Migranti. 180mila nel 2016. Solo mille dalla Siria. Italiani pagano tassa occulta per mantenerli

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Agenpress –  “Nel 2016, secondo gli ultimi dati forniti dal ministero degli Interni, in Italia sono sbarcati oltre 180mila immigrati, il 18% in più rispetto ad un anno fa, di questi 180mila meno di un migliaio sono siriani, mentre tutti gli altri sono tutti africani, addirittura il 21%, quasi 40mila, sono nigeriani che non scappano da nessuna guerra, come non scappano da nessuna guerra gli altri 40mila provenienti dalla Guinea, dal Mali, dal Senagal, dalla Costa D’Avorio o i quasi 10 mila provenienti dal Bangladesh”.

Lo afferma Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda “Perché dobbiamo mantenere nei centri di accoglienza, nelle strutture o negli alberghi questo esercito di 180mila immigrati che sappiamo essere clandestini che non scappano da nessuna guerra? Solo i 40mila nigeriani, da soli, costeranno circa 1 miliardo di euro: non si può fare un accordo con il Governo nigeriano per rimandarli tutti indietro? Perché dobbiamo sprecare un miliardo senza nessuna valida ragione?”.

Di tassa occulta per mantenerli, parla Deborah Bergamini di Forza Italia.

“Gli Italiani, a loro insaputa, ormai pagano un’altra tassa occulta, quella per mantenere gli immigrati che sbarcano sulle nostre coste. Da inizio 2016 ne sono arrivati 180.392, in aumento del 18,21% rispetto al 2015, e quelli che al momento sono accolti sul territorio nazionale sono 176.290, mentre nel 2015 erano 103.792 e nel 2014 66.066”. “Se si pensa che per l’anno prossimo il ministro dell’Economia ha previsto di spendere fra i 3,8 e 4,2 miliardi di euro per mantenere gli immigrati, vuol dire che costeranno circa 66 euro in media a ciascuno di noi”.

Per Giovanni Toti, consigliere politico di Silvio Berlusconi e presidente della Regione Liguria, è obbligatoria “l’identificazione totale di ogni persona che entra nel nostro Paese deve essere la priorità strategica per dare sicurezza ai cittadini. Chi arriva in Italia non può girare indisturbato, senza essere fotosegnalato e identificato tramite impronte digitali. È giunta l’ora di dire basta al buonismo e all’accoglienza indiscriminata. Bisogna cambiare ricetta!”.

 

 

 

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