Legge elettorale.  Zanda (PD).  No a proporzionale, ci porterebbe ai governi tri-quadri-pentapartito

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Agenpress – “La sentenza della Consulta del 24 gennaio sarà importante. Fisserà dei principi che dovremmo leggere insieme a quelli stabiliti un anno fa sul Porcellum. Ma prima si comincia il confronto in Parlamento e meglio è”.

E’ quanto sostiene, in un’intervista a Repubblica, Luigi Zanda, capogruppo Pd al Senato, chiedendo di accelerare sulla legge elettorale ma avverte: “bisogna fermare la tentazione” di un ritorno al proporzionale, “una legge deve essere fatta bene certo, però senza perdersi in chiacchiere”.

Per Zanda il governo Gentiloni “ha davanti un tempo limitato. Dovrà portare il paese alle elezioni ma il premier ha tutte le qualità per guidare questa fase sia pur breve”.

Il referendum sulle riforme ha avuto tre effetti politici “sostanziali”: “si allontana la prospettiva del bipartitismo già messa in crisi dalla comparsa dei 5Stelle. Nei partiti aumenterà il peso delle correnti che già emergono persino tra i grillini. Infine aumenterà la spinta verso sistemi elettorali proporzionali”.

Ma una nuova legge proporzionale “è del tutto da evitare. Penso che sia necessaria una legge elettorale che garantisca la governabilità con un premio adeguato e con meccanismi di elezione dei parlamentari che li tengano legati ai territori, come succedeva con i collegi uninominali del Mattarellum. Una legge proporzionale ci allontanerebbe dall’Europa e ci porterebbe ai governi tri-quadri-pentapartito, che hanno prodotto i duemila miliardi di debito pubblico”.

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