Ue. Terrorismo: giro di vite contro i “foreign fighters”

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Agenpress I cittadini europei che si radicalizzano e viaggiano per combattere in Siria e Iraq sono in crescita. La maggior parte degli attacchi terroristici in Europa sono stati perpetrati da terroristi nati e cresciuti nel nostro continente; alcuni di essi erano tornati da esperienze da foreign fighters.

La commissione del parlamento Europeo per i diritti civili ha votato una direttiva anti terrorismo. Il testo, scritto dopo gli attacchi a Parigi, propone la criminalizzazione degli atti preparatori ad attentati terroristici.

L’obiettivo è inasprire la portata delle norme volte a combattare il fenomeno del ritorno dei “foreign fighters” e degli attacchi da parte dei cosiddetti lupi solitari. Circa 5mila europei si sono aggiunti al califfato in Siria e Iraw. Le nazioni di maggiore provenienza sono Francia, Gran Bretagna, Germania e Belgio.

In accordo con alcune relazioni, la percentuale di ritorno dai luoghi di conflitto è intorno al 20 – 30 per cento. Le pesanti sconfitte inflitte all’Isis negli ultimi mesi potrebbero aver influito nel ritorno dei sedicenti combattenti islamici, secondo quanto riporta Europol. Il numero di lupi solitari è anch’esso in crescita e la tendenza alla preparazione ed elaborazione di attentati in solitaria sta complicando le cose alle forze di polizia.

Che cosa propone il disegno di legge?

La proposta è stata scritta dal deputato tedesco Monika Hohlmeier. Gli atti preparatori che si vogliono criminalizzare sono i viaggi per fini terroristici (come ad esempio andare in Siria per combattere l’Isis), formare o essere formato come combattente (partecipare a un campo all’estero o ricevere istruzioni online), dare o raccogliere denaro per finanziare i gruppi armati o idolatrare il terrorismo.

 

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