Ndrangheta: maxi operazione, 43 arresti

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AgenPress. Su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, la Direzione Investigativa Antimafia – con il supporto di personale delle Questure e dei Comandi Provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e di Roma – nella mattinata di oggi ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 34 persone (29 in carcere e 5 agli arresti domiciliari) gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione mafiosa (art. 416 bis c.p.), scambio elettorale politico-mafioso (art. 416 ter c.p.), favoreggiamento commesso al fine di agevolare l’attività del sodalizio mafioso (artt. 378 e 416 bis.1 c.p.) e detenzione e vendita di armi comuni da sparo ed armi da guerra aggravate (artt. 1 e 2 legge 895/67 e art. 416 bis.1 c.p.).

L’attività investigativa è stata avviata nel 2016 dalla Direzione Investigativa Antimafia – Centro Operativo di Roma, con il coordinamento della DDA della Procura di Roma.

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Successivamente, a seguito dell’emersione di numerosi e significativi punti di contatto con soggetti calabresi operanti a Sinopoli, Cosoleto e territori limitrofi, parte degli atti sono stati trasmessi per competenza e le indagini, per tale parte, sono proseguite con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Le risultanze investigative hanno fornito gravi indizi, allo stato degli atti e fatti salvi i successivi sviluppi  di merito, dell’esistenza, nell’ambito della associazione di tipo mafioso unitaria denominata ‘Ndrangheta – operante sul territorio della provincia di Reggio Calabria e delle altre province calabresi, nonché su quello di diverse altre regioni italiane ( ad es. Lazio, Lombardia, Emilia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta) e sul territorio estero (ad es. Svizzera, Germania, Canada, Australia), costituita da molte decine di locali e con organo collegiale di vertice denominato ‘la Provincia’- di un locale di ‘ndrangheta operante nel territorio di Sinopoli, peraltro già emerso nel corso di precedenti operazioni giudiziarie,  dove è radicata la famiglia mafiosa degli Alvaro, cui è legata altresì la famiglia Penna.

Alcuni dei destinatari della misura sono stati già condannati per l’appartenenza alla cosca Alvaro con sentenze passate in giudicato.

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Sono attualmente in corso anche attività di perquisizione presso le abitazioni degli indagati e di acquisizione del materiale di rilievo probatorio.

Nel corso dell’attività di indagine, svolta dalla Direzione Investigativa Antimafia con il supporto della rete @ON finanziata dall’Unione Europea, è stato avviato un coordinamento investigativo con la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, che in data odierna ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari custodiali nei confronti di n. 43 persone (38 in carcere e 5 agli arresti domiciliari).

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