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L’Associazione Italiana Praticanti Avvocati (AIPAVV) propone ricorso straordinario al Presidente della Repubblica

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AgenPress. Nella giornata di ieri, L’AIPAVV, con un comunicato sulla pagina ufficiale ,ha invitato tutti i praticanti avvocati ad accedere al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

L’emergenza COVID ha messo in luce, in maniera ancora più evidente e chiara, – dice il responsabile dell’associazione italiana praticanti avvocati Nello Mancuso-che l’esame di Stato per accedere alla professione legale deve essere assolutamente cambiato. Abbiamo assistito, con gli ultimi esiti provenienti dalle CdA di Milano, Napoli e Roma, ad una vera e propria mattanza nei confronti dei praticanti avvocati che hanno come unica colpa quella di voler accedere al mondo del lavoro e della professione di avvocato.

Per questo, abbiamo deciso di presentarci con un Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica: rileveremo l’illegittimità costituzionale dell’impianto normativo che disciplina l’accesso alla professione forense per violazione dei vincoli comunitari che garantiscono il rispetto della c.d. libertà di stabilimento e di concorrenza e che vietano l’introduzione di ostacoli ingiustificati all’accesso al lavoro.

Segnatamente, lamenteremo la violazione e/o la falsa applicazione della direttiva comunitaria 958/2018 che regolamenta gli esami di accesso alle professioni con titolo abilitante e che sarebbe rispettata ove entrasse integralmente in vigore la disciplina di cui alla legge 247/2012. Tale ultima normativa di riforma, difatti, non è ancora entrata in vigore per le sue parti c.d. “innovative”

Con tale ricorso chiederemo al Collegio di essere ammessi alla successiva fase orale del concorso o, in subordine alla ricorrezione degli elaborati a seguito della disapplicazione delle norme contestate.

Contestualmente chiederemo che venga sollevata, ove ritenuto necessario, questione di legittimità costituzionale o questione pregiudiziale alla Corte di Giustizia.

Nel caso in cui l’esito del ricorso non fosse immediatamente quello sperato valuteremo l’opportunità di avanzare ricorso alla CEDU.

Il costo del ricorso è di 150€.

Il nostro obiettivo, dunque, non è soltanto tutelare il candidato non ammesso alla prova orale della sessione 2019, bensì è quello di rompere gli schemi antiquari che reggono questa modalità di esame cosi strutturato.

Per aderire, scrivete al seguente indirizzo email: [email protected]

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