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“La caccia non è uno sport”. Federcaccia contro Flavio Insinna, ma noi lo sosteniamo

AgenPress – Durante la puntata del 27 dicembre del programma di Rai 1 L’eredità Flavio Insinna  aveva commentato una domanda del quiz esprimendo la sua contrarietà in merito alla caccia, che “non è uno sport”, e noi lo condividiamo e sosteniamo.

Anche l’Ente Nazionale Protezione Animali in un comunicato “esprime pieno sostegno e solidarietà al celebre conduttore televisivo Flavio Insinna per essersi espresso nella sua popolare trasmissione contro la caccia e dunque per essere stato pesantemente attaccato dal mondo venatorio. Un pensiero, tra l’altro, condiviso dalla maggior parte degli italiani già da molto tempo, come rilevato dall’Eurispes nel rapporto Italia 2016 con il 68,5% contrario all’attività venatoria”.

Ma le sue parole hanno fatto infuriare Federcaccia che ha scritto una lettera di protesta alla Rai, valutando una possibile azione legale per diffamazione e invitando i cacciatori italiani a non seguire più il programma e a evitare di acquistare i prodotti pubblicizzati durante lo show. Il caso è sbarcato sui social e i fan si sono schierati con Insinna, l’hashtag #iostoconflavioinsinna ha scalato rapidamente le tendenze.

“Ancora una volta nel corso della trasmissione televisiva L’eredità, in onda nella fascia preserale sulla rete da lei diretta” scrive il presidente della Federcaccia, Massimo Buconi, in una lettera al direttore di Rai 1, al presidente Rai e ai membri della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza, “il conduttore Flavio Insinna si è lasciato andare a commenti discriminatori e offensivi nei confronti dell’attività venatoria e dei suoi praticanti”.

“Il comportamento di Insinna, non nuovo a questo genere di interventi, è reso ancora più grave per essere messo in atto approfittando della propria notorietà attraverso un mezzo, quello televisivo, che gli garantisce ampio seguito e l’assenza totale di un contraddittorio sulle opinioni espresse in merito alla caccia e ai cacciatori, denigratorie di una categoria di cittadini che esercita una attività pienamente legittima, prevista e normata dalle leggi dello Stato”, si legge nella lettera pubblicata online sul sito della Fidc. La “Federcaccia ha dato mandato ai propri legali di valutare gli estremi per intentare un procedimento legale per diffamazione nei confronti del conduttore e della Rete”.

“In più, perfettamente consapevoli di quelle che sono le ‘regole dello spettacolo’ e consci che una trasmissione come quella in oggetto e chi la conduce valgono per quanta economia generano e pubblicità portano nelle casse del canale, sarà nostra cura invitare tutti i nostri iscritti e i cacciatori italiani e le loro famiglie – un bacino potenziale di qualche milione di spettatori – a non seguire più L’eredità e a preferire altre marche rispetto a quelle pubblicizzate prima, durante e immediatamente dopo il gioco”.

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