Mattarella congela le dimissioni di Renzi fino a manovra approvata. ““Non credevo che potessero odiarmi così tanto”

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Agenpress – Dopo il colloquio di un’ora con Mattarella e il consiglio dei ministri-lampo, Renzi è salito al Quirinale come da protocollo. Ma la formalizzazione delle dimissioni avverrà solo dopo l’approvazione della manovra che nelle intenzioni del governo dovrebbe avvenire nei tempi più brevi possibili, forse già in settimana.

Renzi ha ringraziato i titolari dei dicasteri per la collaborazione e lo spirito di squadra dimostrati in questi anni di Governo. Infine, ha lasciato Palazzo Chigi per recarsi dal Capo dello Stato, il quale considerata la necessità di completare l’iter parlamentare di approvazione della legge di bilancio onde scongiurare i rischi di esercizio provvisorio, ha chiesto al Presidente del Consiglio di soprassedere alle dimissioni per presentarle al compimento di tale adempimento”.

D’altra parte il Capo dello Stato lo aveva detto chiaro e tondo già stamattina: “Ci sono di fronte a noi impegni e scadenze di cui le istituzioni dovranno assicurare in ogni caso il rispetto, garantendo risposte all’altezza dei problemi del momento”. Come dire, adesso la priorità resta mettere in sicurezza la legge di Bilancio.

“L’Italia è un grande Paese con tante energie positive al suo interno. Anche per questo occorre che il clima politico, pur nella necessaria dialettica, sia improntato a serenità e rispetto reciproco”, si legge nella nota diffusa dal presidente della Repubblica. “L’alta affluenza al voto, registratasi nel referendum di ieri, è la testimonianza di una democrazia solida, di un Paese appassionato, capace di partecipazione attiva – ha continuato Mattarella -. Vi sono di fronte a noi impegni e scadenze di cui le istituzioni dovranno assicurare in ogni caso il rispetto, garantendo risposte all’altezza dei problemi del momento”.

“Due, tre giorni è un tempo verosimile se c’è la volontà politica”, spiega Ettore Rosato ai cronisti alla Camera. Al Senato gli uffici sono già allertati. “Potremmo chiudere in 48 ore, venerdì al massimo, approvando il testo passato alla Camera”, è la valutazione di fonti parlamentari confidando che si raggiunga la volontà politica unanime di un’approvazione lampo del Bilancio.

“Tutto è iniziato col 40% nel 2012. Abbiamo vinto col 40% nel 2014. Ripartiamo dal 40% di ieri!”, ha scritto su Twitter Luca Lotti.

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi su Facebook invece ha scritto: “Peccato. Avevamo immaginato un altro risveglio: istituzioni più semplici in Italia, paese più forte in Europa. Non è andata cosi. Ha vinto il no, punto. Adesso al lavoro per servire le Istituzioni. Mettiamo al sicuro questa legge di bilancio. Poi pubblicheremo il rendiconto delle tante cose fatte da questo Governo. A tutti i comitati, a tutti gli amici e le amiche che ci hanno dato una mano, grazie. Decideremo insieme come ripartire, smaltita la delusione. Un abbraccio”, ha scritto Boschi

“Non credevo che potessero odiarmi così tanto”, ha confessato Renzi ai collaboratori. E aggiunge: “Un odio distillato, purissimo”.

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