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Liguria. Spese pazze, assolto ex viceministro Edoardo Rixi perché il fatto non sussiste

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AgenPress –  L’ex viceministro alle Infrastrutture, il leghista Edoardo Rixi è stato assolto al processo d’Appello per le cosiddette spese pazze quando era consigliere regionale in Liguria. Assolti tutti gli imputati perché il fatto non sussiste. La condanna in primo grado lo spinse a dimettersi da vice ministro del primo Governo Conte.

Il processo riguarda anche altri 19 consiglieri che si sarebbero fatti rimborsare spese private con soldi pubblici, spacciandole per attività istituzionali.

“Sono contento, soddisfatto, giustizia è fatta”, ha commentato. “Fu una scelta politica di trasparenza nei confronti del Paese – ha detto Rixi -. Ora continuerò a lavorare nell interesse del Paese, come ho sempre fatto”. Sono stati anni difficili: “questa vicenda va avanti dal 2012. Sono innocente, l’ho sempre sostenuto, oggi per fortuna questo è stato dimostrato”.

Rixi, all’epoca dei fatti capogruppo regionale della Lega, era accusato di peculato e falso. Il pm Francesco Pinto aveva chiesto per lui una condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione.

 Il procuratore aggiunto Francesco Pinto aveva chiesto per il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti 3 anni e 4 mesi. L’accusa: aver acconsentito da capogruppo della Lega alla richiesta di 97 mila euro tra il 2010 ed il 2012 ingiustificabili come spese per attività istituzionale.

A Rixi sono state contestate spese proprie non congrue per circa 20.000 euro, tra vitto e viaggi. E’ stata contestata anche la mancata vigilanza su 36.000 euro di spese del gruppo consiliare, a cui si aggiungono 9.400 euro dell’attuale senatore Francesco Bruzzone e 42.000 euro di Maurizio Torterolo, che ha già patteggiato due anni. Infine, 688 euro perché avrebbe presentato spese “in conto terzi”.

La II sezione penale del Tribunale di Genova ha condannato a 3 anni e 5 mesi per peculato Edoardo Rixi  oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Le dimissioni dalla carica di viceministro alle Infrastrutture furono accettate da Matteo Salvini  “unicamente per tutelare lui e l’attività del governo da attacchi e polemiche senza senso”. Questo evitò tra Lega e M5S che subito ribadirono in una nota: “A proposito della condanna del viceministro Rixi il contratto di governo parla chiaro e siamo sicuri che la Lega lo rispetterà”.

Nel programma di Governo sottoscritto tra M5S e Lega all’interno del quale era scritto che “non possono entrare a far parte del governo soggetti che abbiano riportato condanne penali, anche non definitive, per i reati dolosi di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n.235 (legge “Severino”), nonché per i reati di riciclaggio, auto-riciclaggio e falso in bilancio”.

“Sono tranquillo. Ho sempre agito per il bene degli italiani. Conto sull’assoluzione perché non ho mai commesso alcun reato”, si legge nella nota diffusa da Rixi subito dopo la condanna. “Per l’amore che provo per l’Italia e per non creare problemi al governo, ho già consegnato nelle mani del governo le mie dimissioni”. Dimissioni subito accettate da Salvini: “Oggi stesso lo nomino responsabile nazionale trasporti e infrastrutture della Lega, riconoscendogli capacità e onesta assolute”, disse Salvini comunicando  la sua scelta di fare un passo indietro anche al presidente del Consiglio: “Il sottosegretario Edoardo Rixi mi ha comunicato la sua determinazione a rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico di governo, a seguito del pronunciamento nei suoi confronti da parte del Tribunale di Genova. Desidero ringraziarlo per la sensibilità istituzionale manifestata e per il proficuo contributo fin qui fornito alle attività di governo. Desidero inoltre esprimere a lui e alla sua famiglia la mia personale vicinanza, con l’auspicio che le sue ragioni possano prevalere nei successivi gradi di giudizio”.

 

 

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