Milano. Nuova condanna per Marcello DellʼUtri. Quattro anni per una frode fiscale da 43 mln di euro

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Agenpress – Marcello Dell’Utri è stato condannato a 4 anni di reclusione al processo con rito abbreviato in cui è imputato con altre persone per una presunte frode Iva da circa 43 milioni di euro. La vicenda riguarda una compravendita di spazi pubblicitari televisivi.

L’ex senatore del Pdl sta scontando una pena definitiva di 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.

A chiedere il processo era stato il pm Sergio Spadaro, con accuse a vario titolo che andavano vanno dalla frode fiscale alla omessa dichiarazione dei redditi, dalla bancarotta fraudolenta alla appropriazione indebita. A Dell’Utri, con la complicità del Giuseppe Donaldo Nicosia, amministratore latitante della spagnola Tome Advertising, e di altri, è stata contestata una frode fiscale per oltre 43 milioni di euro tra il 2005-2011. Frode realizzata attraverso gli spazi pubblicitari venduti dai concessionari Publitalia 80 e Rti per le reti Mediaset e da Sipra spa per le reti Rai (non indagate), con l’interposizione di società “cartiere” e tramite fatture inesistenti per circa 258 milioni.

Il giudice, che depositerà le sue motivazioni entro 90 giorni, ha però dichiarato la prescrizione dei reati commessi prima del 2008

Il gup milanese Maria Carla Sacco  che ha assolto Dell’Utri dall’accusa di bancarotta fraudolenta e ha dichiarato per lui e per i suoi coimputati la prescrizione dei reati commessi prima del 2008, ha inflitto 4 condanne, e non 3 come scritto in precedenza, a pene che vanno dai 2 anni e mezzo ai 3 anni e mezzo. Inoltre il giudice ha disposto l’interdizione dai pubblici uffici e dagli incarichi direttivi in società e imprese commerciali per 10 anni e confische di beni mobili e immobili per cifre che vanno dai 238 mila euro a oltre 2 milioni di euro.

Infine, oltre ad aver accolto due patteggiamenti, il gup ha mandato a processo l’altro protagonista della vicenda e cioè Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante e amico di lunga data e socio di Dell’Utri, peraltro coinvolto nella vicenda dei Panama Papers. Per lui e per una seconda persona il dibattimento si aprirà il prossimo 22 febbraio davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Milano. Il pm Sergio Spadaro, per l’ex senatore aveva chiesto 5 anni di reclusione e per gli altri imputati condanne comprese tra i 4 e i 3 anni, ipotizzando a vario titolo accuse che andavano dalla frode fiscale alla omessa dichiarazione dei redditi, dalla bancarotta fraudolenta alla appropriazione indebita.

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