Svizzera. Ue. Referendum rende meno facile i negoziati. Gentiloni parla con il collega svizzero

717

Agenpress – Colloquio telefonico tra il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e il Ministro degli Affari Esteri svizzero Didier Burkhalter, il quale ha confermato che il referendum non avrà conseguenze immediate sui lavoratori frontalieri italiani e che la normativa sui lavoratori stranieri è attualmente all’esame del Parlamento nazionale. Da parte sua Gentiloni ha ribadito che ogni discriminazione nei confronti dei nostri

L’Italia – si legge in una nota della Farnesina – è impegnata a favorire tale intesa (tra la Svizzera e la Ue) che deve essere basata sui comuni interessi economici e sul comune riconoscimento del principio della libera circolazione delle persone.

Dal canto suo la Commissione europea, attraverso il portavoce Margaritis Schinas,  “prende nota” del risultato del referendum nel Canton Ticino che “richiede l’avallo del governo federale” ma teme che questo “possa rendere ancora meno facile il negoziato già difficile” in corso fra Ue e Svizzera sulla libera circolazione delle persone.

“Sono in corso colloqui intensi fra Ue e Svizzera per trovare soluzioni che tengano conto dei risultati dei referendum popolari sulla libera circolazione – ha ricordato – il voto di ieri rende la situazione ancora meno facile: entro la fine di ottobre avremo l’occasione in un prossimo incontro con le autorità federali di affrontare la situazione”. La scorsa settimana il presidente Jean-Claude Juncker era stato in Svizzera per discutere della questione con i leader elvetici.

“Il presidente ha sempre chiarito che le quattro libertà fondamentali del mercato interno sono inseparabili e per quanto riguarda la Svizzera questo significa che la libera circolazione è fondamentale. Ogni soluzione dovrà essere approvata all’unanimità dagli Stati Ue e dalla Commissione. La strada, comunque, è ancora lunga”.

Nell’ambito del negoziato già in corso Juncker lunedì scorso ha incontrato il presidente della Confederazione elvetica ed hanno “concordato di vedersi diu nuovo a fine ottobre” per continuare il negoziato e “trarre le potenziali conseguenze” anche del voto in Ticino che, ha ricordato Schinas, “deve essere ancora approvato dal governo federale”.

 

Commenti
loading...