Referendum. Bersani (PD). Non siamo al ‘giudizio di Dio’. Vado diritto con il mio “NO”

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Agenpress – “Chi ha responsabilità a tutti i livelli deve dire al mondo che non siamo al ‘giudizio di Dio’. Stiamo discutendo in Italia di una cosa italo e italiana. E il giorno dopo il referendum sul piano sociale economico e anche della permanenza del governo, noi saremo come il giorno prima”.

Pier Luigi Bersani risponde ai giornalisti alla Camera su cosa accadrà dopo il referendum, invitando  “tutti i commentatori a levarsi dalla testa la scissione. Per quel che riguarda me, a portarmi fuori dal mio partito ci può riuscire solo la Pinotti… con l’esercito. Secondo: non esiste, non è mai esistito e non esisterà mai un vincolo di disciplina di partito sui temi costituzionali. Questo è così da sempre ed è così per qualsiasi partito”.

“Terzo: chi guarda le cose in buona fede, non può non vedere che l’incrocio tra la riforma costituzionale e l’Italicum produce una modifica profonda della forma di governo, modifica che io – ha aggiunto Bersani – ritengo negativa e – con quel che succede nel mondo – anche pericolosa. Infine, ricavo dalla giornata di ieri che si vuole tirare diritto, visto che una commissione non si nega a nessuno”.

“Ma se si tira diritto – ha avvertito Bersani – non si potrà tirare diritto con il mio sì e quindi si tirerà diritto con il mio no. Tutti quelli che hanno responsabilità, devono dire al mondo che non andiamo all’appuntamento con il giudizio di Dio, nè con l’Apocalisse. Stiamo discutendo in di una cosa italo-italiana e il giorno dopo sul piano sociale, economico e della permanenza del governo noi saremo gli stessi del giorno prima. Punto”.

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