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Migranti. Lampedusa. E’ ripresa l’invasione. Li.Si.Po. Certi che sui barconi non si rintanino terroristi?

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AgenPress – E’ ripresa l’invasione. In quattrocento su barconi sono sbarcati a Lampedusa, ovviamente tutti irregolari, ma questo non fa notizia. Dopo lo sbarco, tutti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola.

A tal riguardo il Segretario Generale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) Antonio de Lieto ha dichiarato: “Mentre gli Italiani sono in attesa del nuovo DPCM del Presidente del Consiglio, a Lampedusa sono ripresi gli sbarchi irregolari. Diverse centinaia di stranieri, irregolari e tra l’altro senza mascherina, sono approdati nel nostro Paese, in barba a tutte le restrizioni che vengono imposte agli Italiani attraverso i DPCM. Questi stranieri, che entrano irregolarmente nel nostro Paese, a parere del LI.SI.PO. non scappano da guerre e non sono perseguitati, pertanto devono essere rispediti al mittente senza tante storie.

Che dire in termini di sicurezza? – ha continuato de Lieto – Viene spontaneo chiedere al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: siamo certi che nelle file di tutti questi stranieri irregolari approdati sul suolo Italiano, non si rintanano terroristi? Chi garantisce che sono solo stranieri che sognano l’eldorado in Italia?  E’ doveroso ricordare al Ministro Lamorgese che l’attentatore della cattedrale di Notre-Dame era sbarcato proprio a Lampedusa e, successivamente, dopo un soggiorno a spese degli Italiani, indisturbato si è recato in Francia dove ha compiuto la strage. Giova rammentare al primo inquilino del Viminale che i nostri fratelli Italiani, emigrati all’estero, sono espatriati con tutti i documenti in regola ed ivi giunti, hanno assolto i lavori più umili. Non di certo sono stati “mantenuti” dallo Stato ospitante a spese del popolo.  A giudizio del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) – ha concluso de Lieto – l’attentato di Nizza deve far riflette i vertici del Ministero dell’Interno che hanno sempre privilegiato la politica delle “braccia aperte”. Non è più rinviabile la chiusura dei nostri porti, l’immigrazione incontrollata è risaputo che mette a rischio la sicurezza. Il Ministro dell’Interno deve chiudere i nostri porti, se non se la sente rassegni le dimissioni”.

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