La strage del bus ungherese sull’A4

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Agenpress. La scorsa notte, allo svincolo di Verona Est dell’A4, è avvenuto l’ennesimo disastro che coinvolge un bus. Le cause sono da accertare, ma le conseguenze sono gravissime e ci addolorano. Purtroppo i disastri con i bus si ripetono e richiamano la responsabilità non solo del guidatore, ma anche del proprietario dei mezzi e delle istituzioni. E mentre si discute e si fanno indagini, le vittime ci sono già ed i familiari nel dolore si chiedono come sia potuto succedere il disastro, quale causa ha fatto inceppare la sicurezza del mezzo di trasporto.

La sicurezza della vita e della salute è un diritto che va difeso sulle strade di tutto il mondo. Pertanto, l’AIFVS – principale organizzazione italiana formata e condotta da famiglie di vittime della strada – esprime la propria vicinanza ai familiari delle vittime e sostiene il loro bisogno di fare chiarezza per individuare le cause che hanno trasformato una gita in un disastro.

A tal fine, informiamo che l’AIFVS attivato un supporto legale e psicologico a disposizione delle famiglie, per il quale è possibile contattare il numero: 329.2208053

L’assistenza transfrontaliera dei familiari delle vittime viene resa in linea con quanto previsto dalla Direttiva UE sulla tutela delle vittime di reato e in linea con gli standard fissati dalla Federazione europea vittime della strada (www.fevr.org), di cui l’AIFVS fa parte. FEVR è membro del consiglio generale di UNRSC (United Nations Road Safety Collaboration) e di ETSC (European Transport Safety Council); inoltre, ha lo Stato Consultivo (Roster) in UNECE (United Nations Economic Council for Europe).

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni – presidente AIFVS

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