Ferrara. Duplice omicidio dei coniugi. Confessa il delitto il figlio sedicenne. Vittime incappucciate

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Agenpress – Le vittime del duplice omicidio sono una coppia di ristoratori della zona, Salvatore Vincelli, 59 anni, e la moglie Nunzia Di Gianni, 45, titolari del locale La Greppia di San Giuseppe di Comacchio, entrambi originari di Torino, dove vive e studia Cinema all’Università l’altro figlio di 25 anni.

Hanno confessato il figlio sedicenne dei coniugi, Riccardo Vincelli, e un suo amico, di cui ancora non si conosce l’identità, ma solo l’età, è quasi 18enne.

L’adolescente, che aveva trovato il cadavere dei genitori, è crollato dopo un interrogatorio fiume nella caserma di Comacchio, davanti ai carabinieri del Nucleo operativo lagunare e del pm Giuseppe Tittaferrante e alla collega della procura per i minorenni, Silvia Marzocchi. Ai due è stata contestata anche l’aggravante della premeditazione.

L’ascia usata per l’omicidio e i vestiti sporchi di sangue dei due giovani sono stati ritrovati in un canale di una frazione vicina al luogo del delitto. L’omicidio sarebbe avvenuto in camera da letto ma poi i due avrebbero messo in atto una sorta di messinscena, spostando i corpi, dopo averne coperto i volti con dei sacchetti di naylon: quello dell’uomo è stato ritrovato in garage, quello della donna ai piedi del letto.

Il figlio confessando il delitto  ha fatto ritrovare l’arma; assieme all’amico ha portato i carabinieri a Caprile, una frazione di Pontelangorino dove in un torrente sono state recuperati un’ascia e i vestiti sporchi di sangue indossati dai due adolescenti durante il massacro. Il movente non sarebbe economico, ma dettato dai forti contrasti tra il minorenne e i genitori. L’amico lo avrebbe aiutato per “vicinanza”.

La plastica che incappucciava le vittime sarebbe stata usata per non lasciare tracce di sangue durante lo spostamento dei corpi, probabilmente per confondere le acque e inscenare una rapina. Più tardi i ragazzi avrebbero confidato a un carabiniere che i cappucci servivano “per non guardare in faccia le vittime”.

 

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