M5s. Polemiche su articolo filo russo su blog Grillo. “L’Italia accetta i soprusi di Nato ed Usa”

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AgenPress – Nell’articolo intitolato “Due pesi e due misure”,  firmato dall’ex ambasciatore Torquato Cardilli, si giustifica e si comprendono le ragioni dell’invasione russa, attingendo alla propaganda putiniana per spiegare l’annessione della Crimea e condannare Euromaidan, “un colpo di stato”.

“La Russia ha infranto il diritto internazionale, ma di violazioni è pavimentata la storia dell’Onu. Nel 2014 la Crimea ha proclamato la sua secessione e indipendenza dall’Ucraina prontamente riconosciuta dalla Russia che di lì a poco, per contrastare la reazione del governo di Kiev, divenuto anti russo con un colpo di stato, favorì l’organizzazione in Crimea di un referendum popolare di annessione”.

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La colpa sembra essere degli Stati Uniti: “La Russia (erede dell’URSS dal 1991) si è avvalsa del ”diritto di veto” in pochissime occasioni, mentre gli Stati Uniti vi hanno fatto ricorso decine di volte, nella maggioranza dei casi per bloccare risoluzioni di condanna per i propri misfatti e per le reiterate violazioni del diritto internazionale, della carta delle Nazioni Unite, delle raccomandazioni dell’Assemblea Generale, da parte dell’alleato Israele”.

Nell’articolo, “l’occupazione di Gerusalemme, annessa da Israele e proclamata sua capitale eterna, può essere paragonata all’occupazione russa e successiva annessione della Crimea: Israele accampando un legame storico che si perde nel tempo a ben prima della distruzione di Tito del I secolo d.C. ha rifiutato di adempiere alle prescrizioni obbligatorie dell’ONU, che vietavano la trasformazione dello status giuridico della città santa.

Gli Stati Uniti sono andati ben oltre il sentimento e l’atteggiamento di amicizia verso Israele: violando anche essi la risoluzione dell’Onu hanno trasferito  con Trump la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme riconoscendone la qualità di capitale dello Stato contrariamente al diritto internazionale.

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Cardilli accusa inoltre le Nazioni Unite di “doppiopesismo” e critica direttamente l’America: «Per giudicare se veniva seguito il sistema dei due pesi e due misure basta ricordare l’atteggiamento degli Stati Uniti e della Nato in occasione della secessione indipendentista del Kossovo a danno della Serbia la cui capitale Belgrado fu pesantemente bombardata dall’alleanza occidentale fino alla capitolazione. Allora nessuno in Occidente, a livello governativo o di informazione, si oppose alla durezza della devastazione né sollevò critiche per l’assenza di un minimo di “pietas” per le vittime e le distruzioni. E in quel caso la Serbia, ingoiò il rospo senza reagire». Sempre riferendosi ai «due pesi e due misure», Cardilli infine scrive: «Non si capisce perché i nostri governi accettino il sopruso, senza una forte reazione politica, di vedere il cittadino Chico Forti condannato nel 2000 a vita per omicidio, da una Corte americana prevenuta come fu nel caso degli innocenti Sacco e Vanzetti”.

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