Referendum. Renzi: “non è il punto di arrivo, ma è il punto di partenza”. Critiche a D’Alema e ai sostenitori del “No”

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Agenpress – “Questa è Piazza del Popolo, non dei populismi”. Matteo Renzi lancia un appello: “Il nostro destino è cambiare l’Italia, non litigare al nostro interno”.

“Il referendum è una alternativa tra futuro e passato”, ammonisce poi il segretario dem, rivolgendosi “a quell’Italia che dice Sì e non si rassegna alla paura”. “L’importante è che non si passino i prossimi 20 anni, noi del Pd, a domandarci chi ha ucciso l’esperienza riformista italiana semplicemente perchè qualcuno voleva riprendersi il posto che gli era stato tolto”.

“Il referendum non è il punto di arrivo, ma è il punto di partenza, senza la quale si riparte dal via dopo trentacinque anni, dando l’idea di una politica inconcludente. Vi rendete conto del rischio che stiamo correndo?”.

Renzi critica chi lo ha preceduto nel partito: “Se voi avete fallito, non fate fallire anche noi, voi non siete riusciti a cambiare il Paese, lasciate provare a noi”. “Hanno gia dimostrato cosa sono stati capaci o non capaci di fare”, continua.  “Essere progressista non vuole dire stare solo a lamentarsi, significa costruire il futuro. Tocca a noi decidere se essere tra quelli che lo costruiscono o tra i tanti che decidono di non salire sul treno per pigrizia”.

“Trentasei giorni mancano da qui al referendum. Faremo sms, tavolini in piazza, volantini, dibattiti sui social. Tutto bello. Ma io voglio farvi una proposta. In questo momento di odio sui social e di violenza verbale, vi propongo una sfida curiosa. Il pd provi a costruire una comunità in Italia. Non accettiamo di diventare solo codici fiscali. Vi propongo di essere donne e uomini che fanno politica non dentro i circoli, non chiusi a chiave dentro i nostri equilibri interni. Ma di spalancare le finestre all’Italia. I giovani devono esserci nelle Università”.

Critiche anche a Massimo D’Alema. “Parole di D’Alema su anziani? Vorrei che siano state parole scappate per sbaglio, loro votano Sì perchè ci dicono: ‘lo abbiamo conosciuto, li abbiamo visti all’opera, loro sono stati il problema a non cambiare le cose”.

Rivolta a D’Alema (che ha organizzato una campagna per il No) la battuta di Renzi su Sanders: “Bernie Sanders quando ha perso le primarie non si è messo a fare campagna contro la sua compagna di partito per farle perdere le elezioni. Sanders! Se ti avanza del tempo vieni da noi…”.

Ancora critiche ai sostenitori del “NO”. “Fi aveva detto Sì, poi aveva indicato un nome per il Quirinale. Ma dopo che è stato eletto Mattarella hanno cambiato idea. E se hanno cambiato idea per questo non avevano chiaro che il Pd non tratta e non fa inciuci sui valori fondamentali. Nel patto del Nazareno non c’era il presidente della Repubblica. Avete visto chi aveva ragione”.  “Il vero partito della Nazione – ha attaccato – è quello del No, che va da Brunetta a Travaglio, che sull’Europa mette insieme Monti e Salvini, che tiene insieme Gasparri e De Mita, che da Berlusconi a Grillo a D’Alema dice solo no, questo è il partito che vuole bloccare l’italia”.

Sulla riforma e sul merito dice:

“La discussione nel merito? ma è da 35 anni che ne stiamo parlando. Non è stata frettolosa come mi viene contestato. Il referendum nel merito è semplice da spiegare. Siamo gli unici ad avere due Camere che danno fiducia al governo. E abbiamo Camera e Senato formate in modo diverso, e giù inciuci. Il governo in carica è durato di più di tutti i governi guidati da Alcide De Gasperi, da Aldo Moro. Perfino i governi di Giulio Andreotti sono durati meno”. “Quello che è durato di più è stato di Berlusconi”.

“La legge elettorale è stata per settimane il tema di discussione – ha quindi detto Renzi – e voi sapete che secondo me è un tema ingiusto perché a mio giudizio questa legge va bene, ma compito di chi fa politica è farsi carico di altri. E allora non abbiamo aperto ma spalancato le porte sulla legge elettorale. Ora non si usi la legge elettorale come alibi perché siamo pronti a cambiarla. Il punto non è più questo ma è se vogliamo continuare a guardare soltanto la nostra storia o ci va di parlare finalmente del futuro del Paese”.

Renzi ha poi colto l’occasione anche per tornare sulla polemica che lo ha visto contrapposto al premier magiaro. “Voglio dire a Orban che l’Italia non è solo tra i Paesi contributori ma si è messa in gioco per garantire la libertà a chi l’aveva perduta. Si sciacquino la bocca prima di parlare dell’Italia e mi stupisce non sentire gli altri partiti” in difesa dell’Italia.

Il premier ha poi proseguito parlando di Europa. “Noi non accetteremo mai di inserire il fiscal compact nei trattati, se ne facciano una ragione. Si torni a crescita e innovazione – ha detto -. Non accettiamo l’idea di egoismo chiamata Europa. L’Europa sembra aver perso l’anima, ha perso gli ideali di Ventotene. Vi chiedo di fare una battaglia che non è demagogica e populista contro l’Europa ma per restituirle l’anima”.

 

 

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