Papa ai neo Cardinali: combattete virus inimiciza, andate tra la gente

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Agenpress. Amate, fate il bene, benedite e pregate. Sono le quattro esortazioni che Papa Francesco ha rivolto ai nuovi 17 cardinali creati stamani nel Concistoro nella Basilica di San Pietro. Il Pontefice ha messo in guardia dal “virus della polarizzazione e dell’inimicizia” da cui non è immune neppure la Chiesa. Quindi, ha esortato i neo porporati ad andare verso il Popolo di Dio come testimoni di perdono e riconciliazione

“…hos Venerabiles Fratres creamus…”
“Creiamo cardinali di Santa Romana Chiesa questi nostri fratelli…”. La formula in latino pronunciata da Papa Francesco riecheggia tra le navate della Basilica Petrina. E’ un momento di festa per la Chiesa: 17 nuovi pastori, di 11 nazioni dei 5 continenti, diventano cardinali, “membri del Clero di Roma” per cooperare “più intensamente” al servizio apostolico del Romano Pontefice. E’ il “Concistoro delle periferie”: per la prima volta ci sono nazioni che hanno un loro cardinale. Nello scorrere dei volti dei neo porporati, che ricevono la berretta dal Papa, si coglie in modo eloquente l’universalità, la cattolicità appunto della Chiesa. Nell’omelia per l’occasione, Papa Francesco ricorda innanzitutto ai nuovi cardinali che Gesù dopo aver scelto gli Apostoli non li ha mantenuti in alto sulla montagna, ma li ha condotti in pianura, “al cuore della folla”. Ed ha chiesto loro di essere misericordiosi come il Padre.

Francesco ha così ribadito le 4 esortazioni che il Signore gli rivolge per plasmare la loro nuova vocazione: “amate, fate il bene, benedite e pregate”. Il problema, ha osservato il Papa, “sorge quando Gesù ci presenta i destinatari di queste azioni, e in questo è molto chiaro, non usa giri di parole né eufemismi”:

“Amate i vostri nemici, fate il bene a quelli che vi odiano, benedite quelli che vi maledicono, pregate per quelli che vi trattano male (cfr vv. 27-28). E queste non sono azioni che vengono spontanee con chi sta davanti a noi come un avversario, come un nemico. Di fronte ad essi, il nostro atteggiamento primario e istintivo è quello di squalificarli, screditarli, maledirli; in molti casi cerchiamo di ‘demonizzarli’, allo scopo di avere una ‘santa’ giustificazione per toglierceli di torno”.

Per Gesù, ha ripreso, “il nemico è qualcuno che devo amare”. Nel “cuore di Dio – ha ribadito – non ci sono nemici, Dio ha solo figli”:

“Caro fratello neo Cardinale, il cammino verso il cielo inizia nella pianura, nella quotidianità della vita spezzata e condivisa, di una vita spesa e donata. Nel dono quotidiano e silenzioso di ciò che siamo. La nostra vetta è questa qualità dell’amore; la nostra meta e aspirazione è cercare nella pianura della vita, insieme al Popolo di Dio, di trasformarci in persone capaci di perdono e di riconciliazione”.

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