Referendum. Gasparri (FI). Riforma pericolosa. Cancella gli elettori e non riduce i costi della politica

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Agenpress –  “Quando il presidente del Consiglio va dicendo che ci siamo tirati indietro dopo aver condiviso l’impianto della riforma, afferma una falsità. Silvio Berlusconi e Forza Italia si erano fatti carico di partecipare ad uno sforzo unitario per definire regole che valgono per tutti. Renzi, in corso d’opera, ha cambiato di tutto e di più, dal premio elettorale spostato dalla coalizione al partito, alla elezione dei senatori demandata a leggi regionali a farsi”.

Lo ha sostenuto il vice presidente del Senato, Maurizio Gasparri (Fi), che insieme al senatore Cosimo Sibilia ha incontrato i giornalisti ad Avellino per illustrare le ragioni del No al referendum confermativo del 4 dicembre prossimo.

“E’ una Riforma pericolosa. Cancella gli elettori e non riduce i costi della politica. Gli apparati restano – ha aggiunto Gasparri – come dimostrano le Province e come accadrà anche per il nuovo Senato. Forza Italia, dopo la sconfitta del Si, riproporrà lo schema della riforma approvata nel 2006 ma bocciata nel successivo referendum, che poggia su due fondamenta: riduzione della metà dei parlamentari e elezione diretta del Capo dello Stato. Questo significa concretamente e seriamente -ha concluso il vice presidente del Senato- ridurre i costi della politica e degli apparati e aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni”.

“Non abbiamo comprato l’auto usata da un imbroglione. Troppe le forzature – ha sottolineato Gasparri – culminate con la cacciata di Berlusconi dal Parlamento: un evento indegno e abominevole sulla base di una sentenza a dir poco opinabile, tanto più che proprio recentemente, per la stessa vicenda, Berlusconi è stato assolto dai giudici della Cassazione”. Gasparri ha anche ricordato, a proposito della elezione al Quirinale di Sergio Mattarella, che “Forza Italia ha grande rispetto per la personalità di Mattarella: in quel passaggio, Renzi ha sparigliato il campo e rotto gli accordi, ritenendo di poter imporre agli altri un nome senza alcun passaggio di preventiva condivisione”.

“Renzi è il più vecchio di tutti e in quanto ai costi della politica, farebbe meglio a tacere: poco prima di essere eletto presidente della Provincia di Firenze, si fece assumere come dirigente dall’azienda di famiglia, scaricando sulle istituzioni stipendio e contributi previdenziali”. Parlando del confronto tv con De Mita, Gasparri ha sottolineato: “Il premier ha 40 anni in meno dell’ex segretario Dc e ex presidente del Consiglio, ma ne ha 100 in più come beneficiario dei costi della politica: è un furbetto che scomoda l’anagrafe ritenendo che la politica cominci dalla carta di identità. E’ uno che bluffa e gli italiani faranno bene a partecipare al voto per mandarlo a casa”.

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