P.A.  Arriva il decalogo per il licenziamento degli statali. Lotta contro i furbetti

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Agenpress – Sta per arrivare il decalogo del licenziamento per gli statati: ovvero un elenco di dieci situazioni di ‘allerta’ che mettono in guardia i dipendenti della pubblica amministrazione, e con il quale si dovrebbe fare chiarezza sulla questione, mettendo in fila uno per uno le condizioni che determinano l’espulsione. Si va dalla falsa attestazione della presenza in servizio allo scarso rendimento. Sanzione anche per il responsabile che non vigila.

L’elenco precisa le situazioni ‘a rischio’, esplicitandole, tra cui le gravi e reiterate violazioni del codice di comportamento (accettare regali costosi, abusare dell’auto di rappresentanza). Nel decreto, previsto per metà febbraio, dovrebbe anche essere stabilito che in caso di procedura ordinaria entro tre mesi, non più quattro, l’azione deve essere conclusa. Resta fermo il licenziamento sprint, di 30 giorni, per il furbetto del cartellino, che dovrebbe essere esteso a tutte le forme illecite che portano a licenziamento accertate in flagranza.

Ecco le indiscrezioni su cosa farà accendere la spia rossa di avvertimento su quanto provocherà sanzioni fino al licenziamento, a cominciare dalle assenze di massa in occasione di Grandi Eventi, iscrizioni scolastiche, presentazione “730”, o di circostanze straordinarie che richiedano in ogni caso più impegno del normale. O quelle ripetute malattie che, guarda caso, insorgono soprattutto di venerdì e di lunedì come nel previsto primo giorno di lavoro al ritorno dalle ferie. Visite fiscali scrupolose e severe saranno all’ordine del giorno e per chi verrà trovato in difetto cominceranno quei guai seri che, sebbene previsti dai regolamenti, non sono di fatto mai esistiti.

Un elenco di 10 situazioni assolutamente non tollerate, un vero e propor decalogo, che il dipendente non potrà far altro che evitare, pena la sanzione che potrebbe dar luogo anche all’espulsione: l’accettare regali di valore, l’abuso dell’auto di rappresentanza, la falsa attestazione di presenza in ufficio o comunque dal servizio e lo scarso rendimento.

Spauracchio quest’ultimo che ha messo in serio allarme i “lavativi” dediti più ai cruciverba e ai giochini con gli smartphone (la maggior parte dei pc degli uffici già da tempo non permettono di giocare con i “solitari”). Come del resto, per quanto riguarda le mendaci attestazioni di presenza, il panico si sta impadronendo soprattutto di quanti tanto puntuali all’entrata nel “timbrare” o “passare” il badge per aprire i tornelli, quanto rapidi e capaci di imboccar l’uscita di soppiatto magari per andare a far la spesa approfittando dell’orario di lavoro. Spesso con la complicità di colleghi compiacenti.

A parte il licenziamento, viene anche rivista tutta la road-map dell’azione disciplinare. Con tutta probabilità si preciserà che per le infrazioni di minore gravità, per cui è previsto il solo richiamo verbale, le regole saranno stabilite dai contratti. I tecnici del ministero della P.a. stanno lavorando a una semplificazione dell’iter e si dovrebbe anche aprire a una gestione unificata per le sanzioni più gravi, per cui più amministrazioni possono fare capo a uno stesso ufficio. Anche qui ci sono dei chiarimenti, delle puntualizzazioni sul ruolo dell’ufficio per il procedimento disciplinare.

Inoltre i vizi formali, i cavilli giuridici, non potranno fermare l’azione. Anche in questo caso, viene estesa una clausola anticipata con il decreto anti-furbetti. Quindi la violazione dei termini interni fissati per la procedura non potrà impedire di andare avanti, né potrà annullare la validità della sanzione inflitta, fatto salvo il diritto alla difesa. Inoltre se il giudice accerta una sproporzione con la sanzione disciplinare, il procedimento si ripete.

 

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