Rebibbia. Tre detenuti evadono dal carcere calandosi con le lenzuola. Erano stati trasferiti da Camerino

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Agenpress  – Tre detenuti, tutti uomini di nazionalità albanese, sono evasi calandosi con delle lenzuola blu arrotolate e legate ad alcune scope all’altezza di una garitta in un luogo dove, in passato, si sono registrate altre evasioni. La triplice evasione si è verificata intorno alle 3.15 dal carcere di Rebibbia Nuovo complesso, l’istituto di pena della Capitale che si trova lungo la via Tiburtina, provenienti  dell’istituto di pena di Camerino, dopo i crolli nel penitenziario marchigiano causati dalla doppia scossa di mercoledì.

Sarebbero riusciti a raggiungere il muro di cinta da cui si sono calati. Sembra che abbiano aggirato i controlli mettendo dei fantocci nei letti e coprendo con indumenti appesi il varco creato segando le sbarre della finestra.

Nella notte erano stati trasferiti a Rebibbia i detenuti del carcere di Camerino, evacuati per il terremoto, e in tutto sono 39 le persone spostate nel carcere romano: forse i tre, che di certo avevano già pianificato la fuga, potrebbero aver approfittato della circostanza.

I tre avrebbero approfittato della confusione in carcere legata all’arrivo nella notte dei I tre sono Mikel Hasanbelli, 38 anni, in carcere per sfruttamento della prostituzione e traffico di droga con fine pena nel 2020, Ilir Pere, 40 anni, condannato per traffico di droga e armi e per tentato omicidio con fine pena nel 2041, e Basho Tesi, 35 anni, condannato all’ergastolo per omicidio, armi e sfruttamento della prostituzione. Nel reparto G9 del carcere, dove erano detenuti i tre albanesi, sono rinchiusi detenuti per reati comuni e i cosiddetti “precauzionali”, ossia soggetti accusati di violenze sessuali o ex appartenenti alle forze dell’ordine che vanno tenuti separati da altri ristretti.

“Personale mancante, strutture fatiscenti, nessuno strumento di supporto alla vigilanza. Ancora una volta a Rebibbia, dopo i fatti dello scorso febbraio, la combinazione di questi elementi determina una ennesima evasione e getta in una grave confusione il carcere romano”. È quanto afferma il segretario nazionale della Fp Cgil, Salvatore Chiaramonte, in merito a quanto accaduto stanotte al carcere Rebibbia di Roma, aggiungendo che: “Da tempo, troppo tempo, le nostre denunce sulle condizioni fatiscenti del carcere romano, così come della gran parte del sistema penitenziario, sono colpevolmente sottovalutate. Il risultato è che, ancora una volta, tre detenuti approfittano delle falle del sistema per poter evadere”.

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