La maggioranza degli italiani chiede più autonomia Regioni

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AgenPress. Dopo la gestione della pandemia si rileva soprattutto una più accentuata richiesta di autonomia delle Regioni. “Non a caso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, entrato ormai nella fase di piena attuazione, vede tra le priorità di intervento trasversale il riequilibrio territoriale e la ripresa del processo di convergenza e di inclusione sociale e territoriale. Il futuro che va definendosi implica la messa in discussione di certezze e visioni dei territori che si credevano acquisite”, afferma il Rapporto Eurispes 2022.
Quindi l’indagine evidenzia che una maggiore autonomia per le Regioni è  auspicata da due italiani su tre, in aumento rispetto al poco più della metà degli italiani dello scorso anno, contro un terzo che risponde negativamente, mentre un maggiore potere al Governo rispetto alle Regioni non convince poco più della metà degli intervistati con il restante che si dichiara favorevole.
“Può ipotizzarsi – rileva l’indagine Eurispes – che un altro anno di Covid-19, contraddistinto soprattutto da regole e restrizioni che sono cambiate  più volte a seconda dei dati dell’emergenza sanitaria, e di non sempre facile comprensione per i cittadini, abbia aumentato la necessità di  una maggiore autonomia degli Enti locali nella gestione e nella  emanazione di norme atte a contenere il contagio”.
Per una maggiore autonomia delle Regioni si dichiarano “molto o  abbastanza favorevoli il 77,4% nel Nord-Est, il 69% nel Nord-Ovest, il 67,3% al Centro, il 61,5% al Sud, il 57,4% nelle Isole. Invece sono  favorevoli a dare maggiore potere del Governo rispetto alle Regioni il 60,5% degli abitanti del Centro, il 51,3% di quelli del Nord-Est, il  48,9% del Nord-Ovest; si dichiarano per niente o poco d’accordo  soprattutto gli abitanti delle Isole (62,8%)”.
In particolare l’autonomia delle Regioni, è “auspicata dalla larga parte dei cittadini”, da “quasi 7 italiani su 10 (67,3%), contro poco meno di un terzo di quanti si dichiarano contrari (32,7%)”.
Sull’autonomia delle Regioni, invece, il confronto con il 2021 è più evidente: “si dichiarava molto e abbastanza d’accordo il 54,7% del campione, mentre nella rilevazione di quest’anno il valore si attesta al 67,3%, ovvero +12,6% rispetto a quello dello scorso anno”.
Una maggiore autonomia delle Regioni è così accolta nelle diverse aree del Paese: “si dichiarano favorevoli il 77,4% dei residenti nel Nord-Est; il 69% dei residenti nel Nord-Ovest; il  67,3% dei residenti al Centro; il 61,5% dei residenti al Sud; il 57,4% dei residenti nelle Isole”.
Per quanto riguarda invece la ripartizione politica, si tratta di una “misura condivisibile” per almeno il 70% degli elettori di destra, 5 Stelle e di chi vota per il centro-destra. Mentre poco più di un elettore su tre dell’area centrosinistra si dice favorevole: una maggiore autonomia delle Regioni è una misura  abbastanza e molto condivisibile per il 76,2% degli elettori di destra e per il 71,6% di quelli del Movimento 5 Stelle, per il 69,9% di chi  vota per il centrodestra. Poco o per niente d’accordo, al contrario, soprattutto gli elettori che si collocano politicamente nell’area del centrosinistra (37,8%).
Si dichiarano molto e abbastanza d’accordo nel conferire un maggiore  potere al Governo centrale rispetto alle Regioni gli elettori del  Movimento 5 Stelle (63,8%), di sinistra (59,7%) e del centro (59,2%);  poco e per niente d’accordo, invece, gli elettori di destra (60,1%) e  chi ha risposto di non sentirsi politicamente rappresentato (59,7%).
“Più potere al Governo rispetto alle Regioni? Anche il tema di un maggiore potere al Governo rispetto alle Regioni risulta essere divisivo: non convince il 51,5% degli italiani, mentre il 48,5% si dichiara favorevole. Un maggiore potere del Governo rispetto alle Regioni è caldeggiato dal 60,5% degli abitanti del Centro e dal 51,3% di chi vive nel Nord-Est; i meno convinti si trovano nelle Isole (62,8%). Conferire più potere al Governo centrale rispetto alle Regioni trova d’accordo in particolare gli elettori del Movimento 5 Stelle (63,8%), di sinistra (59,7%) e del centro (59,2%); gli elettori di destra (60,1%) e chi non si sente rappresentato (59,7%) sono quelli che esprimono dissenso”.
“La vera sfida del rinnovamento – si legge ancora nel Rapporto Eurispes 2022 – del sistema Italia si gioca, certo, sulla disponibilità delle risorse messe a disposizione dai fondi europei, ma soprattutto sulle riforme degli apparati pubblici nazionali, regionali e locali per garantire quel livello di efficienza che manca da troppo tempo e che è invece indispensabile per il nuovo percorso da compiere. Le riforme istituzionali sono, dunque, il vero motore di crescita del sistema; ma per poter essere realizzate pienamente e applicate validamente esse richiedono ai soggetti politici, come al complesso degli operatori pubblici e privati di perseguire in un efficace sistema di partenariato, l’affermarsi di un’etica della responsabilità istituzionale”.
È questo il problema aperto anche dalla governance del PNRR. E’ indispensabile anche una “partecipazione attiva dei principali attori dello sviluppo, pubblici e privati, alla definizione delle scelte che devono risultare condivise, assunte responsabilmente e collegialmente, anche se attuate successivamente in base alle proprie autonome competenze e capacità decisionali”.
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