Saronno. Morti sospette in ospedale. Cazzaniga respinge l’accusa di omicidio volontario

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Agenpress – Leonardo Cazzaniga, il medico arrestato per le morti sospette in corsia all’ospedale di Saronno, davanti al gip di Busto Arisizio, Luca Labianca ha respinto l’accusa di omicidio volontario per i quattro pazienti che per la Procura di Busto Arsizio avrebbe ucciso con un cocktail di farmaci.

Con lui anche  Laura Taroni, l’infermiera.  Oltre al Gip  presenti agli interrogatori il procuratore di Busto Arsizio, Gianluigi Fontana e il Pm titolare delle indagini, Cristina Ria.

E davanti al gip, Cazzaniga, durante il suo interrogatorio di garanzia, ha spiegato  che il somministrare farmaci serviva “per alleviare le sofferenze” dei pazienti. Nel frattempo, i 12 indagati nell’inchiesta che ha travolto l’ospedale di Saronno, “sono stati rimossi e messi al minimo dello stipendio”. Il direttore sanitario e il primario del pronto soccorso sono stati destinati a altri incarichi. Sulla sorte degli altri deciderà una commissione.

Oltre 50 le cartelle cliniche sequestrate. Tra le morti sospette, quella del marito dell’amante del dottore, l’infermiera Laura Taroni, che oggi si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Oltre al decesso del padre di Cazzaniga, avvenuto nel pronto soccorso durante il turno del figlio, e quella della madre dell’amante.

Il suo avvocato, Enza Mollica, ha presentato una istanza di arresti domiciliari per il medico anestesista accusato di aver provocato la morte di almeno cinque persone, anche se i casi sospetti sono 35.

Mollica, ha spiegato che il suo assistito ha cercato di chiarire la sua posizione,  rispondendo a tutte le domande del gip, circa una decina. In alcuni casi ha risposto in modo circostanziato, in altri in modo più generico. L’avvocato ha riferito che Cazzaniga “appare provato” e ha presentato una istanza di arresti domiciliari. In precedenza, Laura Taroni, si era avvalsa della facoltà di non rispondere.

“Se questi eventi fossero veri sarebbe pazzesco, cose che vanno al di fuori di un film horror” ha commentato l’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Giulio Gallera Per scavare a fondo sulla vicenda la Regione ha dato mandato all’Agenzia Tutela Salute di creare un’apposita commissione di inchiesta, che lavorerà a latere delle indagini dei magistrati. “Vogliamo chiarezza anche sui controlli interni che non hanno dato esito rispetto a quanto poi evidenziato dalla magistratura – ha detto -. Dobbiamo capire se le segnalazioni fatte siano state sottovalutate o volutamente ignorate- Non vogliamo mettere la polvere sotto il tappeto, se ci sono state mancanze o responsabilità qualcuno pagherà”.

In più, la Regione prende i primi provvedimenti. “Per il direttore sanitario Paolo Valentini – spiega Gallera – e il primario del pronto soccorso Nicola Scoppetta abbiamo ritenuto inopportuno che continuassero a svolgere le loro mansioni” per cui sono già stati destinati a altri incarichi. “Per gli altri 8 indagati, una commissione disciplinare valuterà caso per caso qual è la soluzione migliore”.

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