Audizione al CSM dei Pm e dei Giudici onorari sulle ragioni dello sciopero proclamato dal 21 al 25 novembre

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Agenpress- La Federmot sottopone all’On. Consiglio Superiore della Magistratura le seguenti problematiche afferenti alla magistratura onoraria e alle conseguenze derivanti dalla entrata in vigore della legge 57/2016.

Priorità che richiedono un intervento legislativo e sulle quali l’azione di moral suasion del Consiglio potrebbe influenzare le scelte del legislatore delegato:

1. Prevedere sin dal prossimo esercizio finanziario, per i magistrati onorari impiegati full time, una retribuzione lorda (comprensiva di previdenza e assistenza in caso di infortunio, malattia, filiazione) che consenta un livello di vita dignitoso in relazione al costo della vita, alle esigenze di aggiornamento, allo specifico decoro richiesto a chi concorre all’esercizio della giurisdizione, quindi non inferiore a quella soglia minima di 36.000 euro già oggetto di un attodi indirizzo con cui in sede parlamentare si è impegnato il Governo;
2. Consentire a tutti i magistrati onorari di optare per un regime full time, congelando le altre attività retribuite, il cui simultaneo esercizio è disfunzionale al buon andamento del servizio giustizia, alla qualità di vita dei magistrati onorari, al raggiungimento di standard qualitativi che impongono una concentrazione totale sulle funzioni giurisdizionali, anche in relazione alle attività di formazione iniziale e permanente; esemplificando: non si possono scrivere sentenze, anche complesse, o gestire impegnativi calendari di udienze, negli spazi di tempo reso disponibile dalla interruzione di altre attività lavorative;
3. Modulare la retribuzione dei magistrati onorari secondo modalità che incentivino la produttività, in coerenza anche con l’esigenza di differenziarne lo status giuridico rispetto a quello del magistrato di ruolo, prevedendo tuttavia una componente fissa adeguata a sopperire a tutte le ordinarie esigenze di vita nei periodi di sospensione dal servizio per ferie, maternità, malattia, congedo parentale.
4. Parificare a 70 anni l’età anagrafica massima dei magistrati di ruolo e onorari, raggiungibile a seguito di periodici rinnovi degli incarichi pluriennali;
5. Rimodulare il funzionamento delle Sezioni autonome dei Consigli giudiziari in modo da attuare un effettivo coordinamento di tale organo con i Consigli giudiziari in composizione plenaria, anche nella materia tabellare, sottratta, incomprensibilmente, alla sfera decisionale, anche solo propositiva, delle predette Sezioni autonome.

Tali iniziative consentirebbero di dare supporto alla magistratura di ruolo fornendole il sostegno di una magistratura onoraria all’altezza del ruolo affidatole. Oggi i magistrati onorari hanno le mani legate dalla pretesa del legislatore di confinarlo in un rapporto di servizio part-time incompatibile con l’esercizio della funzione giurisdizionale. Il magistrato, anche se onorario, deve dedicarsi in via esclusiva o largamente preminente all’esercizio delle proprie funzioni. Non può essere simultaneamente avvocato, imprenditore, libero professionista o insegnante. La giurisdizione efficiente non ammette distrazioni.

Priorità che non richiedono un intervento legislativo ma solo un intervento regolamentare del Consiglio superiore della magistratura, attuabile già a legislazione vigente, e rimodulabile  all’indomani dell’eventuale esercizio della delega.

1. Possibilità di periodico trasferimento di sede e di funzione, in coerenza con le disposizioni che accordano un titolo di precedenza a chi già abbia svolto funzioni giudiziarie;
2. Applicazione ai magistrati onorari delle stesse deroghe previste in via regolamentare per i magistrati di ruolo in materia di incompatibilità territoriale parentale;
3. Interpretazione costituzionalmente orientata delle disposizioni che regolano la materia dell’elettorato passivo presso organi legislativi e amministrativi, che consentano la sospensione dal servizio in caso di candidatura o di esperimento di mandati elettorali, e il rientro in servizio con i limiti territoriali già previsti per i magistrati di ruolo.

In sintesi e conclusivamente: la Federmot stigmatizza fortemente il modello sostenuto sino ad oggi dal Governo, improntato all’esaltazione della natura precaria del rapporto onorario, in violazione di puntuali prescrizioni del diritto costituzionale e comunitario che individuano posizioni soggettive inalienabili e inderogabili, pienamente compatibili con lo status di magistrato onorario. Chiedono una forte presa di posizione del Consiglio Superiore a favore di tale approccio, funzionale non solo alla tutela di una componente della magistratura della cui rappresentanza e organizzazione il Consiglio è istituzionalmente titolare, ma soprattutto – ed è quanto più conta per gli utenti della giustizia – a un effettivo rilancio della giurisdizione ordinaria, che includa un forte recupero di autorevolezza e credibilità della stessa magistratura di ruolo.

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