Inquinamento atmosferico. Muoiono 6,5 mln i di persone ogni anno, 3 milioni in più rispetto al 2012

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Agenpress – Il 92% della popolazione mondiale vive in luoghi dove si superano livelli accettabili di qualità nell’aria. L’allarme è dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che, sulla base di un rapporto che, invoca “un’azione rapida per affrontare l’inquinamento atmosferico” e prevenire milioni di morti.

6,5 milioni di persone ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico, 3 milioni in più rispetto al 2012. Lo denuncia l’Organizzazione Mondiale della Sanità che fotografa la situazione in 103 Paesi, sia aree rurali, sia metropoli. Il 92% della popolazione dell’intero pianeta, secondo i dati raccolti, vive in luoghi dove si superano livelli accettabili di qualità nell’aria. Principali  inquinanti sono le microparticelle, solfati, nitrati e fuliggine. Le statistiche mostrano che quasi il 90% dei decessi avvengono in Paesi a basso o medio reddito. Sud-est asiatico, Mediterraneo orientale e il Pacifico occidentale, sono le aree più contaminate. Migliore la situazione in Europa e Stati Uniti. I luoghi virtuosi sono Svezia e Nuova Zelanda, quelli in cui si muore di più a causa dell’inquinamento dell’aria sono Turkmenistan, con 108 decessi ogni 100.000 abitanti; Afghanistan; Egitto; Cina e India, con 68 morti ogni 100.000 abitanti. Delineato anche il quadro delle patologie fatali legate all’inquinamento ovvero patologie cardiovascolari, ictus, malattie polmonari ostruttive e cancro.

Per quanto riguarda il clima, Parigi ha segnato uno spartiacque: la cosiddetta Cop21,  la Conferenza che ha visto 175 leader mondiali impegnarsi in favore del clima, riducendo le emissioni di CO2.

L’Accordo di Parigi riguarda le emissioni dei gas cosiddetti ad effetto serra e cioè quelli che aumentano la temperatura media del Pianeta e innescano una serie di conseguenze molto serie, quali l’innalzamento dei mari, il cambiamento del regime delle precipitazioni, la desertificazione e così via. Bisogna dire, però, che quasi tutti i cosiddetti “emettitori”, cioè ciminiere industriali, gli scarichi delle automobili, ecc emettono – accanto a questi gas che danneggiano il clima, che aggravano il riscaldamento del Pianeta – anche altri gas che sul clima non fanno nulla o quasi, ma danneggiano molto la salute dell’uomo. Bisogna aggiungere – e purtroppo questo è il dato che è ormai anche noto alla comunità internazionale – che la deriva climatica in atto peggiora la situazione della qualità dell’aria, perché favorisce la formazione e la permanenza di inquinanti, come le micropolveri e come l’ozono, che sono gravemente dannose per la salute.

Alcuni Paesi stanno attuando delle politiche importanti: sia gli Stati Uniti sia l’Europa stanno adottando, ormai da diversi decenni, delle politiche energiche di miglioramento della qualità dell’aria e alcuni risultati ci sono, alcuni inquinanti come il benzene o come gli ossidi di zolfo sono molto diminuiti … Restano, poi, quelle aree del mondo come il Sud-Est Asiatico e parte della Cina, ma anche vaste aree di Paesi popolosi come l’India o di alcuni Paesi del Medio Oriente, in cui i livelli sono molto alti perché non esistono politiche locali standard di emissione sia degli autoveicoli, sia degli impianti industriali di riscaldamento.

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