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L’opinione di Roberto Napoletano. Governo, sporcati le mani

Il presidente Conte segua le sagge parole di Mattarella su lavoro, produttività, investimenti e prenda l’iniziativa politica per un progetto di lungo termine industriale e di infrastrutture che metta al centro il Mezzogiorno


Agenpress. Questo governo Conte 2 dura ma sempre strisciando, sempre affannandosi, perché ogni giorno c’è un’affermazione o una pretesa di autorità di Renzi o di Di Maio con cui fare i conti. Due leader di partito che sono nel governo e sono contro il governo allo stesso tempo.

Uno (Renzi) ha fatto scelte coraggiose ma è in perdita verticale di potere e, per questo, è obbligato a attaccare il governo e a tenerlo vivo, sempre allo stesso tempo. L’altro (Di Maio) colleziona poltrone ministeriali, occupa posizioni di sottogoverno, fa marcare a uomo Conte perché ne teme il gradimento, ma non studia i dossier, non governa e, soprattutto, pensa di fare rumore per sopravvivere come capo politico dei Cinque Stelle senza sapere che sopravvive per mancanza di alternative o, magari, semplicemente perché non si sono appalesate.

Sul versante opposto c’è Salvini che oscilla tra la Le Pen e l’aspirante statista. Ha in testa un calcolo politico: entrare nel Partito popolare europeo. Se vuole governare deve fare il cammino di Berlusconi e, da qualche parte, deve pure cominciare. Metà Partito popolare europeo non lo vuole, ma non ha buttato via Orban e questo lascia anche a lui una possibilità. Una parte forte dei popolari, Junker e i suoi, non lo vuole perché amico della Le Pen, ma c’è l’ala riformista-dorotea che è molto pragmatica.

C’è il precedente di Kohl che garantiva sempre tutti. Ricordo la battuta del Cancelliere tedesco a chi da sinistra gli faceva notare: tu mi parli sempre male di Berlusconi e poi te lo prendi? Eccola: ho fatto tutta la mia vita contro i socialisti vuoi che cambi alla mia età? Con lui vinco in Europa, vuoi che rinunci? Salvini oggi può essere il nuovo Berlusconi, lui ha bisogno di una assicurazione europea, loro hanno bisogno dei suoi voti. In mezzo a questi giochetti c’è l’Italia. Sei punti di caduta di Pil dal 2008 non ancora recuperati.

Un quarto della produzione industriale in fumo. Il settore delle costruzioni che ha perso il 70%, Nord e Sud del Paese entrambi sotto i livelli pre-crisi. Il numero di banche saltate in Italia è irrisorio rispetto allo shock (secondo solo a quello greco) delle due Grandi Crisi che hanno prodotto in casa nostra danni superiori a quelli di una terza guerra mondiale persa. Eppure sono tutti pronti a rialzare polveroni su ciò che funziona, non a perseguire singole responsabilità e, ancora di più, sono sempre tutti lì a rimuovere il problema vero che è quello sistemico del Mezzogiorno.

Siamo arrivati al punto che foraggiato da un’indebita spesa pubblica il Nord Est ha gli stessi dipendenti pubblici della Capitale e che le imprese dell’Emilia Romagna – regione top per la crescita industriale – hanno per due terzi rapporti regolari con aziende del nuovo triangolo industriale tedesco – cioè Monaco, Stoccarda, Francoforte – e solo il cinque per cento di esse intrattiene rapporti stabili con imprese del Mezzogiorno

per leggere la versione integrale clicca qui:

https://www.quotidianodelsud.it/laltravocedellitalia/editoriali/2019/12/18/leditoriale-del-direttore-roberto-napoletano-laltravoce-dellitalia-governo-sporcati-le-mani

 

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