PD.  Fassino. Divisione porta al M5S. Rossi. Renzi è un pokerista disperato. Basta ai tipi alla Farinetti

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Agenpress – Continuano le polemiche all’interno del PD. Questa volta a parlare è Piero Fassino, per il quale è “in corso un’operazione di destabilizzazione del Pd e del suo segretario che è portatrice di esiti catastrofici non solo per il Pd ma anche per il Paese”. “L’ultimo a volere la scissione è il segretario di un partito e Renzi è consapevole che questo non solo è il suo dovere ma è anche il suo interesse”, aggiungendo che “qualsiasi operazione di divisione apre un’autostrada al M5S”.

Più critico il governatore della Toscana, Enrico Rossi. “Renzi si comporta come un pokerista disperato, che raddoppia la posta dopo ogni partita persa. Dopo le amministrative, dopo il 4 dicembre, dopo la sentenza sull’ Italicum. Sempre una rivincita. Ricominciare a correre verso le urne è una scelta drammatica. Per il Pd e per il Paese”. Renzi, è troppo tentato dall’amore per il rischio, troppo pieno di convinzioni personali”, prosegue Rossi, auspicando “più socialismo e meno tipi alla Farinetti. Non dobbiamo confondere la gente. Se l’operaio che vuole votarci trova il padrone della ferriera a fare gli onori di casa per prima cosa s’imbarazza e per seconda cambia idea e vota qualcun altro”.

“Chi rappresenta i poveri? Chi lotta contro la diseguaglianza? Chi regolamenta i mercati? Chi si impegna perché anche l’ultimo goda dell’opportunità della conoscenza, abbia l’accesso al sapere? Noi non più”, dichiara Rossi. “Io non ho paura di contarmi. La cosa più impellente da fare è un congresso in cui le mie idee possano contrapporsi legittimamente a quelle del segretario in carica e alle altre possibili di chi si candiderà. Dobbiamo discutere, trovare la passione, mettere pane nel nostro sacchetto del pic-nic”.

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