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Morisi. La versione di Petre: “è stata la sera che mi ha rovinato la vita. Ho foto e chat, dico la verità”

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AgenPress – “È stata la sera che mi ha rovinato la vita. Morisi  lo conoscevo. Anche lui ha il profilo sul mio stesso sito di incontri” e aggiunge di aver passato da lui una notte di “sesso e droga. Posso solo dire che la droga non l’ho portata io. E delle droghe che ho visto lì dentro — dalla cocaina alla ghb — ho detto tutto ai carabinieri. Sono stato io a chiamarli”.

A raccontare la vicenda è Petre, il ragazzo romeno tra i giovani coinvolti nel caso Luca Morisi, affida a un’intervista a Il Corriere della Sera e a Repubblica la sua versione.

La notte fra il 13 e il 14 agosto “è stata la sera che mi ha rovinato la vita perché mi sono accadute molte cose. Sono stato fuori di testa per diversi giorni. Malissimo.  Mi sono sentito male e sono fuggito. Con me ho prove, foto e chat che dimostrano che tutto ciò che vi dirò è la verità”.

Petre dice di avere consumato tanta droga – cocaina e droga dello stupro – senza alcuna “costrizione” e smentisce che quella notte fosse presente un quarto uomo.

“Io non ho visto nessun quarto uomo.  Eravamo in tre. Io, l’altro ragazzo romeno e Morisi. All’inizio ci siamo divertiti tutti, ci siamo drogati certo. La roba ce l’ha offerta Morisi”, insiste. “Non era la prima volta che lo facevo, non mi è mai capitato di sentirmi così male dopo. Ero devastato, ne ho consumata troppa. Mi ha preso male e a un certo punto, non so dire dopo quanto tempo, volevo  andare via perché non mi sentivo bene. Gli altri due mi hanno detto di no…”.

I carabinieri hanno trovato meno di due grammi di droga. “Beh, certo… dopo che è stata consumata tutta… Però di questo, davvero, parliamo davanti a un caffè. Io posso solo dire che la droga non l’ho portata io”, ha proseguito il giovane.

Quanto al compenso pattuito, conferma: “Sì, 4.000 euro, per andare da Milano al cascinale di Belfiore e passare con lui una giornata. L’accordo tra noi era che ci saremmo divisi a metà il compenso. Prima di partire da Milano, il mio amico ha ricevuto da Morisi un bonifico di 2.500 euro. Me ne ha dati, in contanti, 500 perché aveva un debito da saldare avendo io sulla mia partita Iva il contratto del suo telefono. Dopo il primo bonifico, andiamo a Belfiore. Il secondo bonifico non è mai arrivato”.

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