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L’epidemiologo Ciccozzi: “Variante indiana potrebbe essere più contagiosa e ridurre l’efficacia anticorpale”

AgenPress. Il prof. Massimo Ciccozzi, direttore dell’unità epidemiologica all’Università Campus Biomedico di Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’imprenditore e gli altri” condotta dal fondatore dell’UniCusano Stefano Bandecchi su Cusano Italia Tv (ch. 264 dtt).

Sulla variante indiana. “I dati ancora non li abbiamo, la stiamo studiando e credo che i nostri risultati li avremo entro la fine della settimana –ha affermato Ciccozzi-. E’ una variante che ha due mutazioni particolari. L’ipotesi su cui stiamo lavorando è che la mutazione 452, che avevamo già visto in California, diventa nuova perché si accoppia con la 484. Quest’ultima mutazione è una vecchia conoscenza perché la troviamo nella brasiliana, nella sudafricana e in una piccola parte nella variante inglese. Queste due mutazioni agiscono in coppia, una rinforza l’altra. Questo significa maggiore stabilità, contagiosità e potrebbe essere un problema per quanto riguarda l’efficacia anticorpale e quindi vaccinale, ma solo di qualche punto percentuale, per ora siamo tranquilli perché il vaccino ancora la copre. Io faccio il tifo per la variante inglese perché è quella prevalente in Europa e sappiamo che il vaccino la copre”.

Sul vaccino per gli under 15. “Spero che l’Ema faccia le cose molto in fretta perché abbiamo bisogno di vaccinare anche quei ragazzi, che si infettano in maniera asintomatica e portano il virus in famiglia. Dopo aver concluso la vaccinazione con gli over 60 inizierei subito con la categoria 14-28 anni. Il piano vaccinale sta accelerando in maniera incredibile, penso anche grazie a Draghi che ha saputo puntare i piedi in Europa per la consegna delle dosi che avevamo acquistato”.

 Sulla decisione delle Danimarca di non somministrare i vaccini Astrazeneca e J&J. “E’ una decisione politica e non scientifica, non c’è nulla di razionale nel bloccare questi due vaccini. Eventi avversi rari di quel genere li hanno anche Moderna e Pfizer. Quello che è mancato sui vaccini è stata un’informazione scientifica univoca e seria. C’è stata una comunicazione sbagliata”.

Sulla convivenza con il covid. “Purtroppo non credo che il virus sparirà come la Sars, credo che dovremo continuare a conviverci. Il virus, quando non troverà più persone da infettare, perché avremo vaccinato l’80% della popolazione e per un periodo continueremo con mascherine e distanziamento, circolerà sempre di meno fino a che non arretrerà e diventerà come un coronavirus qualsiasi che ci darà un raffreddore o una febbricola stagionale. Probabilmente dovremo vaccinarci tutti gli anni facendo dei richiami, quando il virus diventerà meno aggressivo magari la vaccinazione sarà consigliata solo per gli over 60”.

Sulla possibilità di viaggiare facendo il tampone 48 ore prima. “48 ore sono troppe. Consideriamo che anche se lo facessimo 12 ore prima non ci sarebbe certezza di essere negativi”.

Sulle riaperture. “Uno spiraglio di ossigeno di cui però non dobbiamo abusare, devono essere i dati a guidarci. Quello che ho visto a Piazza Duomo con i festeggiamenti per lo scudetto dell’Inter non si può fare, se poi lo vuoi fare almeno mettiti la mascherina”.

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