Referendum. Franceschini. Determinante il contributo di Berlusconi per la vittoria del “no”. FI esulta

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Agenpress –  “Purtroppo la competizione referendaria è diventata politica e non sulla riforma costituzionale. Si sono ricomposti gli elettorati di appartenenza e Berlusconi ha riportato al campo del centrodestra elettori che erano pronti a votare Sì”. E’ l’analisi del voto del ministro della Cultura Dario Franceschini, interpellato dai cronisti alla Camera.

Opinione condivisa soprattutto da Forza Italia. Per Simone Furlan, leader dell’esercito di Silvio “il risultato del referendum mette in luce un dato chiaro e incontrovertibile: il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e’ stato determinante per l’affermazione del no, catalizzando tutto il nostro elettorato in dieci giorni. Berlusconi e’ il leader indiscusso del centrodestra, l’unico statista in campo, l’unico a possedere l’autorevolezza ed il carisma per federare il centrodestra”.

“La sua legittimazione – che gli altri non hanno – risiede negli oltre 200 milioni di voti presi. Chi parla di primarie fa solamente sorridere – prosegue – mentre gli aspiranti candidati al cospetto di Berlusconi spariscono. Noi siamo pronti. La favolosa squadra di Missione Italia è pronta a mobilitarsi e tornare in campo al fianco di Berlusconi. Esigiamo una sentenza veloce da Strasburgo affinché il nostro leader ritorni candidabile: e’ lui, ieri come oggi, la sola speranza per l’Italia e gli italiani”.

“Berlusconi si è schierato in maniera chiara in questo referendum, con spirito non distruttivo ma propositivo, ed è stato decisivo per la vittoria del No. Ha dato un contributo importante e gli elettori di FI lo hanno seguito. L’80 per cento degli elettori del nostro partito ha votato No secondo l’analisi dei flussi”, ha detto il senatore Maurizio Gasparri (FI) intervenendo in diretta a l’Aria che tira su La7. “Ora il centrodestra deve ritrovare la sua omogeneità”, ha aggiunto in riferimento alla legge elettorale, “perché una nuova legge per Camera e Senato è indispensabile altrimenti avremmo una situazione di ingovernabilità. Alla Camera avremmo con l’Italicum un super maggioritario in cui al doppio turno la lista che arriva prima prende tutto. Al Senato invece avremmo un proporzionale che, vista la situazione attuale, non consente a nessuno di avere la maggioranza e quindi di governare”.

 

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