M5s. Conte ricorda a Di Maio i “gilet gialli”. Era a disagio per la mia leadership. Si sentiva leader

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AgenPress – “Lascerei che Di Maio si interroghi con la propria coscienza e decida, io non chiederò le sue dimissioni”. Così il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7.

“Ho letto le agenzie del discorso di Di Maio, non ho capito quale sia il suo progetto politico. L’obiettivo, a suo dire, è difendere l’euroatlantismo, a cui però non mi sembra che nessuno vi stia attentando. E poi appoggiare il governo Draghi, ma anche qui lo stiamo facendo in tantissimi”.

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“Di Maio ha parlato di allineamento alla Nato, ma gli do un suggerimento: parliamo di collocazione, perché sennò significa che gli altri dettano la linea e noi ci allineiamo. Io invece penso che dovremmo dare il nostro contributo per delinearla!, ha aggiunto.

“Luigi Di Maio non si deve permettere di minare l’onore del Movimento 5 Stelle, lui per primo dovrebbe essere consapevole del lavoro e della fatica che serve fare per tenere la barra dritta… Non voglio parlare del passato, ma se parliamo del Conte 1 e del Conte 2, bisogna anche ricordare dei gilet gialli…”.

Conte si rifà al sostegno di Di Maio ai gilet gialli, in protesta in Francia. “Il Movimento 5 stelle è pronto a darvi il sostegno di cui avete bisogno”, ha scritto il leader M5s in quella che sembra una lettera vera e propria rivolta ai militanti francesi. “Come voi, anche noi, condanniamo con forza chi ha causato violenze durante le manifestazioni, ma sappiamo bene che il vostro movimento è pacifico. Possiamo mettere a vostra disposizione alcune funzioni del nostro sistema operativo per la democrazia diretta, Rousseau”, scriveva Di Maio.

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“Da un punto di vista umano noi abbiamo avuto una buona collaborazione durante la presidenza, forse, diciamo, sicuramente l’ho visto più a disagio quando io ho assunto la leadership del Movimento, probabilmente perché lui è stato sempre leader, si è sentito leader, forse”, ha poi detto Conte intervistato da Veronica Gentili a “Controcorrente – Prima serata”.

Alla domanda se fosse per competitività, il presidente M5s preferisce glissare: “Ma guardi, mi creda, qui mi fermerei, mi arresterei perché, voglio dire, io con lui ho lavorato e ho dei ricordi anche belli e importanti. Ha fatto un’altra scelta, con un’altra visione politica, mi fermerei qui”.

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