Usa 2016. Bufera su Trump dopo frasi sessiste. De Niro: “è un cane, un maiale, uno scemo che non sa di cosa parla”

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Agenpress – Robert De Niro, ha diffuso un video in cui insulta Donald Trump. “E’ cosi’ ciecamente stupido, e’ un cane, un maiale, uno scemo che non sa di cosa parla”, dice l’attore. “Non fa il suo lavoro, non gliene frega niente, non paga le tasse, prende per il culo la società, è un idiota, è un disastro nazionale”, aggiunge. Trump, sottolinea ancora l’attore che incarnò il pugile Jack LaMotta in “Toro scatenato”, “e’ motivo di imbarazzo per il Paese, mi fa arrabbiare così tanto, e’ una persona che prende a pugni in faccia la gente e io lo prenderei a pugni in faccia”. Infine l’attore lancia un appello in favore di Hillary Clinton. “E’ costui che vogliamo come presidente? Non credo proprio. Ciò che mi interessa e’ come viene guidato questo paese e con qualcuno alla guida come Donald Trump si va nella direzione sbagliata. Se siete preoccupati per il futuro, votate per Clinton”.

Circa il 43% degli americani sostiene che Trump debba abbandonare la corsa presidenziale all’indomani della pubblicazione del video scandalo. Lo rivela un sondaggio ‘rapid response poll’ dell’Abc secondo cui per il 57% il magnate dovrebbe rimanere in gara. A causa del video, il 53% degli intervistati ha affermato di essere oggi meno sicuro di volersi recare alle urne per votare Trump, mentre per il 46% la vicenda non influenzerà il proprio voto. Il 2% ha invece confermato che il video li spinge ancor di più a votare per il magnate. Il sondaggio rivela anche un divario di genere nel voto: il 62% delle donne si sente meno propensa a votare per Trump mentre il 55% degli uomini ritiene che il video non farà alcuna differenza sulle intenzioni di voto.

E non solo, anche i big del partito repubblicano prendono sempre più distanza da Trump, a partire dal candidato vice Mike Pence, che ha irritualmente condannato le sue parole: “Sono ingiustificabili”. Crescono la fronda nel Gran Old Party (HGop) e la voglia che sia lui a sostituire Trump come cavallo per la corsa alla Casa Bianca.

Lo ha suggerito il senatore John Thune: “Trump dovrebbe ritirarsi e Pence dovrebbe essere immediatamente dichiarato il nostro candidato” Il presidente della Camera, il n.1 del partito repubblicano Paul Ryan, dal primo giorno sostenitore riluttante se non recalcitrante di Trump, si e’ detto “disgustato” dalle parole dell’ancora candidato Gop ed ha annullato l’invito al magnate newyorckese ad un evento politico in programmanel suo Wisconsin. In totale, finora, tre senatori (Mike Lee e Mark Kirk oltre a Thune) tre deputati e un ex governatore repubblicano hanno chiesto formalmente a Trump di farsi da parte.

Altri gli hanno revocato il loro endorsement. In sintesi, non il migliore viatico a meno di un mese dal voto. Anche l’ex rivale alle primarie repubblicane il governatore dell’Ohio, John Kasich ha annunciato: “Non votero’ per un candidato che si e’ comportato in una maniera che riflette cosi’ male il nostro Paese”. L’America “merita di meglio”. Infine, John McCain, ex candidato presidenziale repubblicano nel 2008: “Scriveremo il nome di qualche buon repubblicano conservatore che sia qualificato per fare il presidente”.

Ma Donald Trump, dopo il video del 2005, in cui  si vanta delle sue conquiste ricorrendo ad un linguaggio volgare e sessista nei confronti delle donne, replica duro.  “Le possibilità che io molli sono zero” perché “sto ricevendo un sostegno incredibile” ha detto. “Non ho mai mollato”, ha dichiarato Trump al Wall Street Journal, aggiungendo: “Chiunque mi conosca sa che queste parole non riflettono chi sono. Le ho dette, ho sbagliato e mi scuso”. Le “scuse” rappresentano una prima assoluta in 16 mesi di campagna, sottolinea il Journal, ma Trump è tornato all’attacco sostenendo che la rivelazione del Washington Post è solo un’operazione per “distrarre” l’attenzione del pubblico dalle sequela di accuse che muoverà nel secondo dibattito/duello con Hillary Clinton che si terrà a St.Louis in Missouri, dopo il primo – con 84 milioni di telespettatori – perso platealmente da Trump.

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