La tendenza al ricorso all’aborto nel nostro Paese è in costante diminuzione

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Analizzando i dati per cittadinanza si conferma che la percentuale di donne che ha effettuato precedenti IVG è maggiore tra le straniere (32,7%) rispetto alle italiane (21,2%)

AgenPress. L’evoluzione della percentuale di aborti ripetuti – si legge nella Relazione sui dati definitivi del 2020 trasmessa l’8 giugno al Parlamento – conferma che la tendenza al ricorso all’aborto nel nostro Paese è in costante diminuzione, ormai anche tra le cittadine straniere; il fenomeno è spiegabile presumibilmente con il maggiore e più efficace ricorso a metodi per la procreazione consapevole, alternativi all’aborto, secondo gli auspici della Legge.
La percentuale di interruzione volontaria della gravidanza (IVG) effettuate da donne con precedente esperienza abortiva continua a diminuire dal 2009 ed è risultata pari al 24,5% nel 2020.
Analizzando i dati per cittadinanza si conferma che la percentuale di donne che ha effettuato precedenti IVG è maggiore tra le straniere (32,7%) rispetto alle italiane (21,2%). Il confronto con altri Paesi che rilevano il dato riferito agli aborti ripetuti, mostra che tale indicatore per l’Italia rimane il più basso a livello internazionale.
Anche per il 2020 risulta prevalente il ricorso al consultorio familiare per il rilascio della certificazione necessaria alla richiesta di IVG (43,1%), rispetto agli altri servizi (Medico di fiducia: 19,9%; Servizio ostetrico-ginecologico: 33,4%). Il consultorio non offre solo questo servizio ma svolge un importante ruolo nella prevenzione dell’IVG e nel supporto alle donne che decidono di interrompere la gravidanza, anche se non in maniera uniforme sul territorio.
Continua ad aumentare la percentuale di interventi effettuati precocemente, quindi meno esposti a complicanze: il 56,0% degli interventi è stato effettuato entro le 8 settimane di gestazione (rispetto al 53,5% del 2019), il 26,5% a 9-10 settimane, il 10,9% a 11-12 settimane e il 6,5% dopo la dodicesima settimana. Infine Sono in diminuzione i tempi di attesa, pur persistendo una non trascurabile variabilità fra le Regioni.
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