PD. D’Alema dà vita ad un nuovo comitato, ConSenso. “Senza congresso, al voto liberi tutti”

0
1662

Agenpress – “Dobbiamo guardare al futuro e dobbiamo organizzare un mondo del centrosinistra italiano che è abbastanza disperso e che si riconosce in diverse formazioni politiche: in modo largo nel Pd e in SI ma vi sono anche molti cittadini che non aderiscono più a nessun partito”.

E’ quanto ha detto Massimo D’Alema parlando all’Assemblea nazionale dei Comitati “Scelgo No”, nati durante la campagna referendaria, e che oggi hanno dato vita ad un nuovo modello di organizzazione che avrà un simbolo e un nome nuovo: “ConSenso”.

“Non avremo un tesseramento nazionale, anche perché altrimenti saremmo tormentati e direbbero che vogliamo fare un partito. Però i singoli comitati devono raccogliere adesioni e fondi. Per sé. Noi non vogliamo che affluiscano fondi a Roma ma che i comitati siano pronti alle evenienze che potranno essere”.

“Siamo in un tale conflitto che è stato necessario richiamare anche i riservisti e mantenerli n servizio per supportare l’azione di una nuova generazione”, ha aggiunto, affermando che “bisogna metter mano con serietà alla legge elettorale. Partendo dalla nostra proposta e forse bisognerà trovare un compromesso per trovare un ragionevole equilibrio fra rappresentanza e governabilità e non precipitare il Paese nella ingovernabilità oppure in un inciucione i cui confini sono difficilmente immaginabili”. Lo dice Massimo D’Alema, aggiungendo che a conti fatti si rischierebbe un governo “M5S-Lega”.

Per D’Alema  “se la sordità prevarrà e prevarrà l’idea di correre ad elezioni senza un progetto, dev’essere chiaro che una scelta di questo tipo renderebbe ciascuno libero. E alcuni di noi che ritengono di avere responsabilità e obblighi non sarebbero neanche liberi di decidere, ma dovrebbero reagire”.

D’Alema ha detto, inoltre che  “basterebbe del ‘buonsenso’ per convocare un congresso. L’82% ragazzi 18-24 anni ha votato NO al referendum costituzionale: basterebbe questo in un partito che avesse, se non ‘Consenso’ ma buonsenso per convocare un congresso”. “Siamo in un tale conflitto che è stato necessario richiamare anche i riservisti e mantenerli in servizio per supportare l’azione di una nuova generazione. L’82% ragazzi 18-24 anni ha votato NO. Basterebbe questo in un partito che avesse, se non ‘Consenso’, buonsenso per convocare un congresso”.

Serve “un Pd in grado di essere una forza attorno a cui possa riunirsi un centrosinistra largo. Bisogna andare a elezioni con una lista che vada oltre il Pd ma non con listone già fallito di Pisapia-Alfano”, ha aggiunto ancora.

Immediata la replica di un esponente del PD. Il  deputato renziano Ernesto Carbone, a margine dell’assemblea degli amministratori del Pd,  ha detto che  “è curioso che l’uomo che ha più volte ucciso il centrosinistra dal primo governo del centro sinistra fino ai 101 di Prodi ora si presenti per ricostruirlo con un tesseramento parallelo e non partecipando né agli organi né alla vita del Pd. La stessa cosa che fece con Red di cui ero direttore, ma quando capii il suo vero obiettivo mi dimisi”.

“Io penso che nella storia del centrosinistra chi divide paga un prezzo salatissimo, perché non viene capito. Gli elettori del centrosinistra chiedono unità. Sono per costruire un progetto largo aperto, dove non ci siano diktat come quelli che sento in queste ore. Io credo nella possibilità di costruire una nuova proposta, che guardi anche a Giuliano Pisapia”, ha replicato il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina. “Io credo che tutti debbano essere messi in condizione di partecipare a questo sforzo unitario, purché lo si voglia. I toni di queste ore non fanno bene al partito”.

 

Commenti
loading...