Mose, Spessotto (Alt): Opera incompiuta dopo 19 anni di cantieri, serve trasparenza

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AgenPress. “La strategia Commissariale del Governo sul MOSE è l’emblema dello spreco di denari pubblici unito all’inefficienza. Con i cantieri ancora fermi dal 2019 e la data di consegna delle barriere ormai slittata al 2025 in Laguna facciamo solo collezione di commissari pagati da Pantalone che non hanno alcuna utilità.

I costi della realizzazione dell’opera e del suo funzionamento lievitano giorno dopo giorno e di fatto in massima parte l’opera è un’incompiuta dopo 19 anni di cantieri”.

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Lo afferma la deputata di Alternativa Arianna Spessotto.

“Le manutenzioni ordinarie delle paratoie – sottolinea – non sono mai iniziate, la conca di navigazione di Malamocco è inutilizzabile, quella incompiuta e bloccata di Chioggia danneggia i pescatori. Mi domando cosa stiano facendo commissari ed enti preposti con gli oltre 530 milioni di euro che sono stati chiamati a gestire. Non vorrei si ripetesse lo spettacolo indegno del 2014”. “Con i prezzi del kerosene lievitati – spiega ancora Spessotto – adesso mettere in funzione il Mose costerà molto di più di quanto previsto e ora si pensa di alimentarlo con il fotovoltaico perché va di moda parlare di risparmio energetico.

La realtà è che gli impianti fotovoltaici li avevamo suggeriti noi molti anni fa e a più riprese: ma non sulla spiaggia di Santa Maria del Mare che va ripristinata senza se e senza ma”. “Quanto ai fatti – aggiunge l’esponente di Alternativa – , tutti i veneziani hanno visto che il MOSE non si è mai sollevato per acque alte eccezionali. Numerosi tecnici e docenti universitari sostengono che sono stati fatti sollevamenti a scopo di test e a quote che non ci rassicurano sul funzionamento dell’opera e che i sollevamenti indiscriminati, come quelli dei giorni scorsi a favore di telecamere, danneggiano la morfologia e l’ambiente lagunare”.

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“Sul MOSE servono trasparenza e divulgazione dei dati, non espedienti per alimentare improbabili carriere commissariali come è stato fatto finora. Il Governo deve ai veneziani e agli italiani delle risposte sulla gestione disastrosa portata avanti fino ad oggi e sul futuro di un’opera che di questo passo non vedremo mai funzionare a regime e per la quale in 19 anni sono stati spesi già più di 5,5 miliardi di euro”.

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