Marò. Corte Suprema Indiana conferma che Latorre può restare in Italia. Soddisfazione della Farnesina

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Agenpress – Massimiliano Latorre potrà restare in Italia fino al termine dell’arbitrato internazionale in corso all’Aja, sostanzialmente con le stesse condizioni già disposte per l’altro marò Salvatore Girone. Lo ha deciso oggi la Corte Suprema di New Delhi, nell’udienza riguardante la libertà provvisoria per Latorre, che è stato colpito da un ictus nel 2014 e da allora, la stessa Corte indiana aveva emesso diversi permessi per consentire al marò di rimanere in Italia e ricevere le cure mediche. L’ultimo permesso scadeva il 30 settembre.

Il marò è già in Italia da due anni, da quando la Corte Suprema indiana gli ha concesso il rimpatrio per cure mediche dopo aver subito un ictus a New Delhi nell’agosto 2014. Finora gli erano sempre state concesse successive proroghe e l’ultima scadeva il 30 settembre prossimo. I suoi avvocati hanno chiesto e ottenuto dalla Corte Suprema che possa attendere in Italia che il tribunale internazionale decida quale Paese, se Italia o India, abbia la giurisdizione sul caso: esattamente come è già stato concesso all’altro fuciliere di Marina rimasto implicato nel caso, Salvatore Girone. Adesso entrambi i due marò italiani, accusati dell’uccisione di due pescatori indiani, nel 2012, al largo delle coste del Kerala, potranno attendere con le famiglie e i figli la decisione dei giudici del Tribunale internazionale.

La Farnesina – si legge in una nota – accoglie con soddisfazione la decisione odierna della Corte Suprema indiana che ha esteso a Latorre, come richiesto dall’Italia, il diritto a restare in patria fino alla conclusione del procedimento arbitrale.

“L’India – si legge nella nota del ministero – ha così applicato anche a Latorre la decisione resa il 29 aprile scorso dal Tribunale arbitrale istituito a L’Aja, che si era espresso in tale senso con riferimento al Fuciliere di Marina Salvatore Girone”. “Si tratta di un passaggio importante – sostiene la Farnesina – che riconosce l’impegno intrapreso dal Governo italiano con il ricorso all’arbitrato internazionale per fare valere le ragioni dei nostri due Fucilieri di Marina. Con identico impegno l’Italia affronterà i prossimi passaggi del procedimento arbitrale, che entra ora nel merito del caso della Enrica Lexie”.

 

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