Shimon Peres diceva che “non c’è alternativa alla pace”. Il cordoglio di Papa Francesco

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Agenpress – Shimon Peres si è spento a  93 anni, dopo due settimane di ricovero in seguito ad un ictus. Passato alla storia per essere stato uno dei fautori degli accordi di Oslo nel 1993, ha ricevuto il premio Nobel per la Pace. I funerali si terranno venerdì a Gerusalemme. Peres sarà sepolto tra i Grandi della Nazione nel cimitero del Monte Herzl a Gerusalemme.

L’uomo della pace, protagonista in politica dalla nascita di Israele nel 1948, ministro, premier e infine presidente, esponente del Partito laburista. Peres passò da falco a colomba a partire dal 1977. Nato in Polonia ed emigrato da ragazzo in Palestina, entrò in politica dopo aver conosciuto per caso Ben Gurion facendo l’autostop. Spirito indomito, nonostante le diverse sconfitte elettorali si rialzava ogni volta. Centrale il suo impegno negli accordi di Oslo e il conseguente premio Nobel per la Pace del 1994, ricevuto assieme a Rabin e Arafat.

Lui, che in precedenza aveva rifiutato qualsiasi compromesso con i Paesi arabi ostili ad Israele e autorizzato le prime colonie ebraiche nella Cisgiordania occupata, aveva poi compreso che l’obiettivo doveva essere chiaro: due Stati, Israele e Palestina, che convivono in amicizia e cooperazione. Terminato il mandato presidenziale nel 2014, era proseguito il suo impegno per il dialogo con la sua fondazione. Forti i contrasti con Netanyahu, negli anni crebbe sempre più la sua fama di uomo della riconciliazione.

Indimenticabile l’incontro di preghiera per la pace in Vaticano con Papa Francesco, a cui partecipò nel 2014 assieme al presidente palestinese Mahmoud Abbas. Queste le parole di Shimon Peres:

“Due popoli – gli israeliani e i palestinesi – desiderano ancora ardentemente la pace. Le lacrime delle madri sui loro figli sono ancora incise nei nostri cuori. Noi dobbiamo mettere fine alle grida, alla violenza, al conflitto. Noi tutti abbiamo bisogno di pace. Pace fra eguali”.

 Peres ha incontrato anche Benedetto XVI e San Giovanni Paolo II. La sua morte conquista l’attenzione dell’informazione così come dei leader mondiali che inviano messaggi di cordoglio. Il figlio, Chemi, ricorda il suo messaggio: ”Ci ha ordinato di edificare il futuro di Israele con coraggio e saggezza e di spianare sempre strade per un futuro di pace”. Al mondo aveva insegnato infatti che “non c’è alternativa alla pace”.

“Spero che la sua memoria e i suoi molti anni di servizio ispireranno tutti noi a lavorare con ancor maggiore urgenza per la pace e la riconciliazione”: così Papa Francesco lo ricorda  mettendo in luce gli “instancabili sforzi” per la pace dell’ex capo di Stato israeliano e sottolineando la necessità di onorare la sua eredità.

“Profondamente rattristato dalla notizia della morte di Sua Eccellenza Shimon Peres, desidero comunicare a Lei e a tutto il popolo di Israele le mie sentite condoglianze”, scrive il Papa in un messaggio di cordoglio in inglese indirizzato all’attuale presidente Reuven Rivlin. “Ricordo con affetto il tempo passato con il signor Peres in Vaticano e rinnovo il mio grande apprezzamento per gli sforzi instancabili a favore della pace dell’ex presidente. Mentre lo Stato di Israele piange il signor Peres, spero che la sua memoria e i suoi molti anni di servizio ispireranno tutti noi a lavorare con ancor maggiore urgenza per la pace e la riconciliazione. In questo modo, la sua eredità verrà onorata davvero e il bene comune al quale ha lavorato con tanto impegno troverà nuove espressioni, mentre l’umanità tenta di avanzare sulla strada di una pace duratura. Con l’assicurazione delle mie preghiere per tutti coloro che sono in lutto, invoco la divina benedizione di consolazione e forza su tutta la nazione”.

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