle Istituzioni e di Roma Capitale hanno caratterizzato anche questo anno l’incontro “La Bellezza salverà il Mondo” organizzato da Paolo Crisafi Presidente di Remind Filiera Immobiliare in collaborazione con il Parlamento Europeo – Ufficio Italia (Carlo Corazza, Direttore) in occasione della ricorrenza del Natale di Roma 2022 e della Giornata Mondiale della Terra.

Gli interventi hanno preceduto la Lectio Brevis Magistralis da parte di tre famosi architetti, Stefano Boeri, Michele De Lucchi e Massimiliano Fuksas sulla Nuova Cultura delle Città e dei Territori.

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INTERVENTI DI APERTURA

Nel suo intervento in apertura dei lavori il Presidente di Remind Paolo Crisafi ha esordito con: “La Bellezza salverà’ il Mondo è il percorso valoriale iniziato da Remind nel 2021 in occasione del Natale di Roma e della Giornata Mondiale della Terra e salutato dal Santo Padre con un bene augurante pensiero, esprimendo apprezzamento per il significativo evento volto a favorire una ripresa economica e culturale animata da una autentica sensibilità’ ecologica per preservare la bellezza del Creato.

Paolo Crisafi

Anche nel 2022 Remind, con la collaborazione del Parlamento Europeo Ufficio Italia, ha riunito in una tavola rotonda gli esponenti delle istituzioni governative, parlamentari, locali e tecnico-scientifiche insieme ad alcuni rappresentanti delle buone pratiche imprenditoriali e manageriali che contraddistinguono il nostro Paese, con un focus dedicato a Roma Capitale.

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Partecipare a Remind non solo significa entrare nella grande famiglia degli Imprenditori, degli Operatori, dei Manager e dei Professionisti che si sono distinti nell’essere delle buone pratiche, ma vuol dire soprattutto contribuire a alimentare quel percorso valoriale per uscire dalle crisi sanitarie, sociali e economiche dovute dal COVID 19 e dallo stato dì emergenza per la guerra.

Esperienze, idee, valori per modernizzare le nostre città e i territori diventando portavoce di un nuovo modello di sviluppo e di una nuova cultura dell’abitare volta a modernizzare il Paese, per consegnarlo migliore alle future generazioni”.

Ha fatto seguito Carlo Corazza, Direttore del Parlamento Europeo – Ufficio Italia che ha così introdotto i lavori: “Grazie Paolo Crisafi e Remind. Titolo molto bello, La Bellezza salverà il Mondo – Natale di Roma.  La UE si fonda su una visione comune dell’uomo, su una comune identità europea fondata su libertà e dignità della persona. Con il sostegno all’Ucraina difendiamo questi valori con il sostegno all’Ucraina.  Ci siamo mai chiesti perché l’Europa ha tutta questa bellezza? metà del patrimonio mondiale dell’UNESCO. I nostri valori e la nostra bellezza e creatività si fondano su tremila anni di storia in cui affondano le nostre radici e che hanno forgiato la nostra identità comune.  Questa identità è nata tra le isole e sulle rive del Mediterraneo, lungo i fiumi, lungo il Tevere, con l’agorà di Atene e il Senato di Roma, i discorsi di Pericle o di Cicerone, in un viaggio continuo di scambi e mescolanza di merci e di idee. Un viaggio proseguito lungo le grandi vie consolari, negli anfiteatri, con le opere filosofiche e quella di satira, il teatro comico e la tragedia.  È continuato nelle abbazie medioevali che hanno trasmesso il nostro sapere antico. Nelle prime università, con il pellegrinare di studenti da tutta Europa. Nei liberi comuni, nei porti franchi, sempre aperti all’avventura di nuovi sbocchi commerciali e nuove terre da esplorare. Lettere di credito.  Fino al Rinascimento, all’Illuminismo, al Romanticismo, al pensiero moderno, in una continua contaminazione tra geni da ogni parte d’Europa: da Dante a Shakespeare, da Caravaggio a Rembrandt, da Moliere a Goethe, da Bach a Mozart, da Voltaire a Manzoni, da Van Gogh a Picasso, da Camus a Pirandello.  Grazie a questo viaggio straordinario noi europei sappiamo chi siamo e non dobbiamo avere paura di essere aperti al confronto con altre culture e siamo campioni nella creatività. L’Europa è all’avanguardia nelle industrie culturali e creative, dove bellezza, design, stile si fondono con tecnologia e saper fare industriale, nella continua ricerca dell’eccellenza. Questa leadership, che non può essere delocalizzata.  Cultura e creatività fattori di crescita e occupazione.  Questi settori sono tra i più dinamici, aprono opportunità di crescita e creano nuovi lavori qualificati per i giovani. Si stima, per ogni posto di lavoro diretto, il settore culturale ne generi 27 indiretti, molti di più dell’industria dell’auto, per fare un esempio.  Le Industrie Culturali e Creative impiegano 12 milioni di lavoratori, il 7,5% dell’UE, con un fatturato di 509 miliardi. I settori ad alta intensità di proprietà intellettuale generano 1/4 dell’occupazione e 1/3 del valore UE.  Per questo dobbiamo puntare su settori in cui lavoro e creatività continueranno ad essere essenziali. Penso a turismo, design, digitalizzazione dei siti culturali, alta gamma, artigianato di eccellenza. Roma e l’Italia possono essere protagoniste.  Autori, artisti, designer, sono la fonte principale di queste attività, con forte impatto su altri comparti, contribuendo all’eccellenza dei prodotti europei.  Pensiamo all’alta gamma: un mercato da 1000 miliardi, di cui l’Europa è leader col 70% della produzione.  Il 62% dei prodotti d’alta gamma è venduto all’estero e rappresenta il 10% di tutte le esportazioni UE.  Sinergie tra turismo e Industrie Culturale e Creative sono un altro grande volano di crescita.  Già oggi il turismo vale 10% di PIL e occupazione. Entro il 2030 i viaggiatori passeranno da 1 a 2 miliardi.

Carlo Corazza

L’Italia e Roma possono intercettare questa nuova classe emergente, che viene in buona parte dall’Asia, grazie al suo patrimonio storico, stile di vita e creatività.

In Europa l’obiettivo è consolidare il nostro primato, passando dagli attuali 550 a 700 milioni di arrivi entro il 2025. Nei prossimi 10 anni possiamo creare fino a 5 milioni di nuovi posti.  L’eccellenza manifatturiera e le Industrie Creative attraggono il turismo, così come il turismo favorisce l’export. Questo vale tanto per abbigliamento, formaggi o vini, quanto per auto, grandi alberghi o audiovisivo. Chi, all’estero in Cina, acquista nostri prodotti d’eccellenza o vede film ambientati in Europa è, poi, invogliato a visitarci.  In buona parte sarà composto da una nuova classe emergente, soprattutto dall’Asia, con potere di spesa. Questi nuovi viaggiatori cercano la bellezza, lo stile, il design, la moda, il cibo di noi europei. Possono essere una fonte inesauribile di nova domanda di beni e servizi, di export. Con ricadute su tutti i settori chiave dalla nostra economia: trasporti, costruzioni, commercio, cantieristica, moda o agroalimentare.  Il patrimonio culturale è un elemento chiave per l’economia e l’attrattività delle regioni e delle città europee. L’innovazione è la via per incentivare questo potenziale.  Pensiamo ai musei digitalizzati o a viaggi nel tempo con realtà aumentata nei nostri siti archeologici, al turismo industriale o ai viaggi alla scoperta della cultura enogastronomica locale.  Al termine della sessione di apertura, un reportage prodotto da ARTE ci mostrerà esempi di come la rivoluzione digitale contribuisce a rivitalizzare la nostra eredità.  Il Parlamento europeo è in prima linea in queste sfide. Legislative, tutela della creatività, esempio della direttiva su copyright che ha messo freno allo strapotere dei giganti del web. Tutela della proprietà intellettuale.  Sugli investimenti: 1870 mld. Sostegno alle ICC e al Turismo. PNRR e NGEU.  Vanno usate meglio le risorse esistenti. I Fondi regionali Ue possono fungere in parte da garanzia, in sinergia con “Orizzonte 2020”, il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici e la Banca Europea per gli Investimenti, per progetti nella cultura e creatività. Contribuendo, ad esempio, a recupero, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale. Con un aumento dei visitatori e dell’occupazione.  È essenziale anche investire di più in formazione e competenze. Mancano manager di musei, bravi cuochi, esperti di digitale, mediatori culturali, designer e programmatori, ma anche abilità manuali necessarie per l’alta gamma. Il patrimonio culturale rappresenta non solo le nostre radici ma soprattutto il nostro futuro.  Un sentimento comune europeo non si crea soltanto attraverso la scoperta della nostra identità comune”

LE BUONE PRATICHE PARLAMENTARI

Ad introdurre la Sezione è stato Fabio Massimo Castaldo, Vice Presidente del Parlamento Europeo che ha rivolto i saluti a tutti i relatori con il suo intervento: “Care amiche, cari amici, buonasera a tutti, a tutte!  Permettetemi in primo luogo di ringraziare di vero cuore per questo invito il Presidente di Remind, l’amico Paolo Crisafi, e di rivolgere a tutti voi un saluto come autorevoli ospiti del mondo non solo istituzionale ma anche religioso, chiamati ad intervenire in questo dibattito così interessante e importante.

Fabio Massimo Castaldo

Vorrei cogliere questa occasione per esprimere il mio apprezzamento per la costante attività operata proprio da Remind di promozione della conoscenza, di applicazione e di diffusione di Buone Pratiche a livello internazionale e globale quale reale valore aggiunto per le nostre città e soprattutto per il nostro intero Paese, in un momento in cui l’attenzione alla sostenibilità ambientale nel campo dell’edilizia e dell’immobiliare diventa sempre più indispensabile. Proprio secondo le previsioni di l´ONU nel 2050 più di due terzi della popolazione mondiale finirà per vivere all’interno di aree urbane e a fronte di questo dato così importante e rilevante, bisogna quindi prendere coscienza che la qualità della vita delle nostre città dipenderà nei prossimi anni anche delle decisioni che noi andiamo a prendere oggi nel nostro presente.  Non a caso Dostoevsky ci ricordava già quanto la bellezza avrebbe salvato il mondo, ed é il compito, quindi, delle istituzioni di tutti i livelli di preservare questa bellezza esistente ma anche di incentivare le nuove forme di bellezza emergenti anche attraverso l’utilizzo le nuove tecnologie.   Nella nostra città questo si introduce in primo luogo in interventi di ricupero delle infrastrutture e dei servizi, delle limitazioni del consumo del territorio, tutela della sostenibilità ambientale e di rigenerazione, quella rigenerazione che permette alle comunità di riappropriarsi di spazi esistenti con evidenti miglioramenti di qualità della vita e nella sfera sociale del nostro quotidiano; ma anche nella sfera economica e ambientale in senso più lato. Da ogni singola dimensione della nostra comunità. Questo obbiettivo é quello che sotteso l’Agenda verde, presentata dalla Commissione Europea, che ricomprende varie iniziative ad ampio spettro, e quindi secondo diverse direttrice tra cui una delle più importante sicuramente è la cosiddetta la rinnovation wave, la strategia per la riqualificazione dei edifici che in Europa sono per ben il 75% ad alta efficienza energetica.  Su questo tema a dicembre dello scorso anno la Commissione Europea ha inoltre proposto la revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia. Questo sempre per far in modo che tutti gli edifici pubblici siano a 0 emissioni a partire dal 2027, e che a partire dal 2030 lo siano anche tutti i nuovi edifici, anche i privati, in tutta Europa. Un obbiettivo ambizioso ma sempre più necessario visto le tensioni geopolitiche che affliggono il nostro presente.  Proprio ieri la Commissione Industria del Parlamento Europeo assieme alla Commissione Cultura hanno presentato in modo congiunto sul report su New European Bauhaus – un’iniziativa creativa, interdisciplinare che andrà a collegare il Green Deal Europeo agli spazi abitativi, andando quindi invitare da immaginare e costruire il futuro sostenibile e inclusivo ma che sia anche specificamente bello, quindi conforme ai canoni estetici belli che vogliamo proteggere e sviluppare.  La proposta del Parlamento Europeo e proprio di destinare nei prossimi anni almeno 500 milioni di euro specificamente per queste iniziative, quindi mettere parallelamente in piedi un sistema che metta in evidenza quelle aziende che realizzano un modello sostenibile con un occhio anche al design, all’innovazione e all’estetica di ciò che va costruito.

Insomma, per arrivare a questi ambiziosi progetti non si può prescindere, però, da un contributo finanziario e progettuale. Soggetti privati che vengono messi a sistema assieme a soggetti pubblici, così come avviene all’interno del programma PINQuA, quel programma integrato Nazionale per la qualità dell’abitare recentemente lanciato proprio dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’interno del nostro Paese, e quindi anche co-finanziato attraverso il piano PNRR, altro non é che declinazione nazionale del nostro Next Generation EU.  Il programma, che prevederà una dotazione complessiva di 2,8 miliardi sono presenti proprio interventi di rigenerazione urbana ed edilizia infrastrutturale e sociale che vedono ben 159 progetti proprio incentrati sulla qualità dell’abitare attraverso la trasformazione urbanistica della città che sia fondata però sulla sostenibilità sociale, economica, culturale e ambientale dei progetti stessi.  Il nostro paese ha recentemente dimostrato di volersi affrancare da una visione esclusivamente antropocentrica dell’ambiente con la recente modifica importantissima nell’articolo 9 della nostra costituzione, quindi uno dei principi fondamentali, nel quale adesso si può leggere che il nostro Paese tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi anche – e soprattutto – nell’interesse delle future generazioni Italiane e di Europei che ne faranno parte.  Siamo quindi indubbiamente su una buona strada come indirizzo politico e come tutela di questo bene comune fondamentale ma solo se riusciremo mettere in piedi queste energie virtuose dal punto di vista pratico riusciremo a rendere le città più sostenibili e più a misura d’uomo. A quel punto con queste  pre-condizioni potremo effettivamente annunciare con cognizione di causa che stiamo andando nella direzione giusta.  Dal canto mio che mi permette di dirvi e di assicurarvi che il mio sostegno da Bruxelles non mancherà e resterà sempre rivolto a questa direzione.  Voglio ringraziare Remind ancora per questa occasione di altissimo livello, di scambio e vorrei chiudere il mio saluto con la citazione di Robert Baden-Powell , il fondatore dello scoutismo il quale disse una volta che “L’uomo è cieco alla bellezza della natura e, in quel caso, se accetta di avere questa cecità ha perduto la metà del piacere di vivere”.  Io credo che invece questo piacere deve essere sempre, é uno dei motori di nostra esistenza e per quello vi assicuro che dal punto di vista mio, di parlamentare Europeo, non mancherà di fare sistema con i colleghi a livello Nazionale e con tutti quanti voi che questo auspicio possa pianamente realizzarsi.  Ad Maiora e spero ad una prossima occasione di confronto, di arricchimento come quella bellissima di oggi. Buon lavoro a tutti quanti noi!”

Fabio Rampelli, Vice Presidente della Camera dei Deputati, ha proseguito con: “Grazie a Remind per l’invito a questa bella occasione di confronto. Il mio auspicio in questa importante giornata organizzata da Paolo Crisafi è che i romani e gli italiani possano entrare in sintonia con il giudizio che di Roma e dell’Italia hanno i miliardi di cittadini del mondo che adorano la storia della Capitale e del nostro Paese. Questi non sono infatti destini separabili, il destino della Capitale d’Italia è il destino della stessa nazione.

Fabio Rampelli

 

Parlo di auspicio perché purtroppo abbiamo un deficit di orgoglio, di amor patrio e di identità; ci siamo un po’ smarriti e sono convinto che le crisi internazionali, a partire da quella più drammatica e recente della guerra in Ucraina, siano figlie di questa scarsa consapevolezza, di questa scarsa attenzione alle radici della nostra civiltà, della civiltà occidentale. Una civiltà che era quella degli insegnamenti di Atene e di Roma, del loro pensiero di conoscenza, e della loro la ricchezza immateriale.

Ebbene, questa consapevolezza dell’appartenenza alla civiltà millenaria occidentale, purtroppo, è venuta pian piano meno. E la guerra in Ucraina ne è soltanto l’ultima prova. La perdita di memoria della grandezza dell’occidente ha lasciato un vuoto gigantesco che è stato occupato da soggetti terzi. Mi riferisco per esempio a quella sorta di regime di simpatia, ora naturalmente limitato, nei confronti di Putin.
L’occidente, smarrendosi, ha lasciato un vuoto e siccome i vuoti in cultura, in politica e in fisica non esistono, qualcuno finisce per appropriarsene. In questo senso, penso che ci siamo preoccupati, paradossalmente, più di guardare ad altre culture che all’investire sul senso di orgoglio e appartenenza per riformare lo stesso Occidente.

Penso che ciascuno di noi abbia a cuore Roma e l’Italia e che quindi desideri la loro indipendenza, in questo senso, certo, ci possiamo alleare con chiunque, ma bisogna sempre tener fermo il precetto originario di indipendenza e democrazia, come era per l’Atene del tempo, e in modo diverso, per la Roma antica, dove, nonostante mancasse una democrazia universale, vi furono molti passi in avanti nel riconoscimento delle fasce sociali più deboli e nell’emancipazione delle classi.

Tornando al presente, la Roma di oggi soffre paradossalmente di una grande inferiorità; nessuno infatti si rende realmente conto del suo immenso valore simbolico, nessuno si rende conto di quello che rappresenta non tanto e non soltanto per i romani, ma di ciò che rappresenta per tutta la nostra comunità nazionale e per il mondo intero.

Uno stato che è consapevole della grandezza della propria capitale, del suo valore simbolico e del suo messaggio universale dovrebbe quindi fare di tutto per valorizzarla. Dobbiamo quindi fare in modo che Roma vada adeguatamente sostenuta e che possa rappresentare un’efficiente polo di attrazione e di promulgazione dei valori e dell’identità dell’Italia intera verso il resto del pianeta.

Purtroppo, infatti, ci troviamo ancora in quella stessa logica, tipicamente italiana, che ha animato al tempo le guerre tra comuni e che ancora oggi alimenta divisioni nazionali e ci impedisce realmente di unire le forze per un bene comune.

Un’indifferenza, una diffidenza dello stesso Stato italiano verso la sua capitale che ancora persiste e che si manifesta anche nell’attività legislativa con la costante carenza di fondi. In questo senso, il problema non è soltanto il degrado, ma l’assenza di consapevolezza delle bellezze della nostra capitale, la loro mancata valorizzazione, un’assenza di consapevolezza che abbiamo trovato spesso anche a livello amministrativo. Ci concentriamo stupidamente sul confronto tra Roma e Milano, tra Roma e Napoli, senza poi trovare una sintesi per valorizzarle in un’unica grande comunità nazionale. Penso quindi che dobbiamo ripartire da un cambiamento nell’ottica in cui guardiamo alle nostre città, per valorizzarle e inserirle in un unico quadro italiano.

Andiamo oltre la retorica e le parole, cerchiamo veramente di sostenere e migliorare, a partire appunto dalla valorizzazione della stessa città di Roma. Se infatti l’Italia sostiene la sua capitale sostiene se stessa. Auguri quindi a Remind, a Roma e al nostro Paese e facciamo in modo di ritornare sulla scena del mondo”.

Successivamente Ettore Rosato, Vice Presidente della Camera, ha ribadito che: “Aderisco volentieri alla vostra iniziativa che ritengo quanto mai opportuna in un momento difficile perché segnato dalla guerra in Ucraina.

Ettore Rosato

Occorre però mantenere alto il livello di attenzione per essere vicini al popolo ucraino e affermare i valori non solo della bellezza, come fa con estremo impegno Remind, ma anche della diplomazia e del confronto per cercare vie di pace.

Confermo quindi la mia disponibilità al costante confronto con i soggetti che Remind rappresenta mettendo sempre al centro la bellezza.

Proprio oggi celebriamo la ricorrenza del Natale di Roma per riaffermare questi valori e continuare così in un percorso comune di crescita e di ripresa”.

Martina Nardi, Presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera, ha poi continuato: “Buongiorno a tutti, Roma rappresenta la bellezza per antonomasia, rappresenta l’Italia e rappresenta in un certo senso anche la ripartenza.  Abbiamo visto come l’Italia abbia accolto la primavera che è una primavera di ripresa delle attività. C’è tanta voglia di viaggiare, c’è tanta voglia di ripartire, insomma mi sembra che gli italiani dimostrino che hanno a cuore il proprio Paese e soprattutto i luoghi belli, i luoghi preziosi, i luoghi d’arte, quelli ovvero che più hanno sofferto durante questo periodo drammatico.  In questo senso, le località balneari e quelle montane, nonostante le grandi difficoltà, sono riuscite a far fronte alla stagione turistica, mentre le città d’arte sono state oggettivamente in grande affanno, a causa della mancanza di turisti stranieri.  In questo periodo abbiamo quindi ascoltato tutti cercando di dare una mano a tutte le strutture piccole, medie e grandi, ai musei, alla ristorazione, alle guide turistiche, insomma a tutti quei servizi che operano nelle città d’arte e che sono fondamentali per attrarre e convincere gli stranieri a visitare il nostro Paese. Molto probabilmente, a breve, torneremo a parlare di overbooking e di over-tourism, com’era prima della pandemia e le nostre città d’arte torneranno a essere il terreno per il quale noi ci presentiamo al mondo.  Le necessità sono veramente molte, da parte nostra ce la stiamo mettendo tutta, ma c’è ancora da tanto da fare. È quindi con questo auspicio che auguro a tutti un buon lavoro, consapevole che occasioni come queste sono fondamentali per produrre proposte che possano avere poi un senso e un seguito dal punto di vista normativo.

Martina Nardi

Un saluto grande quindi a chi opera nel settore del turismo e a Remind che, ponendosi come importante e qualificato interlocutore, si impegna e contribuisce, grazie ad occasioni come questa, alla ripartenza del Paese, focalizzandosi per esempio sulla ripartenza della stessa Capitale, che sappiamo essere esemplificativa dell’intera Nazione”.

Luciano D’Alfonso, Presidente Commissione Finanze e Tesoro del Senato, ha  tenuto a ribadire: “Grazie al Presidente Crisafi per l’invito a questa bella occasione di confronto, un’occasione organizzata secondo una linea di esperienza e tradizione che è stata riconosciuta ad ogni livello istituzionale, compreso quello della Presidenza della Repubblica. Avevamo bisogno di ritrovarci per discutere di bellezza e sulla bellezza, in relazione in particolar modo alle nostre realtà urbane, per parlare di tutte quelle bellezze che rendono le nostre città irripetibili, tra cui, appunto la nostra Capitale.  Aiutiamoci quindi con alcune domande. Chiediamoci: che cos’è il contrario della bellezza di cui vogliamo discutere? Ebbene, sicuramente questa è l’artificiosità, ovvero ciò che non è autentico, mentre la bellezza risulta ciò che è autentico. Di conseguenza, quando ragioniamo di bellezza dobbiamo tenere a mente che la bellezza non è l’uguaglianza o la perfezione, ma è l’espressione dei significati che riusciamo a rinvenire in corrispondenza del nostro sguardo concernente, per esempio, le città del nostro Paese e dell’Europa intera. Tra queste, spicca appunto come un gigante la città di Roma che, come altri grandi centri urbani, possiede la capacità di promuovere prossimità, vicinanza, al fine di organizzare il superamento dell’individualità delle lontananze e degli allontanamenti. È nelle città, infatti, che si realizza per eccellenza lo scambio tra chi cerca e offre beni e servizi, che si realizza una missione di prossimità, oltre le barriere e le mura, secondo un carattere di autenticità e di bellezza che le contraddistingue.  Le città sono capaci di insegnarci come superare i confini fisici, culturali, sociali. E se inoltre tutto questo lo decliniamo dal punto di vista internazionale ciò contribuisce in modo significativo al processo del dialogo e della pace.  Dobbiamo quindi impegnarci per far sì che anche la relazione delle nostre città con la dimensione internazionale non venga valutata soltanto dalle cancellerie ma riguardi anche lo stesso protagonismo delle realtà urbane, abituate a mettere insieme e a stabilire una visione dell’intero e dell’insieme.  Abbiamo bisogno, specialmente in un tempo come questo, che le città recuperino iniziative come ha fatto tempo fa Firenze, come sta facendo ora lo stesso Comune di Roma. Roma che si rivela essere sempre una miniera di relazioni oltre che di storia e di bellezza. E una bellezza che necessita anche del tempo giusto per svilupparsi e crescere. In questo, la capacità di ascolto dell’amministrazione e il suo impegno per la tutela del paesaggio urbano si rivela fondamentale.  Tutto questo richiede non solo la tavola rotonda di oggi ma richiede una scommessa di azione per restituire una capacità di orizzonte, di relazione e di prossimità alle nostre realtà urbane, tra cui, appunto, alla città di Roma.

Luciano D’Alfonso

Da questo punto di vista, sono convinto che il sindaco Gualtieri e la sua amministrazione darà sicuramente un contributo importante. Nel complesso, abbiamo bisogno di capire qual è il valore della partita, il valore della vita, la dignità della vita. E in questo la bellezza che sa esprimere una città può assolutamente dare la misura del valore che si dà ai paesaggi, ai luoghi e agli spazi di vita, e ai singoli della collettività”

Ha concluso la sezione “Buone Pratiche Parlamentari” Sestino Giacomoni, Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza su CDP, che ha così sostenuto: “Nel rivolgere un saluto cordiale all’iniziativa organizzata da Remind e dal suo presidente Paolo Crisafi in collaborazione con il Parlamento Europeo – Ufficio Italia in occasione del Natale di Roma 2022, dedicata alla Bellezza che salverà il mondo, non posso non iniziare con doverosi e sentiti auguri a Roma per i suoi primi 2775 anni e soprattutto per gli ultimi 151 anni vissuti da Capitale! Per la Città Eterna siamo ancora nel pieno della sua giovinezza e solo all’inizio del suo percorso verso l’eternità.  Il tema di questo incontro, “La bellezza salverà il mondo” ha un titolo estremamente positivo, fiducioso, ottimista. Proprio quello che ci serve in un momento così difficile, che ci ha visti sprofondare, dopo due anni di pandemia, in uno stato di guerra, che colpisce il cuore dell’Europa e di tutti noi. Ma se ci estraniassimo per un attimo e chiudendo gli occhi pensassimo solo a Roma Capitale, quali immagini ci vengono in mente?  A me vengono in mente immagini contrastanti: da una parte la grande bellezza, immensa, monumentale e pervasiva di Roma, grazie all’arte, alla cultura, alla storia millenaria, in grado veramente di salvare il mondo; dall’altra il degrado, la sporcizia, il malessere.  Potremmo dire che tutto dipende da che punto si guarda la città: vista dall’alto Roma è la città più bella del mondo, ma quando si scende a terra, in strada, si sprofonda nel degrado, nella sporcizia, nella “grande bruttezza”, dovuta principalmente all’assenza di decoro e di senso civico. Quante volte sentiamo dire: “Roma è stupenda, ma non funziona”, “Roma è magnifica, nonostante i suoi limiti”, “Roma è la più bella, malgrado il traffico, la sporcizia, i disservizi” ecc. ecc. Quello che io mi chiedo, dopo tanti anni, è possibile cambiare questo paradigma e poter dire: Roma è magnifica, punto e basta!  Purtroppo ancora no…  Quindi lo status quo di oggi è di una bellezza che può salvare il mondo, nonostante la “monnezza” che le sta attorno… Quello dell’immagine di Roma, del suo degrado, del suo stato di abbandono, della qualità della vita dei romani, è un problema direi di “capitale importanza”.  A Roma ci sono tante cose da fare e da poter fare, ma serve una gestione virtuosa. Servono risorse e competenza, ed è proprio per questo che Forza Italia ed il presidente Berlusconi hanno, sempre avuto un obiettivo chiaro: assegnare maggiori risorse e maggiori poteri a Roma, al fine di metterla nelle condizioni di svolgere realmente le sue funzioni di capitale.  Proprio per questo, all’inizio di questa XVIII legislatura, Forza Italia ha presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge di riforma costituzionale, a prima firma del nostro capogruppo, Paolo Barelli, che modifica l’articolo 114 della Costituzione, per assegnare a Roma contestualmente i poteri dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Regioni ordinarie. Questa proposta di legge è stata appena votata all’unanimità dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera.  Oggi abbiamo un’occasione unica: quella di approvare la legge per Roma Capitale in doppia lettura entro la fine della legislatura. Questo dovrebbe essere un obiettivo prioritario di tutte le forze politiche che sostengono il Governo di Unità Nazionale guidato dal Presidente Draghi.  Vorrei fare un’ultima riflessione: il più bel regalo che possiamo fare a Roma per il suo Natale, dopo averle dato i poteri approvando questa proposta di legge, è quello di investire al meglio le risorse che, grazie al Recovery Plan e al Giubileo del 2025, stanno arrivando.

Sestino Giacomoni

A tal fine sarà fondamentale continuare ad operare utilizzando con celerità e buon senso i fondi del PNRR, realizzando le infrastrutture e le strutture pubbliche anche attraverso la sinergia tra pubblico e privato. Ed in quest’ottica è fondamentale anche il nuovo compito che Cassa Depositi e Prestiti potrà svolgere grazie ad un emendamento a mia prima firma, da poco approvato, che consentirà a CDP di fornire consulenza, assistenza e supporto tecnico a tutte le pubbliche amministrazioni, proprio per la realizzazione dei progetti inerenti il PNRR.  Il futuro dell’Italia e quello della sua Capitale sono legati da un cordone ombelicale e tutte le forze politiche devono comprenderlo ed impegnarsi per rilanciare Roma, dotandola di maggiori poteri, maggiori risorse e soprattutto delle competenze migliori.  La bellezza salverà il mondo, ma solo la competenza lo metterà al sicuro, una volta per tutte!  Nell’avviarmi alle conclusioni colgo l’occasione per ringraziare Paolo Crisafi presidente di Remind per questa opportunità di confronto, che diventa la tappa di un percorso per osservare le azioni poste in essere per valorizzare il patrimonio italiano, che è costituito proprio dalla Bellezza del nostro territorio, dalle meraviglie artistiche e museali, che proprio a Roma, di cui festeggiamo l’anniversario della fondazione, raggiungono la massima espressione.  Buon Natale a Roma e buon lavoro a Remind!

LE BUONE PRATICHE GOVERNATIVE

La sezione “Buone Pratiche Pubbliche – Governo” è stata introdotta da Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo, che ha inteso sottolineare: “Grazie Paolo per l’invito.  Quella di oggi è un’occasione particolarmente importante. Venendo sul tema del confronto, vorrei dare sinteticamente l’idea di quello che c’è dietro alle singole azioni che stiamo portando avanti in ambito turistico e di sostenibilità.  In questo contesto, possiamo iniziare affermando come la sostenibilità sia strettamente legata alle grandi categorie economiche dei nostri tempi. Da questo punto di vista è allora bene considerare come il grande patrimonio naturale, architettonico e culturale che caratterizza il nostro Paese porti con sé anche una grande responsabilità.  Abbiamo infatti il dovere di non consumare tutto ciò che abbiamo, ma anzi di fare tutto il possibile per farlo crescere e renderlo in un’ottica di sostenibilità.  Il futuro non sarà più come prima, in pochissimi mesi il mondo è cambiato radicalmente; dobbiamo quindi reagire in fretta a questo cambiamento per adeguare conseguentemente l’offerta.  Abbiamo capito che non possiamo permetterci di lasciare pezzi della cosiddetta “catena del valore” fuori dal nostro Paese; guardiamo per esempio a come, in queste drammatiche contingenze storiche, sia diventato un problema anche avere materie prime fondamentali, come il grano o il gas. Il contesto internazionale è quindi realmente cambiato, il mercato stesso è cambiato e devono quindi cambiare anche le nostre azioni, al fine di adeguare la nostra offerta a un mondo nuovo.

Massimo Garavaglia

E’ cambiato anche il settore turistico, così come la stessa figura del turista, che possiamo dire essere diventato “pellegrino”, ovvero un turista che non si accontenta più di farsi una foto davanti al Colosseo ma che richiede un’esperienza di viaggio di qualità e completa.

In questo senso, è allora nostro dovere lavorare per sfruttare le piene potenzialità che il nostro settore turistico ha da offrire, non basta infatti avere uno dei patrimoni più belli al mondo, dobbiamo anche agire per migliorare, sviluppare e cogliere al meglio questo momento di cambiamento in seno allo stesso turismo.  Tutto ciò vale tanto per le singole città come, appunto, la nostra Capitale, quanto per l’intero sistema Paese. In questo senso, Roma deve mostrarsi all’ennesima potenza perché è la porta di accesso al turismo italiano, un sito imprescindibile per tutti quei 800 milioni di millennials nel mondo che almeno una volta nella vita verranno in Italia.  Come accelerare e migliorare quindi la qualità dei servizi turistici e della città in generale? Ci sarebbe tanto da dire al riguardo. Tra i tanti progetti concreti che stiamo portando avanti da questo punto di vista, abbiamo il progetto “Caput Mundi”, un progetto che prevede 500 milioni di investimenti proprio su Roma Capitale, riunendo e dando un’anima, un senso di sintesi agli oltre 200 interventi sparsi nella città.  Cerchiamo di mettere a posto tutto ciò che deve essere messo a posto, per far fronte in modo adeguato al ritorno del flusso turistico, un flusso turistico che andrà correttamente distribuito nel tempo e nello spazio, potenziando per esempio siti turistici in modo tale da essere accessibili per tutto l’anno.  In linea, inoltre, con la nuova offerta e domanda turistica, diamo spazio al cosiddetto “turismo lento”, potenziando e migliorando sentieri e percorsi che rispondono a queste esigenze turistiche, come si sta facendo per esempio in Canton Ticino o per la via Francigena arriva a Roma.  In conclusione, il nostro obiettivo è molto semplice: quello di portare, attraverso azioni concrete e progetti congiunti, a più persone possibili la consapevolezza della grande bellezza del nostro Paese e delle nostre città, per far sì che tutti ne possano godere”.

Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, ha esordito: “Buongiorno a tutti! A tutti voi il mio più caloroso saluto.  Il mio sincero apprezzamento per l’evento “La Bellezza salverà il Mondo. Natale di Roma” e un particolare ringraziamento all’Associazione Remind, che ne è la promotrice. L’evento di oggi offre un ulteriore occasione di riflessione sulle capacità e sul potenziale del nostro Paese. Il made in Italy infatti é apprezzato in tutto il mondo per la sua capacità di coniugare bellezza, eleganza, tradizione, innovazione e creatività e vuol vendesi adeguandosi alle nuove esigenze del mercato e dei suoi consumatori. Tuttavia, non si può parlare della bellezza come di un valore a senso unico. La bellezza oggi più che mai può essere pensata, compresa e raccontata soltanto in una dimensione ampia, relativa e plurale. È questo la prospettiva che adottiamo per rilanciare in mondo l’immagine dell’Italia. Ci siamo comunque impegnati qui in Farnesina a valorizzare made in Italy raccontando al resto del mondo la bellezza d’Italia non solo come il sinonimo di patrimonio e tradizione, cioè la bellezza del suo classico e figurare ma anche nelle sue qualità del paese dinamico, innovativo e leader nella produzione della qualità. Abbiamo scelto sei parole chiave per raccontare la bellezza dell’Italia al mondo in questo nuovo senso plurale.

Manlio Di Stefano

Passione, creatività, tradizione, stile, innovazione, diversità – sei valori attorno ai quali vota la campagna di Nation Branding e promozione Made in Italy Be It, che abbiamo lanciato con successo a Novembre 2021.

Operazione senza precedenti per il settore pubblico, Be It é una narrazione dell’Italia a 360 gradi. Una campagna di comunicazione Digital First di portata globale, anche se rivolta prioritariamente ai venti sei paesi obbiettivo, in grado di restituire con forza presso i linguaggi nuovi, azioni, media specifiche un’immagine originale ed innovativa del Paese, dei suoi valori e dei suoi talenti. La compagna sviluppa partire da una piattaforma dedicata con i contenuti multimediali originali in 19 lingue continuamente alimentata da azioni social e su media tradizionali ed è accompagnata da una capillare programmazione di eventi sostenuti alla rete all’estero della Farnesina. Nel complesso, si tratta di uno strumento in grado di rimodellare la narrazione dell’Italia nel mondo, sostenere l’export e di rilanciare l’internazionalizzazione delle nostre imprese, perché di fatto la bellezza d’Italia vive anche nelle sue marche storici, nelle sue produzioni di alta gamma, nella qualità riconosciuta del suo saper fare artigiano. Dopo i significativi successi riscontrati nei primi tre mesi con elevato numero di visualizzazioni (parliamo di oltre 5 miliardi di impressions e una crescente trend dell’interazione con l’utenza), si apre ora la seconda fase della campagna, rivolta specificatamente alla promozione di nove filiere produttive e d’interesse strategico per made in Italy: dal settore automotive al design, da lusso all’industria austro-spaziale. E soprattutto qui, che la bellezza intesa nel senso tradizionale, lei trova le sue inclinazioni più innovative in una cultura tipicamente italiana, del prodotto e del progetto, capace di coniugare tradizione, design, inventiva e sfide future. Be It tuttavia è solo un attice di una via che noi chiamiamo la promozione integrata e ha l’obbiettivo di coniugare una logica del sistema, le eccellenze del made in Italy nelle diverse dimensioni: quella economica, quella scientifica e quella culturale ma anche nell’innovazione per massimizzare l’impatto dell’azione promozionale in linea con una diplomazia sempre più a sostegno della crescita del paese. Solo nel 2021 sono stati organizzati circa 6.000 eventi di promozione integrata in tutto il mondo. Tra qui vale la pena menzionare la Giornata della Ricerca, La Settimana della Cucina Italiana e La Giornata del Design.   In particolare il 23 Marzo scorso si è tenuta l’ultima edizione della Giornata di Design. Da titolo Rigenerazione: Design e Nuove Tecnologie per un futuro sostenibile con qui abbiamo voluto sottolineare la nostra attenzione ai debbi della rigenerazione urbana, all’utilizzo e riciclo dei materiali in piena coerenza sinergia con la candidatura di Roma a ospitare un’esposizione universale di 2030 e con il tema proposto alle opportunità e trasformazioni nei territori alla luce delle transizioni verdi e digitali. Concepire i nuovi prodotti e processi in base alle tecnologie sostenibili fondate sul concetto di economia circolare é oggi un’esigenza prioritaria, fortemente avvertita dalle comunità in cui viviamo e in cui cresceranno i nostri figli. Sono certo che le imprese italiane grazie a loro tradizionale abilità nel combinare la tradizione e l’innovazione, con l’attenzione particolare all’ambiente che circonda, sapranno intercettare queste esigenze rinnovando ed adattando al mondo che cambia l’idea stesso il made in Italy.   Come governo continueremo a lavorare incessantemente per supportare le nostre imprese in questi processi e per raccontare al mondo come il carattere dinamico ed innovativo dell’Italia continua coniugarsi alla perfezione con la ricerca della bellezza ed armonia che tradizionalmente caratterizzano il nostro bel Paese.  Vi ringrazio davvero tutti dell’attenzione e buon lavoro a tutti noi”.

Successivamente Barbara Floridia, Sottosegretario di Stato all’Istruzione, ha partecipato alla discussione dicendo: “Buongiorno a tutti e a tutte. Sono molto onorata a poter partecipare a questo momento di riflessione organizzato da Remind.  La bellezza salverà il Mondo e Roma in questo può essere Maestra, ma lo possiamo essere noi come il paese Italia.  Il Covid ci ha messo ad una dura prova, é vero, ma ci ha dato anche le opportunità di scoprire non soltanto la nostra resilienza ma anche la nostra capacità di rigenerazione.  Dal Ministero dell’Istruzione abbiamo fortemente voluto un piano sistemico, nazionale che mettesse insieme tutti i grandi rigeneratori che insieme alla comunità scolastica partecipano già a quelli che sono attività fondamentali affondanti per educare i nostri giovani ad una nuova cittadinanza.  Ma cosa significa una nuova cittadinanza? Una cittadinanza che conosca, che riconosca e che comprenda la bellezza. E’ nella bellezza i grandi obbiettivi che ci siamo dati con il piano rigenerazione scuola che nasce per educare alla sostenibilità. Gli obbiettivi sono innanzi tutto: sociali, economici e in primis, ovviamente, anche se l’ho lasciato per ultimo, ambientali.  Che cosa significa?  Significa che questo piano mette a disposizione ai nostri giovani strumenti, materiali didattici, risorse economiche, esperienze scientifiche e nuovi ambienti e nuovi spazi per educarci di nuovo allo stare insieme. Anzi, per educarci stare insieme in modo nuovo.  Noi abbiamo dire che dobbiamo educare ad abitare al mondo il mondo nuovo. Non solo perché un mondo nuovo non c’é, ma perché un nuovo modello sociale non solo é auspicabile, ma necessario e improcrastinabile.  Quindi, educare alla bellezza significa anche educare al riconoscimento di quanto sia bello stare con gli altri, di quanto bello sia vivere in armonia con l’ambiente. Speriamo di aver contribuito con questo piano rigenerazione scuola a fornire tutti quegli strumenti e per accelerare questo processo e questo percorso di cambiamento, di rinnovamento e che dobbiamo attuare immediatamente.  Il Covid, ripeto, ci ha messo a dura prova, ma ci ha  insegnato che anche e sopratutto noi italiani, siamo capaci di un natale quotidiano, di una nascita e di una rinascita quotidiana. In tutto questo il Ministero dell’Istruzione attraverso il Ministro Bianchi e la delega che mi ha assegnato, ha cercato, abbiamo cercato di contribuire a questa bellezza, questa educazione alla protezione della bellezza e alla valorizzazione.  Del resto Peppino Impastato ricordava sempre: “Bisognerebbe insegnare la bellezza a tutti e poi da quella, a cascata, viene tutto il resto.”

Barbara Floridia

Il Sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè ha affermato che “Autorità, Signore e Signori, gentili ospiti, è con sincero apprezzamento che desidero far pervenire il mio saluto alla lodevole iniziativa promossa da Remind nel contesto della celebrazione del Natale di Roma.

Giorgio Mulè

Roma, è Capitale eterna di bellezza e cultura: valori assoluti di cui il mondo ha bisogno per ripartire e guardare al futuro con gli occhi della speranza.

Ma la bellezza rappresenta anche un’opportunità straordinaria di sviluppo economico e di crescita sociale che dobbiamo cogliere investendo in tutti quei settori strettamente legati al nostro immenso patrimonio culturale.  “D’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più nulla da fare al mondo “, affermava Dostoevskij. In tal senso, dalla voce e dall’esperienza degli illustri relatori, rappresentanti delle istituzioni ed esperti del Pubblico e del Privato che prenderanno la parola, sono certo nasceranno progetti costruttivi per lo sviluppo e la sicurezza di Roma e dell’Italia.  Come sottosegretario di Stato alla Difesa sono particolarmente orgoglioso che ii dicastero intervenga attivamente in questi settori, facendosi promotore di una politica sana di ripresa e di rilancio. Un impegno costante e concreto che mettiamo in atto con la realizzazione di progetti virtuosi per l’energia e l’ambiente nella Capitale, cosi come nel resto de! Paese, e un contributo determinante alla sicurezza dei cittadini grazie alle donne e agli uomini di tutte le Forze armate impiegati sul territorio nazionale e all’estero. A Zora, consentitemi, giunga ii ringraziamento e ii riconoscimento per l’importante servizio che svolgono quotidianamente. Oggi, parlando della “Bellezza salverà il mondo “, il mio pensiero non può non andare a Kiev dove a una guerra insensata che ogni giorno si fascia alle spalle una scia di morte e distruzione, si aggiunge una catastrofe culturale che rischia di cancellare la storia di un popolo.  “Ricordati sempre: la sofferenza passa, la bellezza resta” e l’insegnamento di Renoir. Facciamolo nostro con l’augurio che finisca presto ii conflitto in Ucraina e si possa iniziare a pensare alla ricostruzione e ad un futuro sempre più luminoso e limpido. Non potrebbe esserci modo più bello per festeggiare i 2775 anni della città eterna. A tutti voi rivolgo il mio più sincero augurio di buon lavoro”.

Dopodiché vi è stato il saluto di Dario Franceschini, Ministro della Cultura, che ha concluso la sezione governativa affermando “L’Associazione Remind e il Ministero della Cultura condividono importanti obiettivi culturali, a partire dalla volontà di favorire una crescita sostenibile e di valorizzare l’intero territorio nazionale.  Come già stiamo vedendo in questi primi giorni di ‘vera ripartenza’, è infatti ragionevole attendersi che nei prossimi mesi torneranno i flussi imponenti del turismo internazionale che negli anni passati ci avevano spinto a immaginare strategie di diffusione capillare per evitare il congestionamento dei luoghi di cultura più famosi (e fragili) al mondo e favorire la conoscenza di quelli meno noti.

Dario Franceschini

Queste strategie hanno trovato, in parte, attuazione nel Piano Nazionale Borghi che, con un investimento nel PNRR di oltre un miliardo di euro, mira a sostenerla crescita di tante piccole realtà italiane, i cui centri storici posseggono un enorme potenziale, fatto di storia e tradizioni, che li rendono meta privilegiata di quel turismo sostenibile che mette al centro del proprio interesse il rispetto del patrimonio culturale, dell’ambiente e delle comunità.  È quello il turismo a cui dobbiamo guardare: il nostro Paese deve infatti proiettarsi al futuro attraverso politiche che siano in grado di governare i grandi flussi e mettere in campo le corrette strategie.

In questo senso, le vostre riflessioni sono quanto mai necessarie per cui – nell’augurare ogni successo alla vostra iniziativa – resto in attesa di conoscerne le conclusioni che saranno di sicuro interesse in vista delle prossime imminenti sfide da affrontare”.

LE BUONE PRATICHE – ISTITUZIONI TECNICO-SCIENTIFICHE

Per la sezione “Buone Pratiche – Istituzioni Tecniche-Scientifiche” Tommaso Miele, Presidente Aggiunto della Corte dei Conti & Presidente Corte dei Conti Lazio, ha esordito: “Saluto tutti i partecipanti e ringrazio il Dott. Paolo Crisafi per aver organizzato questo bellissimo ed interessantissimo evento culturale. Ed approfitto di questa occasione per complimentarmi con lui per le tante iniziative di cui si fa promotore e per l’impegno nella diffusione della cultura e delle buone pratiche.  Sono onorato e felice di intervenire a questo evento culturale perché l’occasione e il tema di questo incontro sono affascinanti e nobili, nobilissimi.  Da un lato, l’occasione: il Natale di Roma. Dall’altro, il tema: la Bellezza.  È proprio vero, infatti, che – come recita il titolo di questo evento – solo la Bellezza salverà il Mondo, nel senso che la bellezza è un valore positivo, costruttivo, di armonia, e solo i valori positivi possono salvare il Mondo e il futuro dell’Umanità.  Ed è altresì vero – come pure si è già detto – che questo incontro vuole essere l’occasione per sottolineare quanto la Bellezza del Mondo e della Città di Roma in particolare – Capitale d’Italia e Caput Mundi – sia fondamentale per ripartire ed affrontare questa drammatica crisi dovuta al Covid-19 e alla Guerra in atto dentro i confini dell’Europa.  La Bellezza. Che cos’è la Bellezza?  Come ha detto Salvatore Settis in una sua prolusione all’Università di Palermo all’inizio del 2020, “Bellezza” è diventata una parola d’ordine usata e abusata. Una parola entrata a pieno titolo nel discorso politico. Questa parola ha una speciale intensità in Italia, dove la retorica corrente ha identificato la proverbiale bellezza delle nostre città, dei nostri paesaggi, delle opere d’arte che affollano le piazze, le chiese e i musei come un’arma da brandire o un trofeo da ostentare. Anzi, un brand Italia da utilizzare per promuovere il turismo, la moda, il design, l’italico ingegno.  Ma mentre si sbandierano le bellezze d’Italia, troppo spesso si continua a promuovere, di fatto, la ritirata e il disimpegno delle istituzioni pubbliche rispetto al loro dovere (che in Italia è sancito dalla Costituzione) di tutelare adeguatamente i paesaggi e il patrimonio storico e artistico e culturale.  «La bellezza salverà il mondo» è una frase di Dostoevskij, che viene citata spesso. È una frase attraente, che ha il sapore dell’utopia.  Della bellezza, però, occorre farsene carico, occorre accettarne la responsabilità individuale e collettiva, occorre alimentare i percorsi garantiti perché tale salvezza avvenga e si consolidi.  Non a caso esistono norme e istituzioni di tutela, create nel corso di una lunga storia che comincia in Italia e si sviluppa in Europa prima che nel resto del mondo. Tali norme e istituzioni riguardano la società nel suo insieme, la sua “tenuta” e il suo futuro.

Tommaso Miele

La scuola, l’università, il teatro e il museo sono i templi di questo retaggio trans-generazionale; ma non lo sono di meno le città storiche e i paesaggi in quanto incarnazione della vita economica e sociale delle comunità e veicolo indispensabile per la trasmissione della memoria culturale.  Alle politiche della bellezza che ne fanno un business o un’evasione dalla vita reale bisogna dunque contrapporre un’altra e opposta politica della bellezza, che ne faccia, invece, uno strumento di conoscenza del mondo, di consapevolezza storica, di etica della cittadinanza. È su questa funzione della cultura e della bellezza che vorrei richiamare oggi la vostra attenzione, come un traguardo che forse sa di utopia, ma per il quale vale la pena di combattere.  Perché la Bellezza è Armonia.  La Bellezza è Solidarietà verso i più deboli, verso chi vive ai margini della società, è Accoglienza verso i migranti.  La Bellezza è Amore, è essere felici.  La Bellezza è confronto, è dialogo, è conciliazione.  La Bellezza è Pace, è volersi bene, è adoperarsi per gli altri, è fare politica con spirito di servizio e non di potere, è mettersi a disposizione degli altri.  La Bellezza è fare bene il nostro dovere, è fare bene ciò che siamo chiamati a fare nella società. E soprattutto Bellezza è anche fare il proprio dovere nel rispetto dell’Etica.  E per quanti sono chiamati a svolgere funzioni pubbliche la Bellezza è svolgere le proprie funzioni nel solo rispetto dell’interesse pubblico. Perché – come ho detto anche in altre occasioni – l’Etica vuole che la “funzione” non diventi mai “potere”. L’esercizio della funzione è neutro. Esso diventa “potere” quando se ne abusa e lo si deforma, lo si indirizza a fini diversi da quelli previsti dalla Costituzione e dalla legge.  La Bellezza è impegnarsi per il bene comune, è farsi carico dei problemi di quanti sono destinatari delle nostre funzioni.  Ma soprattutto, come ho già detto, la Bellezza è Pace. Ed allora io vorrei chiudere questo mio breve intervento con un pensiero e un auspicio che riguardano il nostro essere uomini, il nostro essere genitori e figli, che riguardano la nostra società e tutti noi. Che riguardano, fra l’altro, anche la Bellezza che può salvare il Mondo. Rivolgo un pensiero commosso al popolo ucraino che sta subendo una guerra crudele e sofferenze che giammai avremmo potuto immaginare potessero accadere nel cuore dell’Europa nel XXI secolo. Fra le tante immagini strazianti che abbiamo visto in questi giorni su questa guerra atroce ho visto un padre ucraino che salutava la sua bambina. Nel salutarla le ha detto: “Ricordati di studiare. E ricordati di me”. Con il pensiero commosso al popolo ucraino voglio esprimere l’auspicio che possa presto cessare il rumore della guerra e possa tornare ad affermarsi il silenzio della pace.  E vorrei proprio in occasione di questo evento e da questo luogo emblematico, da Roma – caput Mundi – e nel giorno della ricorrenza del suo Natale parta forte e chiaro questo appello e questo auspicio. Affinché la Bellezza, soprattutto in questo particolare momento storico, possa salvare il Mondo e l’Umanità intera”.

A seguire la testimonianza di Antonella Polimeni Rettrice dell’Università degli Studi di “La Sapienza di Roma” che si è soffermata dicendo: È con piacere che ho accettato l’invito del presidente di Remind Paolo Crisafi a partecipare a questa iniziativa, organizzata in occasione del Natale di Roma 2022.

Antonella Polimeni

Il titolo scelto per questo incontro “La Bellezza Salverà il Mondo” mi consente di trattare un quesito che ritengo cruciale. In che modo, infatti, formazione e ricerca possono aiutare il nostro Paese ad affrontare le sfide che lo attendono nel breve e nel più lungo termine?  Più in generale, il tema rilevante è il modo in cui le università possono contribuire a consolidare e ampliare la società della conoscenza.

La Costituzione riconosce e garantisce i diritti inviolabili di ogni essere umano e afferma la pari dignità sociale di tutti i cittadini e cittadine, impegnando i pubblici poteri a rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, e l’effettiva partecipazione alla vita politica, economica e sociale. Il diritto soggettivo allo studio contribuisce in misura significativa a garantire questo sviluppo della personalità. Nonostante ciò, si registra nel nostro paese l’aumento di diversi tipi di disuguaglianze che rischiano di minare veramente alle fondamenta i dettami costituzionali.  In questo senso, l’Italia si trova oggi nella necessità di dover contrastare le conseguenze di una pandemia giunta al termine di un ventennio di lunga stagnazione. Le due crisi recenti, finanziaria e pandemica, a cui si è aggiunta ora quella bellica, hanno contribuito non solo ad aumentare le disuguaglianze economiche e sociali ma anche quelle legate alle condizioni di salute, di disabilità e al genere.  In questo contesto, quindi, è aumentata la consapevolezza che è sempre più necessario ripensare ruoli e metodi dell’istruzione e della formazione e che sta a noi governare i cambiamenti per far sì che le nuove opportunità che si apriranno possono essere colte da tutti e in particolare dalle generazioni più giovani.  Tuttavia, la società della conoscenza necessita di un’università che non si limiti solo a formare studenti e a fare ricerca ma che sviluppi ulteriormente le proprie competenze e capacità rispetto ai due pilastri della sua terza missione: public engagement e valorizzazione della ricerca.  Non si tratta solo di un obiettivo divulgativo ma di un passo importante per la crescita pacifica e democratica della società, perché contribuisce alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui progressi scientifici, tecnologici e sulle loro possibili implicazioni.  La formazione non può più essere considerata solo in termini di arricchimento nelle competenze individuali ma soprattutto come uno straordinario strumento di democrazia e di contrasto alle disuguaglianze. Solo ragionando lungo queste dimensioni è mio avviso possibile comprendere tutte le sfide a cui è chiamata oggi l’università in quella che confidiamo essere la parte conclusiva della crisi che ha colpito purtroppo il nostro Paese e il mondo intero”.

LE BUONE PRATICHE – ENTI LOCALI

Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio ha detto: “Saluto la nuova occasione offerta da Remind e dal suo presidente Paolo Crisafi sui temi della bellezza che si unisce alla ricorrenza del Natale di Roma, in un momento nel quale abbiamo tutti bisogno di motivazioni ed energie positive capaci di rispondere alle criticità che provengono dalle varie emergenze attuali.

Nicola Zingaretti

Quando sembrava che la pandemia potesse allentare la sua morsa con la fine dello stato di emergenza e la progressiva riapertura delle varie attività, la guerra, con l’invasione della Ucraina, ci ha gettato nuovamente in una visione negativa, con pesanti ripercussioni su settori chiave della nostra economia.  Non possiamo chiuderci e abbandonare la volontà di ripresa e di resilienza con cui, in questo periodo, siamo riusciti pur sempre a resistere e progredire.  Remind, insieme alla Filiera di soggetti e di imprese che rappresenta, trova la giusta soluzione per offrire nuovi stimoli, festeggiando il Natale di Roma in una dimensione dedicata a riflettere sui contenuti propri della Città Eterna. La bellezza dei luoghi dell’arte e della cultura, puntando a un rinnovato impegno per fare della Capitale un polo di attrazione per cittadini, turisti e visitatori, creando occasioni di incontro e di ripresa anche economica.  La bellezza come chiave capace di aprire le porte di un futuro positivo per Roma e per la sua Regione, per tutto il Paese.  Non è un caso che gli appuntamenti del Giubileo e dell’Expo sono occasioni concrete da valorizzare, nell’ottica di realizzare piani e progetti messi a disposizione dai fondi europei del PNRR.  Più capacità di attrarre, attraverso itinerari culturali e artistici, progetti mirati alla visione delle tante bellezze offerte dalla Capitale, masse crescenti di turisti da ogni parte del mondo.  Un volano per l’economia di tutto il territorio, non solo per Roma ma anche per tutta la Regione.  Si tratta quindi di entrare in un percorso virtuoso, capace di creare sinergie tra istituzioni e società civile, pubblico e privato, per dare ancora una volta risposte efficaci alle problematiche.  Creare reti di dialogo, favorendo la massima interazione tra soggetti diversi, ma tutti protesi verso l’obiettivo della massima valorizzazione delle risorse presenti nella Capitale e sul territorio.  Il patrimonio di storia, cultura, arte, di monumenti e architettura che Roma offre è un’occasione concreta di sviluppo e vitalità economica oltre che di ricchezza ideale.  Remind saprà certamente contribuire in quest’opera di progresso, sviluppo, ripresa e resilienza, diffondendo la cultura e la bellezza, insieme ai progetti di ripresa economica improntati ai valori della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.  Buon lavoro a Remind e un futuro di nuovo sviluppo per Roma e il suo territorio!”.

Mario Occhiuto, Presidente Fondazione Patrimonio Comune ha sottolineato: “Buonasera a tutti e complimenti sempre per queste iniziative culturali organizzate da Remind. Questa in particolare perché associa al Natale di Roma il tema della bellezza, della bellezza delle città.  Roma è una città che nella Storia è il simbolo della grandiosità e anche della bellezza. D’altra parte, la città è la più antica invenzione dell’uomo. L’uomo ha inventato la città non per stare in una casa o sotto un tetto, in quanto questo avrebbe potuto farlo in luoghi che non erano associati ad altri contesti urbani; ma l’uomo ha inventato la città per un’esigenza di socialità. L’uomo vuole stare insieme ad altri e le città esprimono quest’esigenza innata nell’uomo che è legata al tema della bellezza e al tema dei diritti dell’uomo stesso. La città esprime l’esistenza degli uomini che vivono sia situazioni positive sia contraddizioni. La città è dunque anche questo: un luogo di contraddizioni. E’il luogo in cui si aspira al diritto alla casa, ma vivere in una casa che non sia solo confortevole, ma ambientata in un contesto non inquinato, qualificato.

Mario Occhiuto

Si aspira al diritto alla salute, ad un ospedale che sia il più possibile accogliente rispetto al cittadino ammalato che si reca in quel luogo per trovare un ambiente che lo aiuti a sopportare anche quel momento tragico della sua vita.  Il diritto alla scuola, alla formazione in ambienti che siano più possibile legati al rapporto umano fra docenti e le persone che vengono formate. La città è il luogo dei diritti che ha a che fare con il tema della bellezza che è poi l’aspirazione che tutti noi abbiamo e che spesso viene trascurata, soprattutto nella città contemporanea. Questo luogo, quest’idea di città che nel passato dirigeva già tutto verso l’idea di sostenibilità, a partire dal posizionamento delle case nella città stessa, dei venti, del sole. Le stesse case erano studiate in questi termini. Noi pensiamo a tutte le invenzioni più recenti, all’elettricità, che hanno reso poi confortevole il vivere nella casa, sono tutte invenzione dell’ultimo secolo. Addirittura i vetri alle finestre non c’erano fino all’800.  Quindi se il progettista della casa non fosse stato attento ai requisiti ambientali, alla sostenibilità, i cittadini avrebbero abitato case che sarebbero state non confortevoli al massimo. Quello che poteva succedere con l’inverno, nelle condizioni climatiche più avverse.  Quindi c’è sempre stata quest’attenzione al tema della sostenibilità come al tema della bellezza, sia nel mondo classico che nei periodi successivi”

Di estremo interesse gli interventi di tre famosi architetti, Stefano Boeri, Michele De Lucchi e Massimiliano Fuksas che hanno dato un fondamentale contributo di analisi e proposte sulla Cultura delle Città e dei Territori, in particolare su Roma Capitale.

Stefano Boeri ha dichiarato: “saluto Paolo Crisafi e tutti voi.  È un piacere poter velocemente ragionare sul concetto di bellezza associato ad una città come Roma.  Io ho spesso detto che Roma non é una città, é un Mondo. Da questo punto di vista é l’unica al mondo. È un luogo dove il palinsesto delle epoche storiche si accompagna ad una  geografia e ad un paesaggio straordinario e questi sovrapposizioni non nascondono mai ció che era prima, non nascondono mai il passato e quindi é un luogo di continue sorprese e di continue scoperte.  Credo che Roma non soltanto é un luogo mirabile per quello che è stato storia della umanità, ma che possa essere davvero un futuro, un possibile modello della futura metropoli del mondo. Dico questo conoscendo anche la situazione difficile, i problemi che Roma – come le altre grandi metropoli – vive oggi. Roma ha una struttura urbana che può davvero prefigurare un futuro dove le metropoli si compenetreranno sempre di più sia con la natura, con la natura vegetale. Dove una città che crescerà secondo la logica non espansiva, ma ragionando su delle parti dotate di autosufficienza, di servizi cittadini e percorsi circondati da grandi corridori verdi della biodiversità.  Roma ha tutto questo nel suo DNA, Roma ha tutto questo come nome e potenziale. Roma oggi si trova di fronte delle sfide straordinarie come il Giubileo, come il progetto di EXPO. Roma oggi può davvero diventare un modello di riferimento per tutte le grandi metropoli del pianeta e da questo punto di vista credo che tutto il mondo dovrebbe guardare a Roma e vedere Roma come una straordinaria prospettiva della nostra specie sul pianeta”.

Stefano Boeri

Michele De Lucchi ha detto: “Grazie a Paolo Crisafi per questo invito, partecipo molto volentieri al tuo convegno “La Bellezza Salverà il Mondo” organizzato in occasione del Natale di Roma 2022.  Vengono messi insieme due bei argomenti: quello appunto della bellezza che salverà il mondo e quello del Natale di Roma. Sul primo c’è già tanto da dire. Bisognerebbe infatti salvare la bellezza del mondo in un momento in cui è il mondo esterno che sta minando il concetto di bellezza.

Michele De Lucchi

In questo senso è lecito domandarsi anche se è proprio questo mondo che rischia di uccidere in definitiva il senso della bellezza, il desiderio di bellezza e il bisogno di bellezza che tutti noi abbiamo e proviamo. Per quanto riguarda invece il Natale di Roma, sappiamo come questa città sia così straordinaria, così ricca di simboli, di metafore, di valore, ma come al contempo questa, anche per il difficile momento che stiamo vivendo, abbia veramente bisogno di tutta la forza possibile per affrontare e superare le crisi in atto. Dal canto mio, come contributo al dibattito, voglio presentare due temi che possono forse arricchire l’idea di Roma come guida di comportamenti per i cittadini di oggi. Esse sono due tematiche chiave in ambito architettonico, e anzi possono essere riassunte in due parole che usiamo spesso appunto parlando di architettura e nel descrivere la nostra idea di esistenza comune e la nostra idea della ricerca e della difesa della bellezza. Sto parlando di prospettiva e proporzione. Per quanto riguarda la prima, possiamo affermare come la prospettiva faccia la scenografia, portandoti verso quella meta ambita e preziosa che è il fine di ogni progetto, e come contribuisca a fondare il senso dell’esistenza e il senso del valore dell’esistenza. Si presenta quindi come un valore metaforico che riguarda sia la nostra concezione del mondo sia la nostra concezione del futuro sia, per esempio, le strade della stessa città di Roma, caratterizzata da prospettive meravigliose. Quale città, infatti, possiede prospettive più belle di quelle di Roma. Tra le più significative, ricordiamo sicuramente quell’incrocio prospettico di strade che portano agli obelischi dei Papi, oppure lo stesso viale della conciliazione che porta direttamente a San Pietro, o ancora, le prospettive di piazza del popolo con le tre strade che si incrociano proprio in piazza. Ebbene, se queste prospettive così straordinarie di Roma potessero diventare proprio le metafore delle prospettive della nostra esistenza, dei nostri comportamenti e dei grandi temi che dobbiamo risolvere, faremmo sicuramente dei grandi passi in avanti. Come accennato in precedenza, sul tema delle prospettive si innesta poi il concetto architettonico delle proporzioni, anche questo fondamentale. Niente, infatti, che non sia proporzionato può avere un senso in architettura; tutto è una proporzione tra grande e piccolo, tra alto e basso, tra stretto e largo. La proporzione è l’essenza dell’architettura ma è anche l’essenza della bellezza e l’essenza del carattere dell’uomo, della sua personalità; la proporzione vale per tutto, vale per quello che si dice, vale per quello che si fa, vale per quello che si pensa, vale per il giudizio che, come uomini, possiamo dare del nostro stesso contributo al mondo. In sostanza, nell’affrontare la crisi e nel cercarne le possibili soluzioni, guardiamo alla prospettiva e alla proporzione, e cerchiamo di renderle parole di guida e di speranza per sviluppare una visionarietà per il futuro, una visionarietà positiva, una visionarietà possibile, e, in assoluto, una visionarietà luminosa”.

Massimiliano Fuksas: Saluto i lavori organizzati da Remind.  Ab Urbe condita vuol dire semplicemente che Roma, che lo sviluppo del mondo, le guerre, le conquista appartiene completamente alla nascita di Roma. La nascita di Roma é infatti molto diversa da quello che noi pensiamo. Per esempio, la città di Roma sotto Augusto era circa due milioni persone quando poi da l’Alto Medioevo sono diventati 15.000 persone e quando poi i Piemontesi arriveranno a Roma nel 1870, Roma lì sarà ridotta ad appena a 162.000-165.000 abitanti. La città di Roma ha avuto – nei ultimi anni – un’espansione caotica, confusa e non programmata, senza un vero e proprio piano che l’ha portata, nel tempo, molto lontana da quel disegno originale. La città di Roma deve sperare semplicemente in una cosa: che dai 3-4 milioni di abitanti che esistono, utilizzatori della città, ci siano dei servizi che trasformano una gran parte della periferia, una gran parte del territorio di Roma, in qualche modo estremamente abitabili: servizi culturali, servizi per anziani, servizi per i nuovi arrivati nella città. Alla fine, l’accoglienza che é stata sempre il simbolo di Roma, sinonimo di Roma, perché Roma aveva una accoglienza fin dall’epoca più antica, imperiale, adesso deve ritrovare la sua caratteristica, la sua capacità di mettere insieme poli differenti. Vicino a questo c’é la sostenibilità, la cura del verde e il pensare alle forme di nuove energia. La nuova energia probabilmente sarà un incrocio oppure qualche cosa molto simile e non saranno più i combustibili fossili.   Roma a questo punto può aspirare a prendere il suo ruolo, il suo posto nella sua collocazione nello sviluppo della globalizzazione, del mondo della cultura internazionale che gli è sempre appartenuto. Roma deve ritornare a essere quello che é stata, non solo un centro importante d’un soltanto, perché il centro della regione cattolica, ma anche della cultura ormai millenaria. L’architettura é sempre stata una parte dello sviluppo della città, specialmente nel Cinquecento, nel Seicento l’architettura é stato il sinonimo dello sviluppo di Roma. Borromini, Bernini, Pietro da Cortona, il periodo barocco, alla fine del Cinquecento, all’inizio del Seicento e poi gli artisti, i grandi artisti come ad esempio Caravaggio, che aveva in testa un’idea della popolazione e del mondo basato sul realismo, basata sul fatto della sua presenza in quanto parte integrante della città. La cultura e l’architettura hanno sempre sviluppato questa città, come ad esempio: quando Roma era nel momento della massima estensione, fra il Cinquecento e Seicento, sia dal punto di vista culturale sia dal punto di vista le grandi opere, i Papi sostituiranno ai principi e diventeranno la parte più importante dello sviluppo della città. L’Architettura può cambiare la città? Lo ha già fatto. Ci sono opere importanti, non sono i moltissimi, ma negli anni sessanta a Roma con la grande Olimpiade Romana riesce avere una modificazione tale anche della struttura urbanistica e di integrazione che non erano ancora state nello sviluppo. Credo che anche negli ultimi anni abbiamo visto riaffermare la possibilità di avere costruzioni, architetture e idee per la nuova città come nel caso dell’Auditorium, del museo MAXXI e della NUVOLA. Già in questi casi la città ha cominciato a ricuperare parte del terreno che aveva perduto.

Massimiliano Fuksas

Roma dovrebbe sviluppare il Suo patrimonio immobiliare in questo senso, non soltanto il passato, il recente passato, ma dovrebbe sviluppare anche l’accoglienza, perciò bisognerebbe ripensare ad un piano della città per la sostenibilità ambientale, più importante per la sostenibilità legata ai nuovi abitanti e cittadini romani. Questo fa pensare a un piano che sia ecosostenibile e sia anche umanamente sostenibile. Allora vicino a questo, vicino alla cura del territorio, vicino alla cura del verde, vicino al “pensare” un’integrazione di queste nuove costrizioni nate che sono molto più verdi e sono più curate dal punto di vista di vivibilità, dell’organizzazione e dei gestione dei servizi, bisogna pensare a ridisegnare completamente il verde della città che nei ultimi anni ne ha perso molto. Ci siamo trovati nei ultimi anni fra la pandemia e le guerre e queste non sono assolutamente un sinonimo dell’architettura. L’architettura è un’arte della pace, è un’arte dello sviluppo, l’arte che dà agli esseri umani la possibilità di vivere meglio. In un mondo di pace si pensa che l’architettura possa avere un maggior sviluppo. L’architettura anche in questo può essere estremamente utile. Credo che a Roma bisogna ripensare completamente alla qualità dell’architettura e alla sua capacità di esprimere la bellezza e di esprimere gioia di vivere per le persone”.

LE BUONE PRATICHE – ROMA CAPITALE

In occasione del festeggiamento di questa grande ricorrenza del Natale di Roma, hanno inoltre alimentato il dibattito lato Comune di Roma gli Assessori di Roma Capitale:

Andrea Catarci, Assessore al Decentramento, Partecipazione e Servizi al Territorio per la Città dei 15 minuti: “Un saluto a questa bella iniziativa di Remind che vuole non solo celebrare la bellezza ma anche la ricorrenza della nascita di Roma Capitale con i suoi 2775 anni di storia.  Siamo in un momento di svolta e di rinascita della nostra Città che deve collocarsi al centro di rinnovati rapporti in Italia, al centro dell’Europa e del Mediterraneo.

Andrea Catarci

Siamo impegnati a creare col Sindaco Gualtieri e con la nuova Giunta una rete di rapporto e di interazioni coinvolgendo con più dinamismo i territori.  I Municipi devono tornare a dialogare e interagire portando il loro contributo nell’ottica del decentramento e della produttività.

Anche in Parlamento sono in discussione nuove norme per dare a Roma la giusta collocazione come Capitale del Paese. Oggi in Giunta discuteremo nuovi provvedimenti. Insomma una energia e produttività che sapranno dare alla Città una nuova prospettiva in linea con la sua storia.

Siamo impegnati anche a dialogare con le forze sociali dei territori, con i soggetti imprenditoriali; con Remind in particolare il dialogo saprà certamente darci nuovi apporti e nuova linfa per dare a Roma, con le sue bellezze e la sua storia, il ruolo che merita”.

Miguel Gotor, Assessore alla Cultura rivolgendosi al Remind Paolo Crisafi ha affermato:”desidero salutare i lavori dì questo interessante incontro Remind in collaborazione con il Parlamento Europeo – Ufficio Italia. Siamo reduci dal percorso critico della pandemia con una crisi sanitaria e economica che ci hanno profondamente colpiti.  Finita l’emergenza sanitaria con prospettive reali di ripresa, pur mantenendo alta la soglia di attenzione, sì e’ presentata la crisi bellica nel mezzo dell’Europa con preoccupanti ripercussioni economiche, nel settore energetico, ma anche culturale e turistico, e non solo.  Remind, sensibile a questi temi e consapevole di questi allarmi, vuole condividere con tutti i partecipanti una logica di rifiuto del ripiegamento, ma rilanciare contenuti positivi, fondati sulla bellezza e sulla cultura, sulle risorse del Paese come il turismo e l’arte, ripartendo proprio dalla Capitale, festeggiando così il Natale di Roma non solo come simbolo di speranza ma come concreta occasione di ripresa.  Per questo motivo apprezzo che Remind abbia chiamato al confronto sui temi propri della Città eterna e sui suoi prossimi appuntamenti, Giubileo ed Expo, le forze sociali, le organizzazioni della società civile e le forze produttive, tutti insieme in un dialogo rinnovato con le Istituzioni capitoline, chiamate a dare risposte alle nuove esigenze.  I fondi europei, il PNRR, i progetti, gli appuntamenti futuri, la vitalità della società civile, sono tasselli di un più ampio mosaico nel quale prende forma e si delinea la risposta più vera e autentica, non solo e non tanto alle emergenze sanitaria e alla guerra, ma al nuovo volto della Capitale, chiamata a svolgere un ruolo di sviluppo, di pace e di progresso per la Regione, il Paese, l’Europa.  Roma festeggia i suoi anni di storia nella convinzione di un rinnovato ruolo al servizio di tutti. Per questo l’incontro odierno chiama a una riflessione profonda sulle tematiche della bellezza, dell’arte e della cultura, della pace e della sostenibilità, dello sviluppo e della ripresa, tutte le forze disponibili, in una ricerca trasversale che non vuole escludere nessuno ma dimostrarsi inclusiva e solidale.  Autorità, Istituzioni centrali e locali, forze sociali e imprenditoriali sono soggetti di questa sinergia che Remind e il suo Presidente vogliono offrire al Paese e alla sua Capitale.  Rispondere col turismo e l’ospitalità, le strutture e i trasporti, alla domanda di ripresa di cui Roma è portatrice, oltre le problematiche della pandemia e delle crisi del settore alberghiero, così colpito in questo periodo.  Evitando ripiegamenti e nichilismo, crisi e criticità, ma sostenendo i progetti di sviluppo nei settori chiave della cultura e della condivisione della grande bellezza, offerta da musei, gallerie, percorsi d’arte, chiese e mausolei, opere artistiche che a Roma non hanno eguali e dovrebbero attrarre, con maggiore convinzione e organizzazione, milioni di visitatori.  Roma Capitale è consapevole di questa carica positiva, a volte inespressa o sottovalutata, e partecipa a questo dibattito Remind che offre nuove occasioni di ripresa e resilienza, nuove energie.  Roma Capitale ha tutte le possibilità per essere al centro di questo progetto, evitando di cadere dell’egoismo e nella solitudine, ma creando una rete di soggetti ed enti capaci di sfruttare al meglio le potenzialità delle Istituzioni romane, chiamate a rilanciare il ruolo della Capitale nel Paese e nel mondo”

Miguel Gotor

Monica Lucarelli, Assessore alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità ha salutato l’interessante iniziativa Remind precisando che: “La Bellezza salverà il mondo. Uno slogan perfetto per questa giornata, per questo Natale di Roma. La nostra città vive di bellezza. Anzi, è la bellezza. A volte, troppo spesso, non ce ne rendiamo neanche conto. Forse ci siamo assuefatti a tanto splendore. Ma il nostro dovere, come amministratori, è rinverdire la memoria puntando su un elemento che può essere il volano di un motore un po’ affaticato.  Di cosa sto parlando? Del futuro. Roma deve uscire dal guscio del suo passato ed entrare in una nuova dimensione. Già, perché ci si è adagiati sulle glorie della storia, sfruttando proprio la bellezza del suo passato, pensando che fosse una risorsa inesauribile. Un errore che ci ha portato in una mediocrità che ha lacerato Roma. Ecco: il nostro impegno è quello di smuovere la nostra città, cambiarla e renderla più funzionale e moderna. Per quel che riguarda le mie deleghe – allo Sviluppo Economico, alle Attività Produttive e alle Pari Opportunità – abbiamo già iniziato un percorso che ha esattamente questa chiave di lettura. Snellire le procedure, semplificare i regolamenti e ascoltare tutti.  La concertazione, il confronto, i tavoli tecnici sono l’espressione di una forma di politica, più protesa verso il fare. Roma paga un immobilismo di anni e per questo ha perso competitività. Non è un caso che le grandi aziende negli anni hanno scelto di abbandonare la Capitale per puntare molto spesso a Milano. Una città che non offre servizi, che non sa dare risposte certe non può essere attrattiva per il business. Noi stiamo lavorando per ridare l’appeal che merita Roma provando a farla diventare una metropoli che pensa al domani e non si agia solo del suo “ieri“. Scardinare certi meccanismi non è facile, è un processo che va costruito con basi solide. Abbiamo davanti a noi opportunità che possono farci volare: penso al Giubileo, ai fondi del Pnrr e, soprattutto, all’Expo 2030.  Con tre mosse la Capitale può fare scacco matto e vincere una partita che vale il futuro per i nostri figli. Con il Sindaco Gualtieri si lavora con metodo e programmazione e questa è la certezza che più mi dà forza e fiducia per capire che la strada è quella giusta.  Buon compleanno Roma, a te e a tutta la tua bellezza infinita”

Monica Lucarelli

Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport e Turismo ha fatto presente: “Voglio prima di tutto ringraziare Remind e il Parlamento a Europeo Ufficio Italia per questo gradito invito. Questa come ben sapete, è una giornata importante per la nostra città. Il Natale di Roma, infatti, ci offre l’occasione per riflettere sull’importanza della storia millenaria della Capitale. Ci ricorda ancora una volta quale grande patrimonio storico, artistico e culturale siamo chiamati ad amministrare. Fin dal mio insediamento sono impegnato su diversi fronti proprio per rilanciare l’immagine di Roma nel mondo.  La nostra, fra tutte le città d’arte, è stata quella che ha pagato il prezzo più alto della pandemia. Ci lasciano ben sperare i dati di Pasqua, quando, dopo tanto tempo, siamo tornati al tutto esaurito e il settore ha potuto finalmente contare su una boccata d’ossigeno. Il segnale di ripresa c’è stato. Roma ha tutte le caratteristiche che attrarre turismo, ma non possiamo e né dobbiamo adagiarci sul nostro pur prezioso patrimonio. Dobbiamo pianificare il turismo e fare in modo che nella nostra città si soggiorni più a lungo e soprattutto si torni più volte.

Alessandro Onorato

Per questo stiamo preparando un cartellone di grandi eventi sportivi e culturali che possano invogliare il viaggiatore a fare tappa a Roma. Vogliamo far riscoprire la nostra città in tutte le sue molteplici sfaccettature, non solo monumenti e strade ma anche le eccellenze eno-gastronomiche e l’artigianato.  Non dimentichiamo che Roma è anche grande eleganza e stile. Per la prossima estate, stiamo programmando un grandissimo appuntamento dedicato all’alta moda: ai piedi di Piazza di Spagna tornerà a sfilare Valentino con una serata che promette di essere indimenticabile e che rilancerà l’immagine di Roma come capitale dello stile in tutto il mondo.  La bellezza della città è rappresentata da sempre anche dalla sua capacità di accogliere chi arriva. Non è possibile quindi, come troppo spesso è accaduto in passato, che a dare il benvenuto ai turisti che sbarcano all’aeroporto siano i procacciatori di corse illegali.Da più di un mese e dopo 5 anni, grazie all’intervento del Prefetto Piantedosi che ha risposto prontamente a una nostra sollecitazione in tal senso, sono ripartiti i controlli davanti allo scalo aeroportuale. Le forze dell’ordine – Carabinieri, Polizia di Roma Capitale e Polizia di Stato – hanno già elevato più di 140 multe.  In conclusione, nel giorno del suo compleanno, io credo che il regalo più bello che ognuno di noi può fare a Roma è quello di continuare a mettere in campo tutto il proprio impegno affinché si evidenzino le grandi bellezze che ogni giorno da 2775 anni Roma regala”.

Giulia Silvia Ghia, Assessore alla Cultura, Scuola, Sport, Politiche Giovanili del I Municipio di Roma Capitale ha detto: “Vorrei iniziare salutando con favore questa bellissima iniziativa promossa da Remind dicendo che occuparsi del primo municipio di Roma significa occuparsi di un qualcosa di estremamente fragile. Dal 1980, il primo municipio è stato infatti riconosciuto come patrimonio dell’umanità, è quindi un sito Unesco, conta una superficie di circa 15.000 km e conta circa 25.000 punti di interesse ambientale ed archeologico.  Si può quindi pensare di considerare il centro storico di Roma come il più grande monumento che sia stato mai costruito con palazzi che rappresentano un’importantissima testimonianza storica ed archeologica del nostro passato. La bellezza è davvero ovunque.  Ciò nonostante, in questa parte di città stiamo assistendo negli ultimi anni a un significativo calo degli abitanti, a un vero e proprio svuotamento, in quanto, nonostante la sua bellezza, per alcuni aspetti il centro storico è diventato invivibile. C’è in generale una fruizione errata di diversi quartieri e, davanti a questo, come amministrazione, ci troviamo a dover valorizzare quello che abbiamo tutelandolo e invertendo questa tendenza a fruirne in modo sbagliato. Una fruizione sbagliata derivata anche dal fatto che i cittadini non conoscono forse il reale valore dell’immenso patrimonio che li circonda; è quindi in questo senso fondamentale, partendo anche dai più piccoli, far comprendere l’importanza di ciò che hanno sotto il loro i piedi. Ricordiamoci sempre infatti che possiamo avere cura di qualcosa, come in questo caso della nostra bellezza, solo se la conosciamo.  Stiamo consumando un patrimonio straordinario privandoci di una sua futura fruizione; dobbiamo quindi adoperarci per dare vita a politiche giovanili e scolastiche che vadano in questa direzione, per far sì che l’apprendimento della nostra cultura diventi un tema veramente trasversale, anche attraverso l’utilizzo di linguaggi contemporanei tipici delle nuove generazioni e la creazione di nuovi programmi formativi nelle scuole.

Giulia Silvia Ghia

Proprio adesso stiamo pensando a creare una tessera per i giovani del primo municipio per permettere tutta una serie di facilitazioni di cui possano usufruire.  Obiettivo principale è quindi quello, attraverso un nuovo orientamento scolastico e formativo, di portare tutti cittadini, e in particolare i più giovani, a riappropriarsi del senso del proprio territorio. Sono passati circa sei mesi dal nostro insediamento e abbiamo preso contezza di quali sono le problematiche; ci stiamo già adoperando per cercare di dare delle risposte ma soprattutto per trasmettere una visione di insieme che ci faccia ripartire ed arrivare tra quattro 5 anni a toccare con mano il cambiamento. Stiamo infatti ora piantando dei semi e per vedere la piantina ci vorrà ancora diverso tempo”

Angela Mastrantoni, Assessore Cultura, Scuola e Politiche Giovanili – Municipio Roma X (Ostia Lido) di Roma Capitale: “Un titolo significativo ed appropriato che stimola la nostra mente.  Passato, Presente, Futuro spesso si riallacciano ad un unico filo che spetta a noi non strappare. Riallacciamoci  al passato, a quando nel 1869 lo scrittore russo Feder DOSTOEVSKIJ fa dire al  protagonista del  romanzo l’Idiota che “la bellezza salverà il mondo “; il significato è chiaro: tutti noi dobbiamo custodire e difendere  il nostro patrimonio inteso non come bene economico , ma bene interiore e culturale; dobbiamo profondamente amare la nostra cultura in senso lato perché attraverso essa apprezziamo il bello della vita, acquistiamo una pace interiore e un senso di serenità e perché solo in tal modo possiamo preservare la nostra identità e non permettere il  declino della umanità. Bellezza è fermarsi ad ammirare un tramonto o le cime delle Alpi, sedersi in poltrona a teatro e godere dello spettacolo, camminare per strada e fermarsi davanti ad un artista di strada, starsene comodamente in casa a leggere un libro o ascoltare la musica. Ma bellezza è anche camminare per le strade e accorgersi della gente che abbiamo intorno, entrare in un Museo, ma anche ammirare le nuove architetture, i palazzi svettanti, la genialità che architetti e ingegneri mettono nelle nuove costruzioni. Dobbiamo investire in un mondo migliore e indubbiamente per fare ciò dobbiamo combattere contro pregiudizi, disparità, precarietà perché chi vive condizioni di grave disagio, non potrà apprezzare “la bellezza” che lo circonda e infatti spesso vediamo che la gran parte delle persone che vivono in un affanno quotidiano, stentano a trovare il meglio di se stessi, così come pur camminando tra tante bellezze, possono tranquillamente ignorarle. Questa la nostra grande sfida ; investire nella Cultura non è per il beneficio di pochi ma in realtà di tutti e  la parola Bellezza non dobbiamo concepirla come una parola astratta per pochi privilegiati ,ma come una realtà dalle mille sfaccettature che deve permeare noi e il mondo che ci circonda Questi due anni di Pandemia non possiamo negare che abbiano in parte disgregato la nostra socialità ,ma dobbiamo iniziare a pensare in positivo , analizzare come uscire dalla crisi sanitaria, sociale, economica che il Covid ha scatenato. Il 21 aprile ricorre simbolicamente la Nascita di Roma e oggi dobbiamo pensare a una Rinascita di questa meravigliosa città troppo spesso martoriata: nulla è più lodevole di questa iniziativa organizzata da Remind che riunendo Pubblico e Privato, vuole dare una spinta reale e concreta allo sviluppo della città”.

Angela Mastrantoni

Andrea Tobia Zevi, Assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative “Buonasera a tutti e grazie di questo invito da parte di Remind. Oggi partecipo in qualità di Assessore ma anche di delegato del Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri per fare le conclusioni a questa importante iniziativa.  Dopo una lista cosi lunga e nobile, articolata di interventi, punti di vista diversi e autorità, desidero riassumere quelle che sono le bussole della nostra azione amministrativa in una giornata, come lo diceva già l’architetto Fuksas che é particolarmente importane, il Natale di Roma, il compleanno numero 2075 della nostra città. Un compleanno che, come dicevano i relatori che hanno preceduto il mio intervento, giunge particolarmente fecondo e ricco di opportunità per la nostra città, che è anche la Capitale d’Italia.  Quali sono queste bussole, quali sono queste opportunità?

Andrea Tobia Zevi

La nuova giunta è stata eletta insieme al Sindaco Gualtieri alla meta di ottobre 2021, proprio quando abbiamo cominciato a vedere finalmente la luce in fondo al tunnel, dopo due anni dall’inizio della pandemia da Covid-19, nonostante il contagio é ancora molto diffuso e purtroppo il numero dei decessi e tutt’altro che insignificante.  Abbiamo visto che grazie alla campagna vaccinale la nostra città, il nostro Paese, e più generale il mondo, hanno in qualche modo ricominciato a vivere normalmente. Eppure la ferita che ha prodotto la pandemia non é banale: sono cambiate le nostre vite, le nostre abitudini ( in qualche caso anche in meglio), ma é chiaro che occorre ripartire dalla visione di una città diversa  e quindi diversi saranno i nostri bisogni, diverse saranno le nostre idee, i nostri progetti, i nostri programmi; ovviamente la città deve rispecchia tutto questo.   Noi abbiamo vinto con un programma molto chiaro che é quello della città dei 15 minuti.  Una definizione coniata dall’urbanista Franco-Spagnolo, Carlos Moreno, che rimanda ad una visione della città più inclusiva, più giusta, più ecologica, in cui i servizi si avvicinano a tutte le persone: quelli che vivono in centro, quelli che vivono nei quartieri più lontani dal centro e, per venire al tema di oggi, anche alle persone che scelgono di venire a visitare Roma in quanto é una città meravigliosa, una città evidentemente conosciuta e desiderata a livello mondiale.  Noi partiamo dalla pandemia, progettiamo la città per futuro e lo facciamo con due scadenze fondamentali che sono: il Giubileo 2025, che tra l’altro coincide in parte con il nostro mandato, e l’eventuale opportunità di EXPO 2030.  Sono dieci anni che consentono, alla luce di nuovo paradigma, di immaginare una città nuova, una città diversa, una città più vicina alle persone, che ha una serie di caratteristiche che possono ricostruire la città e possono in qualche modo renderla ancora più bella di quello che già è.  Abbiamo anche alcuni strumenti oggettivamente unici contenuti nel PNRR: una serie di strumenti molto complessi, ancora tutti da sperimentare e da vagliare che danno la possibilità di ripensare gli investimenti, i servizi, la manutenzione e il patrimonio pubblico. Questa manifestazione di oggi organizzata da Remind parla di bellezza, sostenibilità e sicurezza, ed é evidente che molti di questi strumenti hanno che fare con queste macro-categorie.  Rispetto alla mia delega legata al Patrimonio di Roma Capitale, io penso che ci sia una lezione che la pandemia ha insegnato a tutti noi: che ha due facce.

La prima é il rapporto il pubblico e privato. Abbiamo riscoperto dopo tanti anni di narrazione tutta in negativo sul settore pubblico, che in alcune fasi storiche, come questa, il ruolo del pubblico – che deve funzionare meglio – è insostituibile. Il patrimonio pubblico, cioè la parte anche materiale di proprietà dei cittadini, di tutti, può essere una potente leva di trasformazione urbana ed inclusione sociale. Remind di questa relazione tra pubblico e privato, insieme ad istituzionali diverse, è una stella polare.  La seconda faccia di questa scoperta è che in qualche modo noi oggi dobbiamo cogliere un’opportunità che la pandemia ci ha insegnato, ovvero il fatto che non esiste una città che ha benessere se la città non é più giusta.  Purtroppo la pandemia ci consegna – ancora una volta – una città più disuguale. Questo vale per Roma e altre città.  Oggi noi dobbiamo immaginare un nuovo paradigma, un nuovo sviluppo in cui l’attrazione degli investimenti, la collaborazione fra il pubblico e il privato, l’aumento del turismo, dei grandi eventi si producano in una dinamica diffusiva che appunto non premi e penalizzi sempre i soliti.

Questi secondo me sono i cardini dello sviluppo urbano che fa naturalmente del rapporto tra centro e periferia (parola che io non amo molto) una delle sue stelle polari.  C’é da dire: se il Novecento é stato un secolo in cui culturalmente abbiamo immaginato, abbiamo pensato di ragionare sul recupero dei centri storici, oggi la città, anche per i turisti, anche per i visitatori che vengono da fuori, la recuperiamo essenzialmente ricostruendo, rammendando quel tessuto molto vasto e spesso slabbrato di territori che sono invece molto lontani dal centro e talvolta rischiano di essere abbandonati. Io sono profondamente fiducioso nel fatto che questa città sarà ritrovare la via che forse ha smarrito nei ultimi anni grazie al contributo essenziale, prezioso innanzitutto dei cittadini, che fanno delle operazioni di ogni tipo anche straordinarie nel sociale, nell’impresa, nella cultura; questo sarà naturalmente possibile anche perché potrà giovarsi del contributo fattivo e proficuo di Remind  e di tante realtà; ma anche  dell’amore di tantissimi, in Italia e nel mondo, che davvero considerano Roma un posto unico quale effettivamente é

LE BUONE PRATICHE – IMPRENDITORI E MANAGER

Tommaso Accetta, Presidente Giovani Remind ha esordito:” Desidero ringraziare Paolo Crisafi, Presidente di Remind, e Carlo Corazza, Direttore del Parlamento Europeo Ufficio Italia, per avermi invitato in questa così interessante iniziativa in cui vorrei provare a concentrarmi insieme a voi su un aspetto fondamentale della vita di tutti noi ma, nello specifico, nella vita dei giovani che si apprestano in questi anni a costruire il proprio futuro: sto parlando della felicità. Personalmente, ho la fortuna di avere un piede in due scarpe, di poter scorgere da un lato il vasto orizzonte che si schiude nelle vite delle nuove generazioni – facendone a tutti gli effetti parte -, dei loro problemi, dei loro desideri e delle loro perplessità; e dall’altro canto toccando con mano, nel mio piccolo, quell’intricata struttura che sorregge la vita di tutti noi, che la unisce in una collettività e che ci da’ la possibilità di poterci definire uno Stato sovrano.

Tommaso Accetta

All’interno di questi due ambiti della società che, a volte, risultano essere lontani anni luce fra di loro, uno sforzo dev’essere fatto dalle Istituzioni per tentare di costruire un ponte che possa traghettare il nostro Paese verso un futuro migliore. Spesso si sente parlare dei giovani. Durante questi due anni di pandemia sono state tante le voci che si sono avvicendate a riguardo, a partire da esperti a meno esperti, professionisti e meno professionisti, insegnanti e genitori; tutti sono stati presi in causa data l’evidente insofferenza causata dalla pandemia e dalle restrizioni; tutti tranne che la voce dei diretti interessati. Si parla tanto dei giovani ma poco con loro, lasciandoli ai margini delle scelte compiute dalle istituzioni che evidentemente hanno un forte impatto sul nostro presente ma anche sul nostro futuro. Attualmente ci troviamo in una situazione ancora più complessa in quanto non solo ci troviamo a rendere conto delle politiche economiche adottate per fronteggiare la crisi pandemica, ma anche a quelle politiche strategiche messe in campo per arginare il conflitto ai confini dell’Europa che rischiano ancora di più di aggravare la situazione.

Per il futuro del nostro Paese, per il futuro dell’Europa, è necessario oggi piu’che mai, ascoltare la voce dei più giovani. In ambito Remind c’è un confronto tra giovani e meno giovani e la mia presenza a questi incontri vuole testimoniare la volontà da parte nostra di dar un contributo di idee per soluzioni dei problemi che interessano anche le nuove generazioni con la partecipazione dei giovani”.

Luca Barbareschi, Direttore Artistico Teatro Eliseo ha fatto presente:saluto tutti e ringrazio Remind per l’opportunità di fare questo piccolo intervento sul Natale di Roma. Natale di Roma é una festa molto importante, antica, simbolica e mi piacerebbe ripensare al Natale di Roma come un momento di rinascita e di riflessione su quello che é un vero problema della Roma Capitale.  La Capitale è stata abbandonata nei ultimi venti anni, anche dai molti primi cittadini i quali si sono vantati di aver fatto molto per la città ma che in verità il resultato è quello che abbiamo: una città devastata dal punto di vista architettonico, dal punto di vista dell’organizzazione, del sistema dei trasporti, indietro rispetto alle altre capitali Europee.  Io penso che sia molto importante pensare a Roma con una visione diversa. Visione che deve essere legata a quelli chi sono i modelli di business attuali, che sono legati anche ad un turismo colto, che in questi ultimi trent’anni ha imparato a comparare una città con l’altra, non sono per le bellezze artistiche, ma anche per la qualità dei servizi perché altrimenti il rischio – che sta avvenendo in questi anni – è che le persone preferiscono a fare shopping dei grandi brand italiani nell’aeroporto di  Skipol o di Amsterdam o di Francoforte perché la logistica per raggiungere Milano da Genova o da altri porti da quali i turisti arrivano con le navi da crociera é praticamente impossibile o comunque molto triste.  Io mi occupo del spettacolo, dei contenuti. Parto da notizia di Netflix che le borse sono crollate del 35%. Io sono anni che urlo inutilmente che questa bolla dei contenuti è una bolla voluta dagli Americani per conquistare la nostra fantasia, in maniera legittima, per arrivare da noi ad imporre la loro narrazione.  Noi abbiamo una tradizione, abbiamo un bacino di creatività infinito, non solo per i famosi pozzi culturali dei quali parlava De Michelis, ma per quelli che sono la qualità, la spiritualità del nostro Paese. Grazie alla differenza fra una regione e l’altra, in Italia abbiamo delle cose straordinarie.

Luca Barbareschi

Nei contenuti, nel teatro, nella fiction, ma anche nei documentari, nei docu-fiction che si possono fare, noi possiamo dare all’Italia un valore aggiunto economico straordinario. Io l’ho tentato di spiegarlo tante volte. Faccio l’esempio con Israele. Israele é un piccolo paese di 8-9 milioni di abitanti, forse di meno, in cui la popolazione pro-attiva (che tolti i religiosi sono circa 5 milioni) oggi sono numeri uno nella nanotecnologia, sono i numeri uno in tutto quello che sono i contenuti televisivi , sia in intrattenimento leggero, sia che fiction. Le più belle cose che avete visto in televisione provengono tutte da una scrittura Israeliana. È un piccolo paese che parla una lingua, lo dico perché sono un ebreo e mi prendo in giro, scritta da destra verso sinistra che non capisce nessuno, ma allo stesso tempo è riuscito a imporre un modello culturale e una narrazione nel mondo! Perché non dobbiamo riuscirci noi, italiani?  Per fare questo ci vogliono gli investimenti. Ci vogliono coerenze di scelte nella capacità delle persone nei posti giusti. Il teatro può rinascere solo se si fa un anno zero sugli investimenti, se si comparano i nostri investimenti con quelli Europei, su quello che prende Schauspielhaus, la Schaubühe, La Comedie Francais, National Theater, tutti grandi gruppi internazionali; e allora ci dobbiamo allenare scegliendo venti poli di eccellenza in Italia, ma assolutamente a Roma una serie di poli di eccellenza, perché è nella Capitale che si concentrano le maggiori qualità artistiche: si trovano i migliori attori, i migliori registi, quindi anche dal punto di vista logistico c’è la possibilità di accedere ai maggiori talenti e impostarli in maniera industriale. Non politica. La politica serve ad attuare quello che le associazioni, come Remind, in maniera intelligente, dopo una fase di ascolto, propongono alla politica dimostrando nei fatti che financials, come dicono quelli colti come Draghi, funzionano perché, non solo portano più soldi, ma portano anche un turismo che è disposto oggi andare al teatro, a patto che il prodotto sia alla pari di quello che vedono a Londra, a Berlino, a Parigi o in Spagna.  Per cui il problema – e lo dico ai cittadini – è alzare la testa e “obbligare” la politica ad ascoltare. Il sindaco Roberto Gualtieri non sa nulla di spettacolo, ma non perché è una persona cattiva, ma perché non se n’è mai occupato. Per questo siamo noi del nostro settore che dobbiamo alfabetizzarlo e spiegargli che senza gli opportuni investimenti il teatro morirà. Investimenti di Roma Capitale, della Regione Lazio ma anche governativi, con particolare riguardo a quelli del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo.  Ci sono 437 teatri chiusi in questo momento in Italia e questo un delitto, perché i teatri chiusi sono un delitto. Questo vuol dire che la comunità non avrà più luogo per ritrovarsi e i luoghi che non hanno condiviso i propri valori, nella dignità delle differenze, perché ognuno è diverso, sono destinate a morire”

 Giuseppe Capicotto, General Manager eFM: “La celebre frase di Dostoevskij applicata alla città di Roma mi stimola alcune riflessioni sul senso stesso dell’abitare e sulla capacità di un luogo di mettersi al servizio dell’esperienza. Perché la bellezza non è solo un fatto “estetico” – e su questo Roma non ha rivali in tutto il mondo – ma è anche il risultato di un’armonia tra le parti, un equilibrio di forme e volumi che rende qualcosa gradevole. Ed è questo il punto di rottura che una città enorme come Roma vive nel rapporto con le persone che la abitano.

Giuseppe Capicotto

Se vogliamo che Roma Capitale sia bella non soltanto per i turisti che la visitano ma anche per coloro che la vivono ogni giorno, dobbiamo trovare un modo per ricreare quell’equilibrio tra le diverse dimensioni che animano la città: quella istituzionale, quella abitativa, quella ambientale, quella urbanistica… La bellezza che salverà Roma, dunque, non ha nulla a che fare con i suoi aspetti scenografici. Riguarda invece la vocazione dei suoi spazi, l’accessibilità delle infrastrutture, l’efficacia dei sistemi complessi.  In che modo allora possiamo rendere Roma, davvero e profondamente “bella”?  Da qualche mese in alcune città europee, tra cui Parigi, Milano e la stessa Roma, si è iniziato a immaginare un modello di redistribuzione del territorio sulla base dell’esperienza: il paradigma della città a 15 minuti. Questa soluzione rappresenta senza dubbio una strada percorribile, ma per comprenderne la portata e misurarne la sostenibilità, non possiamo limitarci alla dimensione temporale.

Il raggio di 15 minuti, infatti, presuppone una capillare rimodulazione degli spazi. In questo senso, il progetto su cui come eFM siamo a lavoro da oltre due anni, HUBQUARTER, sembra integrarsi in modo naturale con il concetto della città in prossimità perché si pone lo stesso obiettivo ma dal punto di vista degli spazi.  Muove dalla considerazione che la maggior parte degli spazi urbani è di norma sotto utilizzata (pensiamo agli uffici di notte, o ai teatri di mattina…) e – con il covid – quasi del tutto inutilizzata: da qui l’idea di mettere quegli spazi in connessione abilitando di fatto una rete di esperienze aperta all’intera città. In che modo? Partendo da quello che era già accaduto nella mobilità, abbiamo pensato di applicare la sharing economy agli spazi, rendendo l’intera città un unico grande hub di esperienze, dove ogni luogo è un’opportunità di vivere al meglio la propria giornata di lavoro o formazione. Tutto questo perché il luogo di lavoro, in senso tradizionale, non esiste più. Esistono tanti luoghi di lavoro, distribuiti nella città, e con l’Hubquarter ciascuno di noi può scegliere il luogo che preferisce in base alle persone che lo frequentano, alle caratteristiche del luogo e ai servizi collegati.  HUBQUARTER garantisce quattro layer di sostenibilità, agendo sulla persona, che può scegliere dove andare a lavorare, costruendo ogni giorno la propria esperienza, in base alle esigenze personali e professionali; sull’azienda, i cui spazi tornano a vivere e a generare valore e i dipendenti ottengono condizioni di lavoro arricchenti; sulla città, liberata dalle classiche migrazioni dalla periferia al centro (flussi e risorse vengono redistribuiti su tutti i quartieri e la storia e la vocazione di ogni singolo luogo vengono valorizzate); sul Pianeta, poiché la logistica semplificata e la dimensione di prossimità lavorativa riducono il tasso di CO2 e la dispersione energetica. Concludo con un ringraziamento speciale a Paolo Crisafi e a tutti gli importanti ospiti che hanno animato il dibattito, tra cui l’architetto Massimiliano Fuksas, il presidente Fondazione Patrimonio Comune Mario Occhiuto, l’Assessore di Roma Capitale Andrea Catarci e tanti qualificati relatori. Gli spunti condivisi vogliono rappresentare uno stimolo per continuare ad animare il dibattito sul tema dei territori e tradurre, in maniera cooperativa, le idee in azioni concrete ”.

Fabrizio Cola, Presidente di Firtech The Culture of Innovation ha rappresentato: “mi preme salutare tutti i partecipanti e in particolare i colleghi amici di Remind con i quali negli ultimi anni abbiamo condiviso idee che poi sono diventati progetti e alcuni anche misure normative per modernizzare e mettere in sicurezza il patrimonio immobiliare italiano. Su tale scia è importante salvaguardare e rafforzare l’infrastruttura culturale, in ogni territorio e a livello nazionale, favorendo una relazione integrata fra mondi della cultura, dell’educazione e del turismo. Ad integrazione di un concetto caro a Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo, aggiungerei che la cura nel tempo e la consapevolezza lo renderà migliore. E’ stupefacente pensare come certe idee, certi valori e certe tradizioni che si susseguono da tempi precedenti al nostro, siano intramontabili e quindi sempre attuali e non smettano di appassionare i viaggiatori come un capitale a cielo aperto di insegnamenti perenni. Sta a noi “valorizzatori” di questa immensa grandezza predisporla ad essere colta. L’idea del progetto SAFENG Patrimonio Culturale, coordinato dalla Start-up FIRETCH, nasce dalla volontà di proteggere il patrimonio artistico e culturale dal rischio incendi, utilizzando tecnologie specifiche, moderne, efficaci e non dannose per l’uomo e l’ambiente con un design esclusivo made in Italy. Consapevoli dell’importanza di una rete di collaborazione tra esperti di diversi settori, la ricerca è frutto di un accordo tra Firtech S.r.l. e Tema Sistemi S.p.a., l’Università di Ferrara, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Ferrara Fiere Congressi.

Fabrizio Cola

Inoltre, il progetto contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del programma Horizon Europe e dell’Agenda ONU 2030 di ridurre il consumo di risorse e mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici, nonché di rafforzare l’identità e l’integrazione della popolazione europea. L’obiettivo del lavoro è quello di sviluppare nuovi sistemi antincendio, di protezione attiva, efficaci per la protezione di opere d’arte di valore inestimabile utilizzando agenti estinguenti naturali, compatibili e a zero impatto ambientale, che garantiscano anche la protezione per la movimentazione e l’infomobilità dei beni culturali legati ai percorsi espositivi e alle attività di restauro. Inoltre, il progetto si propone di studiare soluzioni per la fruizione, la digitalizzazione e la valorizzazione dei depositi, nonché lo sviluppo di conoscenze approfondite sulla prevenzione incendi per i siti culturali con l’obiettivo di formare figure specifiche del settore. Al fine di studiare e analizzare le migliori soluzioni e sistemi green specifici per la prevenzione incendi nei luoghi della cultura, sono stati identificati, in collaborazione con il Ministero della Cultura, tre siti rappresentativi per lo sviluppo del progetto: una biblioteca storica (in cui si trovano principalmente materiali lignei e cartacei) e due palazzi storici (diversi tipi di materiali come legno, tessuti, materiali lapidei, affreschi, ecc.). I passaggi chiave della ricerca riguardano principalmente lo studio completo delle normative vigenti relative alla prevenzione incendi per i siti culturali, l’indagine degli agenti estinguenti in commercio e delle tecnologie attualmente esistenti in relazione alle strutture di pregio e ai “contenitori” di opere d’arte (depositi, archivi, ecc.), e le interazione che si sviluppano con i diversi materiali del patrimonio culturale e con le strutture che li ospitano, fra cui la loro reazione al fuoco e ai gas di combustione.

Inoltre, non meno importante, si vuole considerato a livello progettuale l’impatto architettonico del sistema selezionato con l’ambiente di pregio. Il primo sito sperimentale sarà il Museo Galleria Borghese di Roma, per poi proseguire con la reggia di Caserta, il Palazzo Ducale di Mantova e la Biblioteca Marucelliana di Firenze. Un progetto ambizioso e unico nel genere a livello Europeo.L’integrazione tra cultura, educazione e turismo verso il nostro Bel Paese è la chiave vincente per uno sviluppo economico senza limiti e confini

Emmanuele Di Leo, Co-fondatore Associazione Ditelo Sui Tetti si è così espresso: ringrazio Paolo Crisafi e Remind per questa bellissima iniziativa; porto a questo riguardo anche i saluti di Maurizio Gallo che a causa di un imprevisto non è potuto essere qui oggi con noi. Insieme a Gallo sono co-fondatore di questa nuova associazione che si chiama “Ditelo sui tetti” che vuole tuttavia agire non tanto come un’associazione, ma più come una pubblica agenda, sussidiaria e condivisa tra altre 70 organizzazioni, che insieme si occupano a 360 ° di varie tematiche sociali.  Possiamo dire che sono un insieme di enti del terzo settore che agiscono sull’assistenza, sulla tutela dell’ambiente, dei servizi sociosanitari e sulla promozione culturale ed economica, nonché sulla difesa dei diritti e dei valori non negoziabili.  Venendo invece al tema del 21 Aprile, Natale di Roma, con i 2775 anni di vita, la nostra Capitale è custode di una cultura millenaria e di un patrimonio non solo da tutelare, ma anche da promuovere. Veniamo inoltre da un periodo non semplice, abbiamo affrontato una pandemia che ci ha seriamente compromesso e adesso abbiamo anche la guerra in Ucraina.  Il nostro Paese, come il resto del mondo, ha subito ingenti danni ed è quindi ancora più importante che Roma si collochi, in questo nuovo scenario, con una prospettiva ottimistica e propositiva.  Molti, infatti, sono i problemi legati alla crisi economica ed energetica, dalla mancanza di lavoro alla sempre più bassa natalità, basti pensare a questo riguardo che in un solo triennio Roma ha perso circa 36.000 abitanti. Nel complesso, quindi, abbiamo bisogno di investire per rilanciare la nostra città sulla cittadinanza e sulle nuove generazioni, che poi saranno quelle che porteranno questa cultura millenaria verso il futuro.  Dobbiamo cercare di creare dei servizi efficienti che possano valorizzare al meglio il nostro patrimonio storico unico al mondo, dobbiamo pensare in grande, approvando i grandi progetti e senza mai spaventarci. In questo senso, il Giubileo del 2025 è una grandissima opportunità di crescita, come del resto anche l’Expo del 2030. Lavoriamo in generale sugli eventi sportivi e culturali, ma anche sugli eventi di business, da vedere non solo come opportunità economica ma anche come un’opportunità strategica di rilancio per il Paese intero.  Roma Capitale deve tornare a essere protagonista ed è fondamentale usare degli strumenti che possano potenziare la collaborazione tra pubblico e privato e offrire soluzioni più efficaci alle crisi ora in atto, al fine di promuovere attività innovative e diversificate, con servizi che siano competitivi e gestiti insieme agli enti locali.  Promuoviamo una normalità che sia come per dire una nostra italianità, per cogliere l’opportunità dell’innovazione energetica e sviluppare un turismo green tramite le tante aziende agricole e le strutture ricettive ed ecologiche che il tessuto sociale italiano e romano hanno fatto”.

Emmanuele Di Leo

Angelica Donati, Presidente Ance Giovani & Head of BD at Donati S.p.A. ha segnalato: “desidero ringraziare il Presidente Remind Paolo Crisafi per questa bella iniziativa. “La bellezza salverà il mondo”. Non è uno slogan vuoto, ma un cardine attorno a cui costruire. Si tratta di una delle affermazioni che meglio descrivono ciò che si dovrebbe preservare, poiché solo difendendo il nostro patrimonio potremo continuare a rimanere competitivi e attrattivi, soprattutto in un momento di grande incertezza. Proprio in questo senso Giubileo 2025 ed Expo 2030 possono rappresentare per Roma e per l’Italia – insieme, ovviamente, ai fondi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza – le carte vincenti per la rinascita. Una rinascita che proprio nel Natale della Capitale assume un valore concreto, oltre che simbolico.

Angelica Donati

Gli strumenti messi in campo dal Governo e dalle Amministrazioni locali saranno in grado di creare un piano coerente di sviluppo per Roma e, insieme ai rappresentanti dei numerosi settori, potranno consentire una reale e virtuosa rinascita della Capitale in un’ottica innovativa e sostenibile. Quello che abbiamo di fronte è l’occasione di costruire un nuovo paradigma di sviluppo, renderlo reale e concreto, ed essere con questo un esempio a livello internazionale.  In questo grande disegno, il comparto dell’edilizia e delle costruzioni costituiscono una leva centrale per poter rilanciare il Paese – e in particolare Roma – riqualificando edifici e quartieri. La rigenerazione urbana, per creare città sostenibili e spazi inclusivi, è il punto di partenza di questo progetto. Sappiamo come la pandemia, il caro materiali e la crisi delle catene di approvvigionamento innescate dalla guerra abbiano aggravato situazioni già in essere. Per questo oggi più che mai è necessaria una maggiore attenzione e repentine misure di sostegno per queste filiere.  Serve un’azione decisa, a tutela delle aziende e dei lavoratori, per far sì che le attuali opportunità sia per i lavori pubblici che per quelli privati possano diventare reali investimenti. Oggi, grazie alle risorse europee e al PNRR, è possibile rinnovare il tessuto urbano della città mettendo in atto strategie efficienti ed efficaci per realizzare progetti di qualità e innovativi.

Innovazione, sostenibilità e digitalizzazione sono le parole chiave attorno cui è necessario costruire la ripresa di Roma e del Paese. Tutta la filiera edile, in questo senso, sta già adottando nuove strategie e investendo in queste leve per poter garantire il minor impatto ambientale e una maggior efficienza.  Se all’impresa sarà dato modo di operare in sinergia con le istituzioni pubbliche e con gli attori del territorio, allora davvero potremo innescare processi virtuosi, per favorire la crescita del tessuto economico e sociale, creando nuove opportunità di sviluppo a favore di tutti i cittadini, della città di Roma e del nostro Paese”

Alfredo Ingletti, Presidente 3TI Progetti: “ringrazio Remind per avermi invitato a questa bella iniziativa. È chiaro che parlare di bellezza di Roma significa parlare di un’identità. Non lo diciamo solo noi perché siamo romani e non lo diciamo solo noi tra i romani, ma è una percezione generale. Come diceva correttamente il Ministro, ci sono 800.000 mila millenials che devono venire a Roma per vedere la città. È questo sicuramente un elemento.

Alfredo Ingletti

Gli interventi che mi hanno preceduto hanno fornito tanti spunti perchè il tema su cui noi qui ci interroghiamo è quello della rigenerazione urbana e l’opportunità che Roma offre, in questo senso, è qualche cosa di importante e notevole e comincia essere anche riconosciuto al di fuori della nostra città. Noi ci lamentiamo sempre della scarsa attenzione che viene riservata al nostro contesto, ma forse questa attenzione sta aumentando per questo e dobbiamo anche noi fare qualche cosa in più. Io ricordo molto spesso una frase di Marchionne che quando gli chiedevano: “Tu che cosa fai ?” e lui rispondeva” I’m a fixer”, cioè sono uno che risolve i problemi. ”Prendo un problema e non lo mollo finché non l’ho risolto”. Sarebbe bene che gli amministratori acquisissero questo tipo di attitudine.  La verità è che questi sono problemi che devono essere sempre risolti tramite interventi che necessariamente  vanno oltre la durata di una singola legislatura e per questo motivo sarebbe importante trovare una forma di patto sociale per effetto del quale, quando si incominciano questo tipo dei progetti  – di larga scala, di grande impatto sulla città, portatori di grandi ricchezze e opportunità – siano poi affrontati in maniera trasversale a prescindere dalle colorazioni politiche che, di volta in volta, si succedono alla guida della città. E’ chiaro – ed in questo caso riporto l’esperienza di chi dialoga frequentemente con interlocutori internazionali e stranierei – come Roma rappresenta un interesse enorme, ma anche una preoccupazione doppia rispetto all’interesse per la difficoltà di portare avanti un percorso sufficientemente lineare, sufficientemente veloce rispetto i fisiologici tempi di operazioni di questo tipo che ovviamente, laddove si vadano ad attivare i capitali privati, iniziative ed investimenti, magari anche supporto delle banche, quindi con un costo ulteriore sull’operazione, ovviamente il rischio di trovarsi impantanati nella burocrazia, nelle diatribe e nelle dialettiche tra le varie parti politiche sociali spaventa molto.  Quindi, tra la possibilità di creare un percorso preferenziale per alcune operazioni importanti di rigenerazione urbana sulla città é un tema essenziale.  Giustamente prima la collega di Banca San Paolo parlava del Super Bonus. Io sono in prima linea nel sostenere la validità di questo strumento proprio come misura di politica economica, prima ancora che di generazione urbana quale di fatto poi è applicato laddove venga applicato agli edifici dell’ambito urbano.  Però anche li c’è una grossissima difficoltà di programmazione perché, come al solito, gli orizzonti temporali sono stretti, si ragiona sulla lama del coltello fra proroga e non proroga, cessione e non cessione, troppo e troppo poco. Come al solito la mancanza di un quadro legislativo, amministrativo e burocratico chiaro e definitivo, diventa il limite principale alla capacità di intraprendere di chi nel proprio piccolo deve poi fare un investimento in queste cose.  Ritengo che l’applicazione del superbonus al turismo, cioè alle infrastrutture turistiche, sia una grande occasione persa di questi anni trascorsi, in quanto nel momento in qui l’utilizzo delle strutture ricettive era ai minimi storici, sarebbe stata una grande opportunità per fare gli investimenti importanti in questo settore.  Adesso è uscita una misura, però io credo che per queste cose sia necessario un finanziamento a fondo perduto, cioè l’erogazione di una somma di denaro senza contropartita e affinché si possa effettivamente ri-innescare il processo senza doversi trascinare per anni e anni quel gravame dei due anni che ci sono stati, che sono stati complicati per tutti.                                              Si potrebbe continuare a parlare all’infinito delle opportunità di Roma perché quando prima si snocciolava dati e numeri soltanto del primo Municipio si capisce che basterebbe per costruire la fortuna di una nazione.  Oggi Remind ha raccolto come al solito tante voci importanti intorno a questo tavolo: è importante alimentare la discussione nella speranza che vengano ascoltate e messe in atto dalle istituzioni competenti”.

Manfredi Lefebvre, Vicepresidente World Travel and Tourism Council ha posto l’accento nel dire:La Bellezza salverà il Mondo!  E’un messaggio quanto mai attuale e coraggioso quello che arriva da Remind e dal Parlamento Europeo Ufficio Italia in occasione della ricorrenza del Natale di Roma 2022.  La bellezza della Capitale, con i suoi monumenti e la sua storia, illumina veramente il mondo in un momento di grande difficoltà a causa della guerra nel cuore dell’Europa e all’indomani di una pandemia che sembra allentare la morsa ma richiede pur sempre costante attenzione.

Manfredi Lefebvre

Non possiamo quindi non aderire con fiduciosa speranza nella ripresa, anche economica, a questa iniziativa che come Remind stiamo portando avanti insieme al presidente Paolo Crisafi.  Perché bellezza, e la Capitale insieme a tutto il Paese ne ha tanta, vuol dire attrarre movimenti crescenti di turisti e visitatori a Roma e in Italia, mostrando finalmente, dopo tanto isolamento dovuto all’emergenza sanitaria, luoghi e itinerari di grande rilevanza, da rendere sempre più accessibili.

Occorre pertanto far conoscere ancora di più le nostre bellezze, creare sinergie tra pubblico e privato, sostenere imprese e operatori che si muovono nel settore turistico e alberghiero, implementare strutture ricettive e servizi pubblici favorendo mobilità e trasporti.  Se sapremo quindi ripartire dalla bellezza e dalla nostra storia, dal nostro Made in Italy e dal grande patrimonio culturale, avremo veramente nuove prospettive di sviluppo e di ripresa.

Con questi auspici e intendimenti sarà mia cura continuare a dare contributi di esperienza al fine dì approfondire i temi della “nuova cultura del turismo” nel rispetto dell’interesse pubblico e dei valori quali l’etica, l’estetica, la trasparenza, la sostenibilità, l’accessibilità e l’inclusione sociale”.

Franco Mencarelli, Giudice della Corte dei Conti e Consigliere Delegato Remind ai Rapporti con le PA è così’ intervenuto: “davanti al futuro e alla nuova cultura della città e dei territori, come si presenta la questione della città di Roma , la città Eterna, una realtà forgiata ,per l’influsso nella storia dell’Occidente e per la sua stessa struttura materiale complessamente stratificata, dal susseguirsi dei secoli?  All’interrogativo si può rispondere in vari modi, così come l’architetto o il filosofo possono calare nelle loro teorie il frutto del proprio ingegno e pensiero. Più vicino ad una impostazione concreta riterrei partire proprio dalla realtà di questa Roma millenaria, città con una sua identità come forgiata dalla Storia e quindi con un futuro che non può non essere consequenziale ad essa.  Maestra del diritto alla città Eterna spetterà dunque anzitutto il rispetto di quanto il diritto riconosce ad ogni soggetto che si pone nel mondo.

Franco Mencarelli

E l’Unesco infatti ha ritenuto degno di segnalare il Centro storico tra i siti più riconosciuti meritevoli di citazione: mai però si sarebbe immaginato che a distanza di decenni a quel Centro non sarebbe stato ancora riconosciuta, a parte puntuali tutele di singoli monumenti, dalla Regione o dal Legislatore nazionale la tutela di bene paesaggistico, cioè la tutela del Centro storico come complesso unitario composto da un tutto unico inscindibile.  Le conseguenze di questa impostazione, unite ad una forte disattenzione nei confronti di un tessuto urbano creatosi nel corso di più di 2700 anni, sono davanti a tutti. Viene allora spontaneo ritenere che solo avendo come guida il senso della bellezza sarà possibile conciliare una realtà secolare di bellezza (la Grande Bellezza) con un futuro dove chi è chiamato ad operare abbia come primo memento quello di cogliere e sviluppare i profili di questa bellezza in grado di meglio germogliare nel futuro. In questo senso i dibattiti in ambito Remind costituiscono importanti momenti di riflessione per raccogliere idee per attuare le politiche industriali del Paese”.

Silvia Ricci, Consigliere Delegato Ricci S.p.A & Teatro Vittoria Roma ha detto:desidero ringraziare Remind per questa opportunità di confronto ricca di qualità e di contenuti.  Da imprenditrice edile, nel 2020, sono entrata a far parte come socia del Teatro Vittoria di Roma. In un anno particolarmente difficile per la pandemia e per il settore dello spettacolo dal vivo, mi sono sentita di aiutare il Teatro, di cui sono molto appassionata, come spettatrice. È stato un gesto legato alla possibilità di credere nel futuro della cultura teatrale della Capitale, soprattutto per questo storico teatro del quartiere Testaccio, la cui direzione artistica è di Viviana Toniolo, cofondatrice e anima del Teatro Vittoria e della compagnia Attori & Tecnici. In questo difficile momento, non solo la sottoscritta, bensì anche altri 10 artisti under-35 sono entrati a far parte della compagine societaria risollevando la realtà teatrale, apportando nuova linfa e idee.  Il Teatro prosegue l’attività di cultura per la sua Capitale e per il quartiere limitrofo, come faro di cultura, soprattutto per i giovani. La direttrice indice con cadenza annuale un concorso per far emergere i nuovi talenti: attori, registi e drammaturghi, con la rassegna “Salviamo i talenti”; ed è attualmente in corso delle giornate dedicate alla sostenibilità ambientale, con una partecipazione attiva della cittadinanza. Le riflessioni da fare sono notevoli, quello che ci sentiamo di dire è ribadire l’importanza di questo settore per le possibilità in grado di offrire e la capacità di poter arrivare alle giovani generazioni. Chiediamo un contatto costante con le Istituzioni pubbliche presenti in questo incontro Remind. E’ un supporto necessario per andare avanti e collaborare con progetti e visioni, per il bene della nostra Città”.

Silvia Ricci

Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo è così intervenuta:Grazie molte a Paolo Crisafi per questo invito, ho ascoltato con piacere gli interventi che mi hanno preceduta.  Quando parliamo di bellezza di un Paese ci riferiamo a molte cose. A questo riguardo, le banche non sono affatto estranee, anzi credo fermamente che sia le banche che la finanza in generale possano lavorare realmente su questo tema.

Anna Roscio

La bellezza è infatti un qualcosa che si costruisce e che va mantenuta nel tempo, e per fare ciò servono energie e risorse per garantire investimenti e dare vita a progetti che valorizzino il nostro Paese.  Parlando delle nostre buone pratiche in questo senso, stiamo lavorando molto sia sul tema della sostenibilità sia su quello della riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano, e lo stiamo facendo sostenendo le imprese e i condomini. Abbiamo sposato con grande fatica ma con grande soddisfazione ed entusiasmo una norma importante come quella del superbonus, una norma che ha dato un grandissimo impulso al mercato, che ha contribuito alla creazione di posti di lavoro e che ha portato a un’attività intensa di lavori che vanno appunto nella logica del preservamento e della produzione di bellezza, attraverso il ricodificamento delle nostre città e la crescita dello stesso settore delle costruzioni. E proprio in questi giorni ci siamo impegnati per sollecitare un intervento per migliorare la norma del superbonus che mira a garantire una prosecuzione di questa attività, poiché, purtroppo, le banche che stanno lavorando nel sostenere questa misura sono ormai in una situazione in cui la capacità fiscale è in fase di esaurimento.  L’altro tema di grande interesse in questo contesto è quello del turismo. Anche qui la finanza gioca un ruolo importante poiché, avendo noi un grandissimo patrimonio artistico, culturale e ambientale, e rendendoci di conseguenza un Paese attrattivo e attraente per i turisti di tutto il mondo, abbiamo la grande responsabilità di investire su quella che è la qualità delle nostre strutture recettive.  I trend turistici sono inoltre cambiati, e il turista richiede ora, nella sua esperienza di viaggio, sostenibilità e qualità. È quindi per esempio importante che le strutture alberghiere siano accoglienti e sostenibili, e anche in questo contesto abbiamo avviato delle iniziative particolari che vanno a premiare le attività e le aziende più virtuose, che hanno, in questo momento difficile, il coraggio e l’energia per investire nel settore turistico.  Un ultimo punto su cui vorrei soffermarmi, che nonostante magari più marginale, è però comunque di grande importanza, è quello del settore del cinema, a cui, come banca, stiamo anche dando un grande supporto. Abbiamo una struttura e un desk dedicati alle imprese cinematografiche. Esse hanno esigenze di natura finanziaria completamente diverse da quelle delle attività degli altri settori e vanno quindi seguite e supportate in modo particolare.  È nostro pensiero che quello del cinema sia un settore importantissimo per il nostro Paese, un settore che dà lavoro a tantissime persone, un settore di alta creatività e forse il miglior ambasciatore dell’Italia nel mondo, perché, ricordiamolo, è anche attraverso il cinema che siamo conosciuti a livello internazionale. Queste, in conclusione, sono alcune delle buone pratiche che stiamo cercando di mettere in campo, sempre guardando al tema della bellezza e della crescita del Paese, su cui, appunto, una grande banca come la nostra ha l’ambizione di poter di poter contribuire”.

Daniele Russolillo, COO & Deputy CEO Platen Holding Ltd ha detto: “Planet Smart City ringrazia gli Onorevoli, i rappresentati degli enti pubblici e privati portatori di interesse di tutta la filiera immobiliare presenti oggi e naturalmente la associazione REMIND per l’invito ai lavori di questa bella giornata densa di contenuti.

Daniele Russolillo

Oggi il gruppo Planet ha 10 progetti attualmente in sviluppo in diverse città del mondo, in Brasile, India e USA, nel creare quartieri smart che integrino una serie di innovazioni per il Real Estate.  Ad oggi, due grandi “trend” meritano di essere osservati: il proptech e i criteri ESG.  Il concetto di proptech, ovvero l’integrazione di soluzioni tecnologiche nell’ambito Real Estate (ad esempio la promozione della connessione 5G, l’adozione di contatori intelligenti, illuminazioni smart, isole di ricarica per auto elettriche, aree WiFi free, smart locker, building management system, sistemi di energy communities, piattaforme di gestione dei tenants, etc.), sta entrando prepotentemente nella vita di tutti i giorni e anche nelle aspettative dei residenti dei nuovi progetti immobiliari con la  conseguenza che queste innovazioni diventano imprescindibili già in fase di progettazione.  Una parte fondamentale delle soluzioni proptech è rappresentata dai servizi digitali: la rendicontazione delle spese condominiali può essere digitalizzata, così come la lettura dei consumi energetici, che possono essere controllati in tempo reale, o anche il controllo da remoto della propria abitazione o l’accesso agli spazi e ai servizi comuni.  Il secondo tema importante riguarda l’introduzione dei criteri ESG nello sviluppo immobiliare, sia su scala del singolo edificio (building) che di comparto (district).  Su questi due temi, proptech e criteri ESG, si gioca il futuro del Real Estate e dunque anche quello della rigenerazione urbana in Italia.  L’obiettivo è quello di dimostrare che, attraverso una maggiore attenzione per la sostenibilità economica e ambientale e tramite azioni di innovazione sociale si può raggiungere il miglioramento della qualità della vita delle comunità locali. In questo senso, le soluzioni tecnologiche applicate ai progetti di Real Estate di nuova realizzazione possono creare, come già dimostrato, esempi di innovazione alla scala di quartiere. Planet sta dimostrando che questo percorso è realizzabile nei diversi paesi in cui opera e ormai questo è diventato un valore percepito universalmente. E’ fondamentale lavorare, insieme agli operatori del settore e con gli altri stakeholder, per creare delle linee guida, degli standard chiari e precisi che possano aiutare chi opera nel settore immobiliare, a integrare queste soluzioni tecnologiche nei progetti immobiliari, in modo da informare il cliente sulle potenzialità e il valore di uno smart building o di una smart city più in generale. L’incontro Remind di oggi costituisce una sintesi di confronto ideale tra operatori, professionisti e istituzioni internazionali, nazionali e locali.  Planet è uno dei partner di “Sei Milano”, il progetto di Borio Mangiarotti, e stiamo lavorando insieme in questo percorso di innovazione, non facile sicuramente ma molto sfidante, nel quale crediamo fortemente. Siamo anche partner di REDO Sgr nel progetto “ARIA” per la rigenerazione dell’area ex-Macello a Milano, primo quartiere carbon-negative in Europa. L’approccio olistico è la chiave per avere successo in questa tipologia di interventi: non è più possibile procedere a compartimenti stagni, perché il vero cambiamento nella riqualificazione delle nostre città potrà avvenire solo integrando più soluzioni tra loro dal punto di vista tecnologico, digitale, sociale, ambientale.  La pratica sul campo ci dice che la via praticabile per gli operatori privati è quella di avviare progetti pilota alla scala di quartiere in cui testare tecnologie proptech e di innovazione sociale da replicare e scalare successivamente in ambito urbano alla scala di città.

Per la PA e i Comuni la strada più ragionevole sembra, invece, quella di sviluppare bandi integrati che includano un numero di soluzioni tecnologiche innovative in grado di generare risparmio e creare risorse da reimpiegare in servizi per la collettività e attività di innovazione sociale ad alto impatto per migliorare la qualità della vita dei cittadini. La sfida è sicuramente importante e, per avere successo, è richiesto uno sforzo di partecipazione di tutti gli stakeholder coinvolti nella filiera del mercato immobiliare e degli attori della rigenerazione urbana. Siamo pronti a fornire le nostre competenze per lavorare insieme e portare avanti un percorso come questo che è strategico e che darà buoni risultati in termini di impatto economico ambientale e sociale a medio e lungo termine”;

Gabriele Scicolone, Direttore Generale Artelia Italia ha così chiuso i lavori delle buone pratiche lato privato: “oggi è il Natale di Roma, una città così iconica da avere un suo proprio compleanno riportato negli “annales” della Storia da oltre 2700 anni.  Una città che è città per antonomasia, il cui nome risuona nella Storia da 3 millenni e che oggi è universalmente affiancata al concetto di “bellezza”. Quando si parla di Roma si parla di bellezza.  Una città che annega nel proprio tessuto connettivo, nel proprio centro, il più grande parco archeologico del mondo, una città nella città che dobbiamo preservare come patrimonio culturale dell’umanità ed attorno al quale si dipanano le nostre vite. Lambiamo il Colosseo, i Fori Imperiali girando per la città quotidianamente, non pensando a cosa quella “città nella città” ha rappresentato per la Storia dell’umanità.  Il 1° Municipio di Roma include al proprio interno questa meraviglia.  A capire cosa ciò rappresenti ci aiuta anche la dimensione demografica. Roma è stata per oltre 1000 anni la città più popolosa del mondo ed è arrivata ad avere oltre 2 milioni di abitanti quando l’umanità contava 500milioni di individui (contro gli oltre 7 miliardi attuali). Insomma un centro nevralgico mondiale per oltre un millennio. Intorno a tutto ciò, si dipanano le nostre vite di romani.  Nel mondo c’è una incredibile “voglia di Roma”; due anni di pandemia e di annullamento dei flussi turistici hanno determinato un montante desiderio di ritornare a visitare la nostra città. L’abbiamo sperimentato nei pochi fine-settimana che sono passati dalla fine ufficiale dello stato di emergenza.  I turisti hanno invaso la Città Eterna, così come anche le altre bellezze iconiche del nostro Paese, Venezia in primis.  Dobbiamo essere consapevoli che per tutti i viaggiatori del mondo (oltre 2 miliardi di individui muniti di trolley) le bellezze dell’Italia rappresentano uno dei “viaggi della vita”, il viaggio da fare almeno una volta nella vita. Tutto ciò ci inorgoglisce, ma ci preoccupa (si vedano le diatribe sul “numero chiuso” di turisti a Venezia o, qualcuno ventila, perché no al centro di Roma).  Bellezze assolute da preservare, ma anche, con scelte coraggiose, da mettere a reddito.  Il settore alberghiero di lusso sta vivendo, a Roma, un momento di grande dinamicità degli investimenti.  Sono innumerevoli in questi due anni, i cantieri di ristrutturazione dei gloriosi alberghi della dolce vita romana o i nuovi alberghi che si apprestano a diventare le nuove icone del lusso mondiale, come il Bulgari in realizzazione a Piazza Augusto Imperatore, giovandosi del prestigio di palazzi di immensa bellezza e della vicinanza delle vestigia imperiali.

Gabriele Scicolone

Occorre coraggio per intercettare le nuove opportunità che si presenteranno (Giubileo, potenzialmente l’Expo 2030). Occorrerà coraggio e rapidità d’esecuzione.  Le idee e i progetti ci sono. Si veda ad esempio il nuovo progetto che riporterà a splendore la Piazza dei Cinquecento, la piazza della Stazione Termini, recentemente aggiudicato e che permetterà di connettere in un unicum la principale stazione ferroviaria – vera porta della città – al Museo Nazionale Romano (quello del “pugilatore”, per intenderci) e le Terme di Diocleziano.  In ambito Remind stiamo portando avanti gli spunti di riflessione che raccogliamo lato pubblico e lato privato valorizzando le importanti competenze presenti che unite al coraggio, alla determinazione e alla bellezza sono gli elementi per una ricetta di rinascita della nostra città!

LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

Infine vi è stato un intervento da parte di Don Josh (Coordinatore del Settore “Ecologia e Creato” – Vaticano e Consigliere d’Onore Osservatorio per la Cura della Casa Comune) per celebrare la “Giornata della Terra” che è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente e la salvaguardia del pianeta Terra.

Don Josh

Don Josh ha dichiarato che “Che grande gioia stare con voi in questa bellissima occasione. Mi congratulo con Remind per aver scelto un tema veramente bello: La bellezza salverà il mondo.  Purtroppo viviamo nei tempi difficili. Come diceva il Papa Francesco qualche giorno fa: ” Il cielo é oscurato da nuvole nere dense della guerra dei conflitti”.  Purtroppo non tanti hanno dato attenzione ad un rapporto molto importante pubblicato il 4 Ottobre dall’IPCC (Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) che ancora una volta ci ha fatto ricordare che il tempo stringe, che abbiamo pochissimi anni per cambiare rotta. Per questo mi congratulo con voi, perché voi vi impegnate per cambiare rotta, per sognare per creare un mondo bello per le nostre sorelle e fratelli, ma soprattutto per i nostri bambini e per le future generazioni.  In tutto questo cammino rimane come un faro, un leader il nostro amatissimo Papa Francesco che nel 2015 ci ha regalato questa bellissima enciclica <<Laudato Si’>> sulla Cura della Nostra Casa Comune.  E possiamo sintetizzare i messaggi di Papa Francesco nella <<Laudato Si>> in “10 Comandamenti Verdi”, anche perché penso che in questo momento critico ci serve un decalogo, una bussola in questo importante viaggio che dobbiamo intraprendere. E questa bussola, questo decalogo, lo troviamo nell’Enciclica <<Laudato Si’>> che ci ha dato il Papa Francesco, il nuovo Mosé che sale sul monte per stare con il Signore e ci riporta questo decalogo dei Dieci Comandamenti dell’Enciclica <<Laudato Sí>>.  Vorrei soltanto accennare i Dieci Comandamenti Verdi che sono stati approfonditi e rimodulati dagli esperti pubblici e privati dì Remind.  Il primo comandamento ci fa ricordare che la nostra terra é la nostra casa comune. Stimo celebrando la Giornata della Terra, ma la terra non é solo ambiente. La terra veramente é quell’unico luogo che noi possiamo chiamare Casa in questo immenso Universo.  Il secondo comandamento ci dice che la crisi di questa casa non è soltanto un aspetto fisico, ma veramente é un problema morale. Allora il secondo comandamento ci dice di ascoltare il grido dei poveri.

Il Terzo, quattro e quinto comandamento ci aiutano a giudicare la situazione precaria della nostra casa comune. Il terzo comandamento ci dice che la nostra terra e questa casa comune é creazione, é un opera di Dio,  qualcosa di sacro, qualcosa che ci é stato affidata. Il quattro comandamento dice che non si puó distruggere questa creazione, questa opera di Dio. E’ peccato abusare del creato e disonorare il Creatore. La crisi ecologica é un peccato ecologico. Il quinto comandamento dice che noi dobbiamo ricercare le radici umane di questa crisi. Se c’e disarmonia fuori é perché c’é disarmonia dentro. Se avvengono tantissime brutte cose fuori, vuol dire che manca la bellezza dell’anima dentro di noi. Proprio per questo dobbiamo entrare dentro di noi ed  identificare le radici umane della crisi.  Ultimi cinque comandamenti ci dicono come possiamo rispondere.  Il sesto comandamento dice che per questo abbiamo bisogno di una visione integrale, di un’ecologia integrale. Tutto é connesso secondo il Papa Francesco. Siamo tutti inter-relazionati e anche inter-dipendenti. Tutto é collegato. Quest’ottica della visione integrale nella quale possiamo agire.  Il settimo comandamento dice che noi dobbiamo riscoprire un nuovo modo di abitare questa Casa Comune. E’ un Comandamento importante perché parla della politica di vivere questa Polis, che è la nostra casa comune, la nostra grande terra; ma parla anche dell’economia, la quale é fondamentale per maneggiare e prenderci cura di questa casa: una nuova politica e una nuova economia.  L’ottavo comandamento dice che dobbiamo educarci alla cura della nostra casa comune. Come dice Papa Francesco: per crescere verso una cittadinanza ecologica.  Il nono comandamento dice che tutto questo é la fonte della spiritualità, della nostra fede in Dio, in questo Dio che ama il Mondo (GV – 3,16) che dice:”Io ho tanto amato mondo per mandarci il suo figlio”.  Il decimo ed ultimo comandamento ci da’ le perle, ci da’ le risorse per questa educazione di spiritualità su questo cammino”.

 

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