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Neonato abbandonato. Primario neonatale: non è abbandono, ma atto di amore

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AgenPress – “Il piccolo sta benissimo è stato visitato e non abbiamo rilevato alcuna problematica. Inutile raccontare l’emozione dei colleghi che erano di turno, è la prima volta che quella culla, installata qualche anno fa (in chiesa), viene utilizzata e io voglio vederci un segnale di speranza. La culla si è riempita in un momento particolare per tutti noi, per quello che abbiamo vissuto durante la fase acuta della pandemia. Per diversi motivi io leggo in questa storia un segnale di speranza che ci arriva.

Così il professore Nicola Laforgia, primario del reparto di Terapia intensiva neonatale del Policlinico di Bari, commenta il ritrovamento di un neonato in una culla termica all’interno di una chiesa di Bari da don Antonio Ruccia, parroco di San Giovanno Battista, chiesa nel rione Poggiofranco di Bari.

“Erano circa le 8 e 15  il suono del telefono mi ha fatto salire il cuore alla gola. Quella suoneria squilla solo se la culla si aziona, quindi sapevo già cosa stava accadendo”, racconta il parroco.  “Quando il mio cellulare, collegato alla culla termica, ha cominciato a squillare ho iniziato a tremare. Mi sono catapultato nell’area dove è installata la culla e ho visto questa creatura meravigliosa che strillava, piangeva ma allo stesso tempo mi è sembrato fosse curato e che stesse bene”.

Accanto al neonato c’era anche un bigliettino, probabilmente lasciato dai genitori, con indicazioni sul nome da dare al piccolo: Luigi. “Mamma e papà ti ameranno per sempre”, è scritto. Il bimbo è stato portato dal 118, allertato dal parroco, nel reparto di Neonatologia del Policlinico di Bari. Le sue condizioni sono buone.

“Non parlerei di abbandono, è stato un atto di amore quello dei genitori che hanno lasciato il proprio figlio in un posto dove erano sicuri che sarebbe stato accolto e curato”.  E non mi piace parlare di abbandono – prosegue il prof. Laforgia- perché i genitori non lo hanno lasciato il piccolo in un posto qualunque, lo hanno portato in un luogo sicuro, gli hanno dato una possibilità a questo bimbo: è come se oggi rinascesse una seconda volta. A mio avviso si tratta di un atto di amore, non voglio nemmeno immaginare quanto sia stata sofferta e dolorosa la loro scelta”.

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