Migliore (Iv): “Conte è il peggior leader politico che abbia mai incontrato”

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AgenPress. Gennaro Migliore, deputato di Italia viva, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Fino a qui tutto bene” condotta dal direttore Gianluca Fabi e Emanuela Valente su Radio Cusano Campus.

Sulle dimissioni di Draghi.

“E’ stato un gesto di responsabilità rispetto ai problemi che sono stati creati da Conte -ha affermato Migliore-. Draghi è andato a ricoprire il posto di premier nella consapevolezza e nell’impegno che questa maggioranza di emergenza esistesse. Abbiamo assistito a mesi di un indecente tira e molla di Conte per recuperare qualche voto.

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Conte è il peggior leader politico che io abbia incontrato nel corso di questi anni. Ha assecondato semplicemente la sua vanità, non è in grado di tenere il suo gruppo. La provocazione non è mettere l’inceneritore nel Dl aiuti, la provocazione è tenere in ostaggio la città. Il M5S sta in questo momento cercare una scusa per cercare di scappare dalle responsabilità di governo, l’ha detto anche Di Maio che questa situazione si stava preparando da tempo.

Questo rappresenta il fallimento di chi riteneva di poter tenere il populismo all’interno di una cornice istituzionale. Credo che gli italiani debbano sapere che da un lato ci sono quelli che stanno cercando di risolvere i problemi, dall’altro ci sono personalità che sono solo alla ricerca di uno strapuntino. E’ chiaro o non è chiaro che l’amico di Trump Giuseppi, quello che ha stretto un rapporto privilegiato con Putin, fa un favore a Putin facendo cadere il governo Draghi?”.

Sul voto di mercoledì.

“Non sottovaluterei quale sarà la reazione del centrodestra, in particolare quella di Salvini. Noi ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale il Paese ha trovato un governo guidato dalla persona più capace, dall’altro lato chi è in crisi di consensi cerca di sfruttare una crisi che ha ragioni esogene e che avrebbe bisogno invece di un’unità nazionale. Andare a votare non è mai la fine del mondo, ma è un esempio di cattiva politica quelli che cercano di andare a votare per problemi che non sono determinati da una condizione oggettiva, ma per questioni interne di partito. Il campo largo del Pd è diventato un campo santo perché il M5s non ha mai dato un contributo, si è solo spaccato al proprio interno. Penso che le strade del M5s da un’alleanza riformista si siano divise da oggi. Credo che nel Pd ci sia un dibattito molto serio su questo, spero che abbiano la consapevolezza che non si possa fare una campagna elettorale con soggetti del genere”.

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