Marine Le Pen promette la “Frexit”.  “Con me la Francia fuori dalla Ue e dalla Nato”

0
1464

Agenpress –  “Se sarò eletta convocherò entro sei mesi un referendum sulla `Frexit´”, perché “l’Unione europea è un fallimento”.

La promessa della leader del Front National, Marine Le Pen,  in un comizio a Lione, aggiungendo di volere che Parigi lasci il comando integrato dell’Alleanza Atlantica per provvedere da sola alla sua difesa. Non solo: nella Francia del futuro di Le Pen non c’è neanche l’euro, ma l’idea di ripristinare il franco come moneta nazionale.

Marine Le Pen è anche tornata a insistere sull’uscita della Francia dal comando integrato della Nato e iscrivere nella Costituzione la soglia minima del 2% per il bilancio dell’esercito. “In cinque anni voglio rimettere la Francia in ordine”, ha affermato aggiungendo di volere che Parigi lasci il comando integrato dell’Alleanza Atlantica “per provvedere da sola alla sua difesa”.

“L’Unione europea mette sotto tutela, bisognerà trovare un compromesso con l’Europa per ritrovare una sovranità”, ha proseguito la Le Pen. Per questo, nel caso di una sua vittoria alle presidenziali francesi, la leader della destra intende aprire un confronto di sei mesi con Bruxelles. Se però le trattative non dovessero soddisfarla, ci sarà il referendum per “dimettersi da questi incubi e tornare liberi”.

Nel programma di Le Pen c’è anche un giro di vite contro “i luoghi di predica degli islamisti radicali”, che “verranno chiusi”. Inoltre, ha continuato, “i francesi schedati con la “S” (vale a dire quei cittadini radicalizzati tenuti sotto controllo dallo Stato) verranno puniti con una pena di indegnità nazionale”.

“Non vogliamo vivere sotto la minaccia del fondamentalismo islamista”, ha sottolineato. “Quando si aspira a stabilirsi in un Paese – ha proseguito facendo riferimento ai migranti – non si comincia a violarne le leggi. Non c’è e non ci sarà altra legge o valori in Francia che quelli francesi”. E ha aggiunto: “Se vorranno vivere come a casa loro, è sufficiente che restino là”

Le Pen traccia un quadro inquietante tra globalizzazione e fondamentalismo islamico, dichiarando: “Volevano  una globalizzazione felice, ne hanno avuta una orrenda. Ne hanno fatto un’ideologia; la globalizzazione economica che rifiuta ogni regolamentazione e priva la nazione dei suoi elementi costitutivi, consentendo ad un’altra mondializzazione di nascere e crescere: il fondamentalismo islamico”.  Poi, riprendendo uno dei capisaldi della sua strategia politica e del suo credo propagandistico, rilancia: “Non vogliamo vivere sotto il giogo del  fondamentalismo islamico”: e forse questo è uno dei convincimenti e degli obiettivi che più l’avvicina alla nipote Marion, nel segno di un contrasto forse più rilanciato dai media che vissuto in casa Le Pen.

Commenti
loading...