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Morani (sottosegr. Mise): “Non è vero che il dl Rilancio è troppo assistenziale”

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Agenpress. La sottosegretario al Mise Alessia Morani (PD) è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sul dl Rilancio. “Con questa manovra abbiamo fatto qualcosa di straordinario dal punto di vista delle quantità di risorse stanziate -ha affermato Morani-. Questo decreto, unito al Cura Italia, sono tre manovre finanziarie in un mese e mezzo. Abbiamo immesso nel sistema Italia una quantità di risorse enorme. E’ una risposta straordinaria ad una situazione eccezionale.

A differenza della crisi del 2011, quando si misero in campo ricette di austerità, stavolta stiamo mettendo in atto una manovra espansiva per aiutare chi sta soffrendo maggiormente questa situazione determinata dalla pandemia. C’è qualcuno che critica il decreto dicendo che è troppo assistenziale. Il decreto contiene una parte di ristoro e di aiuto, ma anche una parte di rilancio economico.

Abbiamo introdotto, cosa che non era mai avvenuta, dei contributi a fondo perduto per le nostre imprese che valgono circa 6 miliardi di euro. Per la ripresa credo sia importante anche aver cancellato la rata dell’Irap. Per ristorazione e turismo balneare è stata cancellata la norma sull’occupazione di suolo pubblico, così come l’Imu per gli alberghi. Inoltre ecobonus e sismabonus al 110% permetteranno ai cittadini di avere case più sicure e più green e smuoveranno grandi investimenti nel settore dell’edilizia. Inoltre sono state cancellate le clausole di salvaguardia e prorogate la sospensione delle tasse. Tutti provvedimenti che danno respiro alle nostre imprese”. 

Sui ritardi nei pagamenti. “La grande sfida è la velocità nell’applicazione di queste misure. La cassa integrazione in deroga purtroppo ancora arranca a causa di procedure farraginose. E’ stato raggiunto un accordo per cui l’Inps potrà erogare direttamente il 40% della cassa. Alle persone in difficoltà dobbiamo dimostrare che lo Stato c’è e dobbiamo velocizzare questi procedimenti”.

Sulla ripartenza. “Più che un bivio vedo una strada lunga e faticosa per riuscire a tornare quello che eravamo, anche se ricordiamo che eravamo un Paese a crescita zero. Ora la grande sfida è arrivare ad una grande semplificazione del Paese. Questa grandissima opera di semplificazione va fatta attraverso un taglio della burocrazia. Dobbiamo mettere in circolo in Italia quei 100 miliardi di investimenti pubblici fermi nelle casse dello Stato. Il modello deve essere Genova. Manvora aggiuntiva? Faremo tutto quello che è necessario, come diceva Draghi: whatever it takes”.

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