Omicidio Loris. La mamma accusa il suocero: lo ha strangolato lui con un cavo Usb

0
789

Agenpress – “Andrea mi ha ordinato di legare i polsi di Loris, io sono andata a prendere una fascetta elettrica e l’ho fatto. Poi ho ricevuto la telefonata di mio marito e sono andata di là. Quando sono tornata Andrea gli aveva gia streto un cavo Usb al collo e Loris era paonazzo e non respirava piu. E io l’ho solo aiutato a portarlo via”.

Veronica Panarello, imputata nel processo per la morte del figlio avvenuta nel Ragusano nel novembre del 2014, in aula accusa ancora una volta il suocero Andrea Stival con il quale, secondo lei, avrebbe avuto una relazione, e presente in aula, accompagnato dal suo legale che lo rappresenta come parte civile, ruolo che continua a ricoprire nel processo che vede come sola imputata Veronica mentre lo stralcio dell’inchiesta che lo vede indagato dopo le rivelazioni di Veronica sembra ormai prossimo all’archiviazione.

L’ultima versione di Veronica, secondo la quale proprio il nonno avrebbe ucciso Loris che minacciava di rivelare la relazione con la madre al papa’, non ha fino ad ora trovato alcun riscontro.

“Non mi importa di ciò che ha detto Veronica – ha detto dopo le dichiarazioni della donna – mi importa solo del bambino e di una famiglia che deve ritrovare dignità e pace di fronte a questo terribile lutto”.

Non c’era il marito di Veronica, Davide Stival, che non crede a sua moglie e che, dopo averla incontrato in carcere la scorsa settimana, ha ritenuto di non partecipare.

“Loris ha visto quello che non doveva vedere, voleva raccontare tutto a mio marito. Ma non l’ho ucciso io, è stato Andrea”.

“Sono pronta ad essere punita ma per quello che ho fatto e non per quello che non ho commesso. Se ci sono mie responsabilità pagherò, ma con me deve farlo anche l’esecutore materiale del delitto: mio suocero. Non posso dire assolutamente, neanche sotto costrizione, di essere stata io a uccidere mio figlio”, ha poi aggiunto.

La donna deve rispondere di omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

Era stata la stessa Veronica Panarello ad annunciare spontanee dichiarazioni nel procedimento, che si celebra a porte chiuse e col rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica.

“Oggi è la sua ultima occasione: dica veramente quello che è accaduto, per portare elementi concreti. Fino ad adesso non le credo”. A ricostruire le sensazioni di Davide Stival, padre del piccolo, è il suo legale, l’avvocato Daniele Scrofani, ribadendo che il suo assistito “non crede al coinvolgimento del padre”, Andrea Stival. “Ad oggi – sottolinea il penalista – non ci sono elementi concreti e la Procura ha fatto tutti gli accertamenti possibili”.

Commenti
loading...