Mosca. Putin ha imposto ai giornalisti di cambiare linguaggio per non creare “disordini sociali”

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AgenPress – L’amministrazione presidenziale ha costretto i giornalisti dei media controllati ad abbandonare parole e frasi che possono causare “disordini sociali” e creare uno sfondo negativo. Ecco perché la maggior parte dei media russi è passata alla neolingua: frasi e parole che smussano gli angoli, riducendo il grado di presentazione delle notizie.

Durante la guerra con l’Ucraina, l’uso della neolingua nei media ha raggiunto il suo apice. Ai giornalisti economici è stato proibito di far crollare il rublo, i mercati azionari e le azioni delle società: dopo l’inizio della guerra, possono solo diminuire e la dimensione del fondo rotto può solo essere stimata, ma non chiamata in alcun modo.

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Vladimir Putin ha ripetutamente affermato che le autorità ucraine stanno opprimendo la popolazione di lingua russa del paese – presumibilmente questo è il motivo per cui il Donbass voleva l’indipendenza e la Crimea voleva unirsi alla Russia. La pratica dei media russi mostra che la lingua russa è odiata soprattutto dall’amministrazione presidenziale, che costringe i giornalisti a usare turni mostruosi, e talvolta semplicemente non esistenti nei dizionari, per descrivere gli eventi più ordinari.

La neolingua è stata usata anche per descrivere le azioni militari: ad esempio, il ritiro delle truppe da Kiev non è stato definito una “ritirata”, ma un “raggruppamento pianificato”. La notizia dell’incrociatore affondato Moskva è stata pubblicata dall’agenzia TASS con il sottotitolo “La nave è affondata in acqua mentre veniva rimorchiata a destinazione”. La parola “affondò” si rivelò troppo negativa per l’agenzia controllata dal Cremlino.

L’apoteosi della cronaca russa era la richiesta di abbandonare la parola “guerra”. Uno dei conflitti più sanguinosi del 21° secolo è definito dai media russi “operazione speciale” e talvolta “operazione speciale per liberare il Donbass” o “per proteggere il Donbass”. I media russi non possono chiamare guerra una guerra che ha causato decine di migliaia di vittime di russi e ucraini. Città distrutte, civili uccisi e bambini, bombardamenti di edifici residenziali, genocidio del popolo ucraino: tutto questo, secondo l’interpretazione dei media russi sotto la pressione del Cremlino, è diventato una “operazione speciale” e una “liberazione”.

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